Misano, si alza il sipario sulla rassegna filosofica 'L'epoca delle passioni tristi'

Misano, si alza il sipario sulla rassegna filosofica 'L'epoca delle passioni tristi'

MISANO - Al Teatro Astra di Misano si alza il sipario sulla XIX edizione della rassegna filosofica intitolata 'L'epoca delle passioni tristi'

 

Novità di questa edizione il canale della Web Tv di Misano dedicato alla Cultura su cui saranno caricati i video integrali degli otto appuntamenti che avranno come protagonisti illustri filosofi, sociologi e psicologi.

 

La rassegna si chiuderà con un dibattito sul nichilismo tra Umberto Galimberti e Marco Guzzi che metteranno a confronto le prospettive di un laico con quelle di un credente per cercare soluzioni al ‘malessere contemporaneo'.

 

Chi può stabilire se i tempi che stiamo vivendo siano più o meno tristi? Ovviamente chi li vive. Società frammentate e impaurite, come sono diventate le nostre,hanno bisogno di obiettivi che le aggreghino e diano loro motivazioni. Per crescere devono inserire i loro vissuti dentro un racconto ed è proprio quello di cui oggi si sente la mancanza. Molti studiosi definiscono il nostro tempo come l'epoca delle passioni tristi. L'espressione appartiene a Baruch Spinoza e non si riferisce tanto alla tristezza che genera pianto e sofferenza quanto a quella che deriva dall'impotenza e dalla disgregazione, dove il passato è cancellato e il futuro non è più percepito come un promessa ma come una minaccia.

 

Viviamo schiacciati sul presente in un territorio informe dove le relazioni personali sono povere e rarefatte, dove le persone si chiudono e si isolano, dove le paure sono le lenti degli occhiali con cui guardiamo gli altri e il mondo, dove la politica è antipolitica. In questo tempo di disorientamento e fragilità abbiamo bisogno di bussole per procedere e orientarsi nella nebbia cognitiva ed emotiva che pervade la nostra epoca. E allora perché non partire proprio da qui?

 

Da questo sentimento di fragilità, insicurezza, vulnerabilità? Perché non provare a declinare in positivo sentimenti e valori considerati tradizionalmente negativi? Questi alcuni degli spunti che fanno da sfondo alla nuova rassegna filosofica dal titolo: L'epoca della passioni tristi antropologia del presente, promossa dalla Biblioteca di Misano e curata dal direttore Gustavo Cecchini.

Essere uomini vuol dire anche essere fragili, imperfetti, bisognosi, vuol dire anche, perché no, avere paura; in fondo siamo tutti sulla stessa barca, e quindi tutti vulnerabili, esposti alle stesse sfide. E ciò vuol dire che, al di là delle differenze, siamo tutti reciprocamente dipendenti, bisognosi gli uni degli altri, vincolati in uno stesso destino. La scommessa sta allora nella capacità di cogliere soggettivamente questa chance. Dal sentimento comune della nostra fragilità può scaturire un risveglio emotivo che rompa la nostra passività, il senso di impotenza e preluda a un atteggiamento attivo per farsi carico delle sorti del mondo, quale dimora delle nostre vite e di quelle delle generazioni a venire.

 

Dall' 8 ottobre al 25 novembre, con cadenza settimanale, il 'meglio' del pensiero filosofico italiano cercherà di dare possibili risposte ad interrogativi che ttraversano le società del nostro tempo.

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