MELDOLA - Lunetta Savino al teatro 'Dragoni'

MELDOLA - Lunetta Savino al teatro 'Dragoni'

MELDOLA - Sarà Casa di bambola – L’altra Nora di Henrick Ibsen, riletto in chiave moderna dal drammaturgo e regista Leo Muscato, ad inaugurare la nuova Stagione Teatrale 2007/2008 del Dragoni di Meldola. Nell’intenso ruolo di Nora, la bravissima Lunetta Savino, affiancata sul palco da una squadra di talentuosi attori: Paolo Bessegato, Ruggero Dondi, Salvatore Landolina e Carlina Torta. Sipario giovedì 29 novembre alle ore 21.


Prima di dedicarsi al repertorio del nuovo dramma moderno, Ibsen aveva scritto numerose opere di carattere nazionale. Erano opere ambientate in mondi fantastici, scritte in versi e musiche che valorizzavano le radici nordiche; attingevano alle saghe vichinghe, alle cronache, alle leggende e al folklore medievale. Calcavano uno spirito patriottico e per questo riscuotevano molto successo di pubblico. Ma il parere dei critici era molto altalenante.


Nel novembre del 1867, in seguito alla pubblicazione del Peer Gynt, un critico molto noto scrisse una recensione che, pur riconoscendo i meriti dell’opera, ne negava il valore poetico. Ibsen rimase indignato. Scrisse una lettera che oggi suona come una dichiarazione di poetica, come giro di boa della sua produttività, la svolta verso una nuova tematica, immersa nella dimensione borghese e contemporanea. Con questa lettera, Ibsen gettò le fondamenta per la nascita del teatro borghese moderno.


Quando portò in scena Casa di bambola, ambientò la vicenda nel suo mondo contemporaneo. I personaggi rappresentati in palcoscenico, erano membri della piccola borghesia, quindi appartenenti allo stesso stato sociale degli spettatori seduti in platea. Solo che qui, i protagonisti non erano né eroi, né eroine. Né buoni, né cattivi.


Né belli, né brutti. Solo uomini e donne immersi nelle proprie miserie quotidiane, centrati sulle loro necessità e frustrazioni; ma sempre attenti ad apparire migliori di ciò che si è, cercando di omologarsi ai dettami che la società impone. L’opera scandalizzò enormemente: per la prima volta la famiglia veniva presentata come un inferno domestico. Una cosa molto diffusa, ma di cui era meglio non parlare.


Molti drammaturghi, dopo di lui, si cimentarono con questo nuovo modo di concepire il teatro.

La messa in scena che qui si propone, intende salvaguardare il “rapporto di vicinanza” fra i protagonisti della storia e coloro che la guardano. È per questo che la vicenda è ambientata nella nostra contemporaneità. Con un linguaggio epurato da ogni stilema ottocentesco, e con un testo in cui sono eliminati tutti i riferimenti spazio temporali che possano rimandare ad un tempo e un luogo lontani, gli spettatori vengono proiettati direttamente in un inferno domestico vicino alla nostra cronaca quotidiana. Per il resto, la storia di Ibsen rimane immutata.


Biglietti: da 8 a 19 €. Prevendite da sabato 24 novembre

Info: 0543/490089 – 0543/64300 e www.accademiaperduta.it

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