Minacce a mons. Bagnasco, indagata la Br Lioce

Minacce a mons. Bagnasco, indagata la Br Lioce

L'Aquila - La terrorista rossa Nadia Desdemona Lioce è stata iscritta nel registro degli indagati dalla procura dell'Aquila per le intimidazioni al presidente della Cei e arcivescovo di Genova mons. Angelo Bagnasco. La Lioce, condannata per gli omicidi D'Antona e Biagi, è reclusa nel carcere del capoluogo abruzzese, in regime di isolamento.

La sua cella è stata perquisita due mesi fa dalla polizia penitenziaria che ha trovato e sequestrato una busta con poche righe ritenute compromettenti e ora al vaglio degli investigatori. La Lioce è indagata perché ''partecipava all'associazione denominata Br al fine di organizzare con attività anche di attentati con finalità di terrorismo mantenendo contatti con persone da identificare che agiscono in stato di libertà comunicando a mezzo di messaggi cifrati dalle carceri dove è detenuta''. Nei prossimi giorni si svolgerà l'incidente probatorio chiesto dal pm per chiarire la natura delle scritte e se la busta sia riconducibile alla donna.

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''Come militante Br-Pcc prigioniera, dichiaro di disconoscere qualunque attribuzione surrettizia a me personalmente o all'organizzazione a cui appartengo, di contenuti più o meno politici estranei alla linea politica praticata e proposta dalle brigate rosse per la costruzione del partito comunista combattente, che sostengo e nella quale mi sono più volte pubblicamente riconosciuta'' ha scritto la brigatista in una lettera indirizzata al Tribunale del Riesame.

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