Meldola, "La Locandiera" inaugura il 2011 del teatro Dragoni

Meldola, "La Locandiera" inaugura il 2011 del teatro Dragoni

MELDOLA - Il Teatro Dragoni di Meldola inaugura il 2011 con il classico goldoniano La locandiera, portato in scena domenica 9 gennaio alle ore 21 da Elena Bucci (che ha anche progettato e diretto lo spettacolo), Marco Sgrosso, Daniela Alfonso, Maurizio Cardillo, Gaetano Colella, Nicoletta Fabbri e Roberto Marinelli.

Con intelligenza, civetteria e determinazione, Mirandolina intesse una sottile trama di gesti che confortano grandi paure attraverso la soddisfazione di semplici bisogni quotidiani, nell'illusione di poter ricreare un ordine del mondo a partire dal luogo da lei animato e abitato. Il suo servire ha la dignità e l'incedere di una regina senza titoli, tranne quello che le deriva dalla coscienza della sua capacità imprenditoriale e dallo sguardo attento e libero su quanto la circonda.
E l'ostinata, lucidissima, quasi tenera misoginia del Cavaliere è destinata a sgretolarsi per celebrare il trionfo di un'affascinante donna d'affari la cui grazia è freddo mestiere e che non riesce a salvare il suo sogno di libertà dalle necessità della reputazione e dell'interesse.
Si respira la smisurata solitudine di personaggi in balìa delle proprie ossessioni, non soltanto quella volontaria e misantropa del Cavaliere, ma anche quelle del Marchese e del Conte, amici-nemici-rivali pronti a improvvisi e fatui cambi di alleanze, o quella attonita di Fabrizio, la cui cieca abnegazione alla padrona avrà per premio un matrimonio senza amore. Con le comiche Dejanira e Ortensia poi - scivolate per ingenuità o disgrazia a interpretare una femminilità schiava e interessata -  irrompe nell'intreccio l'ombra fascinosa del grande teatro guitto che Goldoni volle combattere, il teatro delle maschere e dello strapotere degli attori, delle finzioni esagerate e della miseria. Da una parte vediamo il mondo sicuro del benessere, dall'altro quello rischioso dell'avventura fuori dai canoni, ma entrambi stanno facendo lo stesso viaggio, su una grande nave che scricchiola e sempre più sbanda, sia essa la storia o la vita.
Nonostante la sua fama di ‘riformatore' del teatro, nonostante i suoi inviti a guardarci dalle lusinghe d'amore, il signor Goldoni, volente o nolente, ci consegna un'opera dalla quale traspaiono insieme tutte le umane complesse debolezze e la disperata e anarchica vitalità del mondo della commedia dell'arte; e lo sguardo dell'autore, che pare condannarle o giudicarle, invece le abbraccia quasi silenzioso, con una lacrima di incanto che non vuole scendere né asciugarsi. (Elena Bucci)

Biglietti: da 8 a 19 €. Prevendite da sabato 8 gennaio.

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