Meningite, nessun allarme nel forlivese

Meningite, nessun allarme nel forlivese

Nessun allarme meningite nel forlivese. Negli ultimi anni, assicura l’Ausl, i casi di meningite sono stati assai limitati, mai più di 5-6 all’anno, e sempre dovuti a diversi microrganismi, privi di correlazione fra loro e nessuno con decorso fatale. In particolare, nel 2007, se ne sono registrati 6, di cui 5 in bambini sotto gli 8 anni di età e ben 4 nei mesi invernali. Non ci sono quindi elementi che indichino la necessità di sottoporsi alla vaccinazione antimeningococcica.


In Emilia-Romagna, da qualche anno, i Servizi di Pediatria di Comunità invitano i bambini sotto i 2 anni di età a vaccinarsi contro alcuni tipi di meningiti batteriche (l’Emofilo di gruppo B, il Pneumococco e il Meningocococco di sierogruppo C) e offrono attivamente e gratuitamente ai quindicenni la vaccinazione contro il Meningocococco di sierogruppo C, responsabile del focolaio epidemico nel Veneto.


Passando agli adulti, la vaccinazione anti-meningococcica. è consigliata a quanti si recano nelle aree endemiche dell’Africa, mentre quella contro il Pneumococco è utile nelle persone che, per malattie croniche concomitanti, presentano un maggior rischio di contrarre questa infezione.

Per tutti coloro che non rientrano in tali categorie, invece, non c’era e non c’è nessuna raccomandazione a effettuare il vaccino, tanto più che, in Emilia-Romagna, non siamo di fronte ad alcuna situazione di “emergenza meningite”, come dimostrato dal ridotto numero di casi, costante negli anni.


Occorre poi ricordare che, come per molte altre malattie infettive, la vaccinazione è sì uno strumento efficace di prevenzione, ma, nel caso specifico del Meningococco, il vaccino in commercio non protegge contro tutti i sierogruppi di meningococco che possono causare una meningite batterica come quella di tipo B.


Esiste, inoltre, uno speciale sistema di sorveglianza nazionale delle meningiti, attento e tempestivo, attraverso il quale è possibile individuare tutti i casi di patologie batteriche, tipizzare i vari microrganismi responsabili attraverso indagini di laboratorio e attivare le misure sanitarie di controllo nei confronti delle persone che hanno avuto contatti stretti con i malati.


Questo sistema di sorveglianza evidenzia due modalità di insorgenza delle forme di meningite batterica, le quali si sviluppano prevalentemente nei mesi freddi: da una parte, piccoli focolai epidemici correlati a situazioni di grande affollamento, come si è verificato in Veneto, dall’altra, casi isolati di meningite, che costituiscono la manifestazione più comune della malattia. Quelli che si stanno registrando attualmente in diverse parti d’Italia sono da derubricare proprio in quest’ultima fattispecie e rientrano, quindi, nella assoluta normalità epidemiologica della meningite nel nostro paese. Alla luce di ciò, è logico aspettarsi altre segnalazioni almeno fino alla fine di aprile.


Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al numero verde regionale gratuito sul servizio sanitario (800-033-033).

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