Meredith, no ad una seconda autopsia sul corpo della vittima

Meredith, no ad una seconda autopsia sul corpo della vittima

PERUGIA – No ad una seconda autopsia sul corpo della studentessa inglese Meredith Kercher. Lo stabilisce il responso dei periti del gip, Claudia Matteini, i consulenti Anna Aprile, Mariano Cingolani e Giancarlo Umani Ronchi, nominati nell'ambito dell'incidente probatorio volto ad 'accertare le cause, le circostanze e l'ora della morte' della studentessa ingelse uccisa il primo novembre scorso a Perugia.


Pericolo di fuga per Amanda e Raffaele. ''Per un delitto cosi' efferato, la pena prevista in astratto, molto elevata, giustifica di per se' l'idea di una fuga per sottrarsi a una possibile condanna e ad una pena cosi' elevata''. E' quanto scrive, nella memoria depositata al tribunale del Riesame, il pubblico ministero, Giuliano Mignini, riferendosi ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, i due fidanzati accusati dell'omicido della studentessa Meredith Kercher.


Il pm, quindi, avanza l'ipotesi che i due, se venissero scarcerati, potrebbero tentare la fuga e per questo chiede per entrambi la conferma della custodia cautelare in carcere. ''Amanda, lasciata libera, s'involerebbe immediatamente verso gli Stati Uniti - scrive il pm - mentre il Sollecito, che appare disporre di non trascurabili risorse economiche, potrebbe trovare il modo di far perdere le proprie tracce''.


Nuovi indizi contro Amanda. Nuovi dettagli sull’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Secondo il pm Giuliano Mignini ''sono lievitati nel corso delle indagini'' gli elementi di accusa nei confronti dello studente pugliese Raffaele Sollecito e alla fidanzatina americana, Amanda Knox. Un grave indizio a carico di quest’ultima è rappresentato dalla macchia di sangue ritrovata, in modo molto visibile, sul rubinetto del lavandino del bagno attiguo alla stanza del delitto''.


Secondo Mignini, che ha depositato la memoria al tribunale del Riesame, la 'casa degli orrori' di Perugia è stata ripulita dopo l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Infatti, ''è particolare'' che presso l'appartamento di Via della Pergola ''sia stata trovata una sola impronta in Amanda, quando la stessa viveva in quella casa''. ''E' evidente – ha affermato il pm - che dopo il delitto si è cercato di togliere quanto più si poteva inscenando anche un furto, non credibile in quanto sulla porta d'ingresso non sono state trovate tracce di effrazione e il vetro rotto rinvenuto risulta essere stato rotto probabilmente dall'interno''.


Per il pm Mignini ''un elemento costituente sicuramente grave indizio a carico di Amanda, in merito alla sua presenza sulla scena del delitto, la notte tra l'1 e il 2 novembre, è rappresentato dalla macchia di sangue ritrovata, in modo molto visibile, sul rubinetto del lavandino del bagno attiguo alla stanza del delitto''. Il pm ha anche scritto che ''sono lievitati nel corso delle indagini'' gli elementi di accusa nei confronti dello studente pugliese Raffaele Sollecito e alla fidanzatina americana, Amanda Knox, entrambi in carcere con l'accusa di concorso in omicidio e in violenza sessuale nei confronti di Meredith.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -