Meldola: alla scoperta della riserva di Scardavilla con "Le Ovarole"

Meldola: alla scoperta della riserva di Scardavilla con "Le Ovarole"

MELDOLA - Diciannovesimo appuntamento della quarta edizione de "Le Ovarole" incontri con signore che quest'anno amplia i suoi orizzonti nella terra di Romagna con 23 appuntamenti in 20 comuni coinvolti sotto la direzione artistica di Lelia Serra e Leli Nottoli.

La passeggiata proposta nella riserva naturale di Scardavilla sarà accompagnata da una lezione sul tema del "Giardino sacro" tenuta dalla brava e preparata RENATA LODARI.

 

Il bosco di SCARDAVILLA è il più ampio dei boschi delle colline forlivesi, verdeggiante di querce ed esteso tra due complessi religiosi che a lungo ne hanno condizionato la storia. Un ambiente quasi del tutto scomparso nella bassa collina romagnola, indissolubilmente legato al ricordo del grande naturalista forlivese Pietro Zangheri, che per primo segnalò il piccolo santuario naturale e si battè a lungo per difenderlo dal degrado dell'immediato dopoguerra, comprendendone l'importanza. Situata nel territorio comunale di Meldola, oggi la riserva si estende su quasi 30 ettari e il suo perimetro in parte coincide ancora con le mura di cinta dell'antico possedimento monastico camaldolese, presente in loco almeno dal Duecento.

 

Oggi di quella cerchia difensiva non rimangono che pochi resti nel fitto del bosco. Due i complessi religiosi che hanno intrecciato la storia al bosco, il monastero a Scardavilla di Sotto e il settecentesco eremo a Scardavilla di Sopra, presso il vicino monte Lipone. Il campanile dell'eremo svetta ancora sopra agli alberi, stagliandosi sul profilo del colle, mentre recenti restauri al monastero hanno conservato i tratti più caratteristici come il chiostro e la chiesa annessa. Tutto intorno, su crinali e vallette, il manto del querceto è quasi ininterrotto pur non essendo più quello conosciuto e descritto da Zangheri: le attività umane e i tagli, soprattutto nel secondo dopoguerra, hanno impoverito l'ambiente in termini d'imponenza e naturalità. Una tendenza invertita solo dall'istituzione della riserva, che ha portato a un utilizzo sostenibile dell'area aperto alla fruizione di tutti e già si riscontra una ripresa del popolamento animale e vegetale. Il centro visita della riserva è allestito a Meldola, nella chiesa del Sasso, centro di intensa attività di educazione ambientale. Di notevole interesse è la fauna invertebrata, con la presenza di rari coleotteri, libellule e farfalle recentemente oggetto di specifici studi.

Renata Lodari: è progettista di giardini e consulente in materia di studi, ricerche e restauri di giardini storici.

 

Docente alla facoltà di architettura di torino, responsabile dell'archivio "Ville e giardini" del museo del paesaggio di Verbania, socio ordinario della aiapp

 

 

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Tutto il programma completo si può scaricare sul sito www.ovarole.it

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