Meteo, "Siamo tutti meteorologi". A Bologna convegno "Da Bernacca a Internet"

Meteo, "Siamo tutti meteorologi". A Bologna convegno "Da Bernacca a Internet"

BOLOGNA - In questi ultimi anni stiamo assistendo in Italia alla proliferazione "incontrollata" delle informazioni e dei prodotti meteorologici, in particolare sul web. Istituzioni, società commerciali e associazioni private si prodigano a fornire prodotti sempre nuovi e ritagliati sulle necessità di un pubblico sempre più vasto ed esigente. Il quesito è dunque quali di queste previsioni sono le più affidabili, quali peculiarità hanno e se questa "biodiversità meteorologica", come l'ha battezzata il meteorologo Luca Mercalli, sia sempre positiva.

 

A cercare di mettere ordine sul tema e a raccontare quali sia la situazione attuale si sono trovati oggi a Bologna i massimi esperti del settore nel corso del Convegno "Dal colonnello Bernacca a Internet", organizzato da Arpa Emilia-Romagna in occasione del 25° anniversario della nascita del Servizio meteorologico regionale.  Il primo elemento emerso è che la "meteorologia ufficiale", cioè quella trattata dalle istituzioni come l'Aeronautica militare, i Servizi meteorologici regionali e la Protezione civile, ha un ruolo insostituibile nella tutela dell'ambiente, del territorio e per la salvaguardia della popolazione.


Per l'assessore all'Ambiente della Regione Emilia-Romagna Sabrina Freda "è l'elemento fondante sia per limitare gli effetti degli eventi meteorologici estremi, sia e soprattutto per programmare le azioni di governo per la tutela dell'ambiente e del territorio."  Prevenire e limitare gli effetti degli eventi meteorologici estremi è stato il tema sviluppato da Bernardino De Bernardinis, presidente di Ispra e fautore del Sistema di Allerta nazionale della Protezione civile. La meteorologia operativa e il sistema meteorologico distribuito territorialmente - operante con competenze e responsabilità precise - sono la chiave di volta per garantire la sicurezza del territorio e dei cittadini.

 

Il sistema di allertamento e le azioni di mitigamento e contrasto del rischio in tempo differito e reale, possono funzionare solo se i diversi enti lavorano insieme e in modo coordinato, come sta avvenendo in questi ultimi anni grazie alla Rete dei Centri funzionali, alla quale anche Arpa Emilia-Romagna fa parte. Ad oggi sono circa 4mila i punti di monitoraggio sul territorio italiano e sono stati investiti quasi 50 milioni di Euro per garantire il funzionamento e lo sviluppo della rete.

 

Carlo Cacciamani, direttore del Servizio IndroMeteoClima di Arpa Emilia-Romagna, ha brevemente raccontato la trasformazione del Servizio regionale in questi 25 anni - ricordando gli attori che l'hanno portato ad essere all'avanguardia tra i Servizi meteo regionali - per poi concentrarsi sulla modellistica previsionale: la vera ricchezza del SIMC e alla base di qualsiasi sistema di previsione meteorologica anche se, come ha ricordato, deve essere sempre mediata dall'esperienza e dalla capacità dei previsori.


I modelli di Arpa, alcuni dei quali sviluppati con altri partner come Arpa Piemonte, rendono possibili le previsioni meteorologiche sulle principali grandezze, ma anche della qualità dell'aria, della portata dei fiumi, delle mareggiate e persino della qualità dell'acque marine. Modelli che ora si stanno spostando sul clima nel tentativo di descrivere gli scenari futuri su temi come la futura disponibilità di acqua o l'altezza del mare. Tutti modelli previsionali sono in realtà catene di modelli che dalla scala europea scendono fino alla scala regionale e locale, raggiungendo definizioni che in qualche caso arrivano al chilometro quadrato.


Cacciamani ha auspicato che la comunità meteorologica prosegua nella collaborazione e nella crescita comune fino a costruire e consolidare una Rete meteorologica nazionale distribuita, alla stregua dei Centri funzionali della Protezione civile.  La tavola rotonda condotta dal giornalista RAI Elio Cadelo  "L'ampio spettro dell'offerta meteo italiana: caos o valore aggiunto?" è stata il teatro nel quale si è discusso della qualità dell'offerta meteorologica. Il dibattito è stato preceduto da un filmato realizzato dal SIMC di Arpa Emilia-Romagna che ha esposto lo studio realizzato da Alessandra De Savino sullo "Stato della meteorologia in Italia".


Il direttore generale di Arpa Emilia-Romagna, Stefano Tibaldi, ha spiegato che la difformità delle previsioni meteorologiche dipende da due fattori: la fonte primaria dell'informazione e i tempi di produzione. Gran parte dei sistemi "a basso costo" utilizzano le informazioni fornite gratuitamente dal Centro statunitense, più generaliste e non studiate per un territorio così complesso come quello italiano, anziché quelle del centro europeo (più dettagliate e mirate ma a pagamento). Inoltre, spesso ci si basa su previsioni vecchie anche di un giorno che, se post elaborate, non fanno che scemare precisione ed attendibilità.


Per il presidente della Società meteorologica italiana, Luca Mercalli, questo caos, o meglio questa diversità di fonti specie sul web non è necessariamente un problema. La rete ha favorito enormemente la velocità di diffusione delle informazioni, nuovi modelli previsionali e la migliorata capacità di calcolo hanno reso possibile previsioni sempre più affidabili, e se ora qualcuno offre prodotti scadenti, c'è la selezione naturale a mettere a posto la faccenda. Il bello delle previsioni meteorologiche è che puoi immediatamente controllarne l'esattenza: e se chi le fa sbaglia, si cambia. Le uniche cose da controllare sono la fonte e se le previsioni non siano inventate, o copiate, come in qualche caso avviene.


Siamo ormai pronti - ha proseguito Mercalli - per fare quanto prospettato 25 anni fa, cioè creare un sistema federato, come auspicato anche da Cacciamani e De Bernardinis, che tenga conto sia della complessità del sistema ma anche delle peculiarità locali.  L'incontro si è chiuso con l'intervento di Paola Gazzolo - assessore regionale Difesa del suolo e della costa, protezione civile dell'Emilia-Romagna - che ha sottolineato il ruolo della "meteorologia pubblica" - lodando gli amministratori che 25 anni resero possibile la nascita del Servizio regionale - che deve concorrere prioritariamente alla sicurezza della collettività e alla salvaguardia dell'ambiente, così come avviene in Emilia-Romagna con il SIMC, ricordando quando la meteorologia sia importante anche per temi come il turismo, i trasporti, il sistema sanitario, la produzione e il consumo di energia.

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