Milano, il giovane egiziano ucciso per un piede pestato

Milano, il giovane egiziano ucciso per un piede pestato

MILANO - "Un piede pestato". E' questa la causa dell'accoltellamento costato la vita sabato pomeriggio ad un diciannovenne egiziano. Lo hanno dichiarato due amici della giovane vittima: uno è riuscito a sfuggire all'aggressione, mentre l'altro è rimasto lievemente ferito. La discussione tra sudamericani e nordafricani, sfociata in rabbia in via Padova, è scoppiata inizialmente in un bus. Quindi è proseguita in strada, dove alle parole si è passati tragicamente ai fatti.

 

Sull'episodio è intervenuto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, secondo il quale è la dimostrazione della fallita la politica di integrazione e sicurezza del governo. Di tuut'altro parere Maurizio Gasparri presidente dei senatori del Pdl secondo quali "bisogna proseguire nella politica di fermezza voluta dal Pdl in materia di immigrazione". "Non possiamo tollerare vere e proprio guerre etniche nelle nostre città - ha aggiunto -. Si proceda alla revoca di ogni tipo di permesso e alla espulsione immediata di chi alimenta violenze".

 

Secondo Gasparri "servono risposte drastiche e immediate, coerenti con le norme volute dal centro-destra. Tolleranza zero per i violenti che non hanno il diritto di devastare le nostre città". "L'azione deve essere immediata ed efficace come lo è stata l'attività dei respingimenti nel Mediterraneo - ha aggiunto -. Le violenze razziste non sono compatibili con le regole italiane della democrazia, della legalità e della tolleranza".

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