METEO - Calano le piogge e aumenta il caldo, l'analisi del 2006 in Emilia Romagna

METEO - Calano le piogge e aumenta il caldo, l'analisi del 2006 in Emilia Romagna

BOLOGNA - ‘’Il 2006 è stato dal punto di vista termico in linea con la fase climatica dell'ultimo decennio e quindi più caldo del periodo 60-90’’. E’ l’analisi effettuata per RomagnaOggi.it dal previsore meteorologico dell’ARPA-SIM dell’Emilia Romagna Paolo Mezzasalma.

’’I contrasti nel corso dell'anno che si è appena concluso e delle singole stagioni sono stati molto accentuati - ha spiegato Mezzasalma. – ‘’L'inverno è stato particolarmente freddo sul settore emiliano della regione con numerosi episodi nevosi, fatta eccezione del Bolognese. Il periodo primaverile è stato particolarmente caldo, mentre l’estate è stata caratterizzata da contrasti termici più evidenti da anni a questa parte. L'autunno, invece, ha visto una fase calda persistente che si protrae fino ad adesso’’.

Mezzasalma ha osservato che ‘’le precipitazioni sono state scarse, con due distinte fasi siccitose: quella a cavallo tra il periodo invernale e primaverile e parte dell'estate, soprattutto sull'Emilia occidentale, e quella autunnale. Molto piovosi sono stati i mesi di agosto e settembre. I maggiori quantitativi, durante l’autunno, sono stati rilevati nell’Appennino occidentale, mentre la parte romagnola è rimasta più asciutta’’.

L’inverno 2006 – 2007, sino ad esso, non ha mostrato il suo vero volto, contraddistinguendosi per temperature sopra la media del periodo, per la presenza di foschie dense e banchi di nebbia e per l’assenza di pioggia e neve che stanno mettendo in crisi il sistema idrico emiliano romagnolo. Tutto per colpa di un vasto campo anticiclonico che si estende sino all’Europa centrale bloccando di conseguenza i flussi di aria fredda dal Nord Europa (che caratterizzano normalmente il suddetto periodo) lasciando spazio a correnti zonali umide e tiepide atlantiche. Tuttavia, come annuncia Mezzasalma, ‘’le ultime proiezioni tendono verso una fine del flusso zonale nella terza decade di gennaio’’. Si potrà assistere a correnti in quota non più da Ovest verso Est (cioè atlantiche), ma da Nord verso Sud, con l'aria fredda, di conseguenza, che potrebbe giungere sul continente europeo raggiungendo anche l’Italia.


Mezzasalma è anche il responsabile del progetto per una rete estesa di osservatori volontari. Questi possono aiutare l’ARPA-SIM a rilevare alcuni importanti fenomeni meteorologici che non vengono rilevati dalla convenzionale rete osservativa. ‘’Gli iscritti – ha dichiarato Mezzasalma - hanno raggiunto la quota di trenta ma non sono ben distribuiti: Romagna, ferrarese e piacentino sono le aree dalle quali si sono avute meno adesioni’’.
Per maggiori informazioni è consigliato consultare il sito https://www.arpa.emr.it/sim/pagine/primapagina/000006/

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Giovanni Petrillo

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