Meldola: Forestale sequestra deposito di esche per la pesca sportiva

Meldola: Forestale sequestra deposito di esche per la pesca sportiva

Meldola: Forestale sequestra deposito di esche per la pesca sportiva

MELDOLA - Due capanni per la produzione di larve da pesca, una cella frigorifera, un deposito di materie prime ed una concimaia sono stati sequestrati dal personale del Corpo Forestale dello Stato nel Comune di Meldola al termine di un'indagine iniziata nel maggio scorso su segnalazione del Servizio Veterinario dell'Ausl. I militari hanno scoperto che venivano prodotte esche per la pesca sportiva, utilizzando come materia prima sottoprodotti di origine animale.

 

Questi si trovavano contenuti in un magazzino, mentre in una concimaia a cielo aperto erano presenti scarti di carne utilizzata nella produzione delle larve, prodotte in alcune vasche di allevamento. Inoltre erano stati trovati rifiuti di carne stesi sul terreno di una formazione calanchiva, nelle vicinanze dell'azienda, parzialmente nascosti dall'erba, ma con un odore nauseabondo che emanava dai cumuli parzialmente decomposti.

 

Il titolare si è giustificato dicendo che lo smaltimento dei rifiuti era stato fatto da un'azienda di Latina, da lui incaricata, ma dal riscontro dei documenti in azienda risultava che l'ultimo carico smaltito era di tre anni fa. Il titolare è stato denunciato a piede libero per una serie di reati che vanno dall'abbandono dei rifiuti di carne sul suolo, alla emissione in atmosfera di gas con emanazione di odori nauseabondi, al mancato adeguamento dell'impianto di produzione nei riguardi dello scarico delle acque che dilavano i piazzali durante le piogge.

 

Il gip del tribunale di Forlì Giovanni Trerè ha incaricato il Corpo Forestale di effettuare una perquisizione nell'azienda per il sequestro di documenti relativi agli smaltimenti, disponendo inoltre il sequestro preventivo dell'azienda. Giovanni Naccarato, Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, in proposito ha dichiarato: "Il Corpo Forestale dello Stato è intervenuto ai sensi del Decreto Legislativo n. 152/2006 per l'irregolare smaltimento dei rifiuti effettuato dall'Azienda, peraltro segnalati da numerosi cittadini, e per evitare l'inquinamento del suolo che potrebbe derivare dal proseguimento dell'attività illecita."


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