Meldola: ''diritti e tutele delle donne operate al seno'', incontro all'Irst

Meldola: ''diritti e tutele delle donne operate al seno'', incontro all'Irst

Meldola: ''diritti e tutele delle donne operate al seno'', incontro all'Irst

FORLI' - Aiutare le donne operate al seno a far valere i propri diritti, districandosi fra la selva di norme in materia. Questo lo scopo dell'iniziativa organizzata lunedì 30 marzo all'Irst di Meldola, in sala Tison, dal Gruppo Ida, il gruppo di Informazione, Dialogo e Aiuto per donne operate al seno dell'Istituto Oncologico Romagnolo, in collaborazione con l'Irst e le UU.OO. Prevenzione Oncologica e Senologia dell'Ausl di Forlì. Durante l'incontro, in programma dalle 16 alle 18, verranno infatti affrontate tematiche inerenti a invalidità, legge 104 "per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate", esenzione ticket e percorsi di accesso alla protesica.

 

"Diritti e tutele delle donne operate al seno", saranno illustrati dalla dottoressa Donata Dal Monte, responsabile dell'U.O. Medicina Legale dell'Ausl di Forlì, e dalla dottoressa Antonella Orsini, referente dell'Ufficio invalidi - prestazioni integrative dell'Ausl di Forlì. Al convegno saranno inoltre presenti i professionisti del gruppo interdisciplinare di senologia dell'Ausl di Forlì, che potranno acquisire informazioni e strumenti utili a prescrivere protesi alle proprie pazienti. «Quest'appuntamento è pensato innanzitutto per le donne operate - spiega Elena Meggiolaro, coordinatrice dell'Ida e psiconcologa impegnata nelle U.O. di Prevenzione oncologica, Oncologia e Senologia dell'Ausl di Forlì - per aiutarle ad essere più consapevoli delle proprie prerogative e dei percorsi a loro disposizione. Tuttavia, vuole essere anche un momento formativo/informativo per i professionisti, i quali devono indirizzare correttamente le rispettive assistite». L'incontro è dunque pensato come occasione per creare un «trait d'union fra ospedale, pazienti e uffici amministrativi, così da dare alle donne un quadro preciso delle opportunità e delle figure cui rivolgersi dopo la dimissione dalle strutture sanitarie».

 

Tale incontro, si pone nel solco dell'impegno profuso in questi anni dal Gruppo Ida per accrescere la qualità della vita delle donne operate. Un impegno che ha trovato riscontro anche nell'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì con la creazione di un vero e proprio percorso senologico multidisciplinare. «Ciò è stato possibile grazie al coinvolgimento di una pluralità di reparti - illustra il dottor Secondo Folli, direttore dell'U.O. di senologia dell'Ausl di Forlì - la Prevenzione oncologica, l'anatomia patologica, la medicina nucleare, la radioterapia, l'oncologia dell'Irst, la fisiatria e l'anestesia. Inoltre, sono parte integrante del percorso il chirurgo plastico e la psiconcologa». Tutti i professionisti interessati sono in costante contatto.

 

«Ci riuniamo una volta la settimana per valutare la situazione del paziente e personalizzare il più possibile il percorso di cura - spiega Folli - la nostra forza è rappresentata proprio dal gruppo: coordinare il lavoro di tutti i medici coinvolti permette di pervenire al miglior trattamento possibile per il paziente». Quest'ultimo, una volta iniziato l'iter diagnostico, «non deve più preoccuparsi di nulla». «Il cittadino viene accompagnato passo dopo passo - prosegue il direttore - l'accesso ai diversi specialisti è più che mai facilitato, al punto che non c'è bisogno nemmeno di prenotare le visite». Inoltre, qualora ne faccia richiesta, si può richiedere un colloquio con la psiconcologa, che aiuterà la paziente ad «affrontare meglio il trauma e le angosce della malattia o il disagio per un'eventuale mutilazione».

 

Proprio questo è il ruolo della dottoressa Elena Meggiolaro. «Il mio compito è fornire supporto psicologico, con interventi di sostegno o di psicoterapia, prima, dopo e durante l'intervento - spiega - in particolare, cerco di fornire alla donna gli strumenti emotivi per far fronte alla patologia, aiutandola a superare sia i problemi di non accettazione del proprio corpo sia quelli relazionali». Spesso, infatti, le pazienti faticano ad abituarsi al cambiamento provocato dall'intervento e a riprendere la propria vita. «Si tratta di riattivare le risorse psicologiche necessarie, favorendo il processo di adattamento relazionale, familiare, emotivo - commenta la dottoressa Meggiolaro - ovviamente, i percorsi vengono differenziati, con durate che possono andare da 6 mesi fino a1-2 anni in base sia al grado di difficoltà riscontrato nelle pazienti sia alle risorse famigliari e sociali disponibili».

 

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Complessivamente, la dottoressa segue un centinaio di assistiti l'anno. «Mi occupo del supporto psicologico non solo del tumore mammario ma di varie neoplasie - precisa - le donne operate al seno, tuttavia, rappresentano circa il 60% del totale. La psicologia in oncologia è diffusa in diverse realtà regionali, mentre quella specifica per la senologia è una peculiarità di Forlì, anche perché sono ancora pochi, in Italia, gli ospedali dotati di strutture complesse dedicate esclusivamente alla mammella». 

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