MILANO MARITTIMA - Nel week-end riaprono gli street-bar: ancora incertezza sugli orari

MILANO MARITTIMA - Nel week-end riaprono gli street-bar: ancora incertezza sugli orari

MILANO MARITTIMA – Dopo la clamorosa protesta dello scorso fine settimana quando per la prima volta nella storia hanno chiuso i battenti alle 21, gli street-bar e i pub di Milano Marittima torneranno a lavorare a pieno regime da questo week-end. Lo annuncia Adamo Farabegoli, socio dell’Hype (uno dei locali in prima linea sul fronte della protesta). “La decisione è stata presa per tutelare i nostri dipendenti (circa 30 per locale, ndr) e la continuità delle attività”.


Tuttavia la riapertura non coincide con un chiarimento delle decisioni prese dalla giunta comunale di Cervia. “Gli incontri e contatti ci sono stati – spiega Farabegoli – ma non c’è nessuna notizia certa da parte del Comune sulla decisione finale in merito agli orari di chiusura”. L’Amministrazione comunale, infatti, ha emesso un’ordinanza che impone agli street-bar di spegnere la musica dopo la mezzanotte. Un provvedimento drastico, voluto per “tutelare le famiglie e i residenti” di Milano Marittima.


In realtà, chi venerdì e sabato sera è stato in quella che ormai è diventata la località più “in” della riviera, si è trovato davanti ad una atmosfera quasi spettrale, sicuramente insolita. Ormai la connotazione di Milano Marittima, anche dal punto di vista turistico, è chiara: con l’ordinanza emessa dall’Amministrazione, lamentano i locali, questa vocazione rischia di venire snaturata. Con conseguenze negative anche per gli albergatori, i ristoratori e tutte le attività che lavorano grazie all’indotto.

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“La nostra è stata una protesta civile – fa notare ancora Farabegoli – la decisione di riaprire vuole tutelare i nostri dipendenti, che altrimenti rischierebbero altrimenti il posto di lavoro”. In merito all’incertezza sugli orari, il socio dell’Hype è possibilista: “Forse ci sarà un incontro in giornata – continua Farabegoli –, ma comunque molte associazioni sono dalla nostra parte e condividono la nostra battaglia: lasciamo a loro il compito di rappresentarci e di trattare con l’Amministrazione”.

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