Meteo, parla l'esperto di Arpa: ''Autunno più caldo di un grado''

Meteo, parla l'esperto di Arpa: ''Autunno più caldo di un grado''

Il meteorologo di Arpa Paolo Mezzasalma

L'irruzione d'aria fredda russa ha ufficialmente aperto le danze dell'inverno. Il "Generale" si è presentato con neve sui rilievi e persino in pianura sul bolognese, il faentino e parte del forlivese. Per i prossimi giorni si prevede un intensificazione del freddo che potrebbe portare verso il fine settimana a nuove precipitazioni anche nevose a bassa quota. Intanto a RomagnaOggi.it, il meteorologo dell'Arpa, Paolo Mezzasalma, ha fatto il punto sulla stagione autunnale.

  

L'inverno è appena iniziato, qual è il bilancio dell'autunno emiliano-romagnolo?

Come capita spesso è stata una stagione altalenante e non sempre un valor medio riesce a rendere l'idea di un periodo così lungo. La stagione è stata più calda di circa un grado, con piogge nella norma su parte della Romagna e abbondanti sull'Appennino emiliano. La stagione attuale si è chiusa con piogge quasi nella norma. Le brinate sull'Emilia sono state molto pesanti a metà ottobre e sono arrivate con molto anticipo.

 

La rimonta del blocco anticiclonico nella seconda decade di novembre non ha permesso la discesa della temperatura notturna anche perché, come al solito di questa stagione, alta pressione nella valle del Po vuol dire nebbia o nubi basse. La nebbia è stata più frequente in Romagna, mentre a Bologna, per esempio, non si è vista nebbia densa ed hanno prevalso le nubi basse con nebbia in collina.

 

E' stato un stato un settembre particolarmente caldo?

La prima settimana ha avuto un sapore particolarmente estivo, con afa elevata e disagio. A metà mese sono giunti temporali che hanno interessato in maniera prevalente l'Emilia ed il ferrarese, mentre la Romagna ha subito in deficit di precipitazione. Il mese si è concluso con temperature nuovamente in aumento che, nel mese di ottobre, hanno fatto pensare ad un prolungamento della stagione estiva.

 

Ad ottobre sono arrivate tante piogge e gelate precoci...

Il 12 ottobre la situazione si è ribaltata con l'arrivo di un poderoso fronte freddo accompagnato da temporali anche consistenti sulla Romagna, in particolare su Forlì dove è grandinato. Le temperature sono calate bruscamente e sulle pianure interne, in particolare in Emilia, si sono registrate pesanti gelate (sotto - 3°). Sulla Romagna la vicinanza del mare ha prodotto nubi e temporali, mantenendo la temperature sopra lo zero nelle zone coltivate a frutteto.

 

Nella giornata del 21 l'aria umida e instabile ha sviluppato un forte nubifragio sulla Riviera Ligure di Levante che ha interessato anche parte dell'Appennino emiliano. Un fulmine ha danneggiato il campanile del Duomo di Parma.  Un impulso freddo tra le giornate delle 23 e 24 ha generato un vortice ciclonico che ha interessato con piogge insistenti ed estese il bolognese e la Romagna. I quantitativi sono risultati particolarmente abbondanti tra Cesena, Cervia e Rimini.

 

Novembre si sono viste precipitazioni abbondanti sull'Appennino Emiliano e nebbie in Romagna

La prima decade del mese di novembre si è presentata piuttosto perturbata grazie al passaggio di numerosi sistemi nuvolosi. con piogge ad esempio nelle giornate del 2 e del 5, in entrambi i casi più intensa sull'Emilia occidentale.  Un profondo minimo di bassa pressione ha interessato la regione negli ultimi giorni della decade con piogge e rovesci intensi e frequenti sull'Emilia, anche temporaleschi su Ferrara, a carattere più sparso in Romagna. La neve è caduta copiosa sull'Appennino sopra i 1300 m.

 

E' seguita quindi una considerevole rimonta dell'alta pressione che ha determinato condizioni di stabilità, nebbie, strati di nubi basse e temperature notturne molto miti per il periodo, fino alla giornata del 26 quando un debole sistema nuvoloso produce piogge poco rilevanti in regione.  Intorno al 29, però, una profonda saccatura di bassa pressione ha prodotto un consistente peggioramento delle condizioni meteorologiche sul Mar Ligure: temporali e piogge pesanti hanno interessato la costa ligure ed anche l'Appennino Emiliano dove si sono accumulati fino ai 300 millimetri in 48 ore. Piogge poco consistenti si sono verificate sulla pianura e sulla Romagna in genere.

 

Il Nino può aver giocato un ruolo chiave sulla stagione?

Non so se El Nino abbia giocato un ruolo, credo sia difficile stabilire una tale connessione tra il Pacifico e l'Europa mediterranea. Cercare di capire perché ogni stagione è particolare è, forse, una
domanda cui non si riesce a dare una risposta.

Perché le previsioni a medio-lungo termine non sono al 100% attendibili?

Le anomalie meteorologiche rilevanti derivano da modifiche nelle grandi onde planeaterie della circolazione atmosferica, quei larghi meandri nel flusso delle correnti a getto alle quote superiori della troposfera. E' quasi sempre difficile capire cosa abbia scatenato un cambiamento nel flusso a grande scala. A volte un anomalo riscaldamento della stratosfera polare è un primo segnale di questi cambiamenti.

 

Giovanni Petrillo

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