Meldola, l'Irst si difende: "tariffe inferiori ai costi pagati dall'Istituto"

Meldola, l'Irst si difende: "tariffe inferiori ai costi pagati dall'Istituto"

Meldola, l'Irst si difende: "tariffe inferiori ai costi pagati dall'Istituto"

MELDOLA - "L'Irst non può diventare un problema, è una risorsa", continua a ripeterlo il Sindaco, Gialnluca Zattini. Intanto dall'Istituto arriva una replica sulla polemica dei costi per l'Ausl forlivese, replicando come vengano offerte "le più aggiornate conoscenze e delle più sofisticate tecnologie, pur non sostenendo gli alti costi che avrebbe comportato una gestione diretta". Si ribadisce la "correttezza della scelta, attuata a suo tempo, di dotare l'Area Vasta Romagna di una struttura di assistenza di terzo livello".

 

"La sanità di eccellenza ha dei costi - ribadisce Zattini - va difesa". "La decisione dell'Ausl di Forlì di cedere l'oncologia all'Irst, ovvero ad un Istituto in grado di garantire ai pazienti assistenza e ricerca di eccellenza - spiegano da Meldola - significa per l'Ausl la possibilità di consentire ai cittadini forlivesi, così come a tutti i cittadini dell'Area Vasta, di usufruire delle più aggiornate conoscenze e delle più sofisticate tecnologie, pur non sostenendo gli alti costi che avrebbe comportato una gestione diretta, ma riconoscendo all'Irst, per l'attività erogata, le tariffe previste dal Sistema Sanitario Regionale che sono in molti casi inferiori ai reali costi sostenuti dall'Istituto".

 

"Il fatto che l'Irst sia oggetto di numerosi articoli, su quotidiani locali e nazionali, in cui si riportano le conquiste scientifiche, le innovazioni tecnologiche e la costante attenzione dell'Istituto ai bisogni dei pazienti, è una conferma della correttezza della scelta, attuata a suo tempo, di dotare l'Area Vasta Romagna di una struttura di assistenza di terzo livello e di mettere in pratica un modello organizzativo innovativo e adeguato ai bisogni della popolazione in ambito oncologico. Pertanto, come forma di rispetto per coloro che con professionalità e impegno lavorano per l'Irst e ancora di più nei confronti di tutti i malati che insieme ai loro familiari si rivolgono e si affidano all'Irst, è doveroso, da parte nostra, sgombrare il campo da ogni dubbio e puntualizzare quanto segue".

 

"La Pet oggi installata a Forlì fu donata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì all'Irst e solo provvisoriamente collocata presso l'Ospedale di Forlì in attesa che l'Istituto fosse ultimato. Tale volontà è espressamente indicata nell'atto di donazione, in cui erano compresi anche i costi relativi al trasferimento da Forlì all'Irst. La Pet - spiegano dall'Irst - è uno strumento diagnostico impiegato per l'80% in ambito oncologico ed è pertanto naturale la sua collocazione all'interno di una struttura che si occupa di oncologia. A pensarla così sono anche i Direttori Sanitari delle 4 Aziende Usl dell'Area Vasta Romagna che il 29 novembre hanno sottoscritto un documento sulle prospettive di utilizzo della Pet, ora posto all'attenzione dei Direttori Generali, nel quale indicano l'Irst come sede più idonea alla installazione di questa apparecchiatura".

 

"Per quanto riguarda il trasferimento del personale dall'Ospedale di Forlì all'Irst va sottolineato che questo è avvenuto e potrà avvenire attraverso la forma del comando la quale prevede giuridicamente che il lavoratore abbia espresso la propria volontà di trasferirsi temporaneamente presso un'altra azienda (e quindi senza alcuna imposizione), che mantenga le stesse condizioni contrattuali di cui beneficiava nell'azienda di provenienza e che la nuova azienda, in questo caso Irst, rimborsi all'azienda di provenienza Ausl di Forlì l'intero costo sostenuto per ciascun dipendente".

 

 

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