Meredith, Rudy ribadisce: ''Non sono stato io, lo giuro''

Meredith, Rudy ribadisce: ''Non sono stato io, lo giuro''

Gli assassini di Meredith Kercher erano due. Ne è convinto Rudy Hermann Guede, il 21enne ivoriano, indagato per l'omicidio della studentessa inlgese uccisa la notte tra il 1° e il 2 novembre scorsi a Perugia. A pubblicare la posizione di Guede sono i quotidiani "Il Messaggero" e "Il Mattino", che riportano quello che l’ivoriano avrebbe detto al padre Roger durante la visita in carcere ieri in Germania, nel penitenziario tedesco di Mannheim.


"Voglio tornare al piu' presto in Italia, e raccontare quello che so – avrebbe detto Rudy -. Voglio indicare l'assassino di Meredith. L'ho visto, potrei riconoscerlo. Non era solo, con lui c'era qualcun altro". E poi, preso dalla disperazione, avrebbe aggiunto: "Papa' ti giuro non sono stato io".


Il racconto del giovane scenderebbe poi nel dettaglio: "Ero con Meredith, ci siamo baciati. Poi mi sono sentito male e sono andato in bagno e mi sono messo ad ascoltare l'i-Pod. Ho sentito qualcuno entrare e poi le urla di Meredith. Sono uscito ed ho visto quell'uomo".


Rudy traccia anche una sorta di “identikit” del presunto assassino. “Un italiano poco piu' basso di me. Gli ho chiesto: che fai? E lui mi ha aggredito, mi ha anche ferito con il coltello e poi e' fuggito".

Guede avrebbe poi “cercato di aiutare Meredith, c'era tutto quel sangue. Mentre ero li' -ha detto ancora- ho sentito un botto e delle voci fuori". Subito dopo l’ivoriano avrebbe “sentito dei passi sulla ghiaia del vialetto".


E poi il nuovo colpo di scena: il secondo ‘assassino’ o comunque il presunto complice. Guebe, infatti, avrebbe detto al padre di aver sentito “una persona che diceva ad un'altra: ho trovato quel negro, incolperanno lui, andiamo. Ho avuto paura, tanta paura e sono scappato via. Anche adesso ho paura, ma questa e' la verità".

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