MODENA - Adottato il Piano di recupero dell'area ex-Amcm

MODENA - Adottato il Piano di recupero dell'area ex-Amcm

MODENA - È stata adottata dal Consiglio comunale la delibera presentata dall'assessore Daniele Sitta sul piano urbanistico di recupero dell'area ex-Amcm. L'atto è stato adottato con 21 voti favorevoli, 13 voti contrari e una astensione. Hanno votato a favore i consiglieri del gruppo Ds ad eccezione di Giuseppe Campana, Ubaldo Fraulini ed Eugenia Rossi, contrari, e di Isabella Massamba, astenuta. A favore anche Margherita, Rifondazione Comunista, Sdi, Società civile, Udeur e gruppo indipendente, assente il consigliere dei Verdi. Hanno votato contro i gruppi di Alleanza Nazionale, Forza Italia, Lega Nord, Modena a colori, Udc. Dopo la presentazione dell'assessore Sitta, coadiuvato dall'ingegner Marcello Capucci, si è aperto il dibattito.
"È un momento storico per la città", ha detto l'assessore alla Cultura Mario Lugli: "il punto di svolta di un progetto di cui si parla da anni, con un salto di qualità urbanistica grazie alla presenza di una piazza, e con un teatro di rilievo nazionale che migliorerà la sua struttura e la sua collocazione. È importante anche perché, dopo Roma, siamo la città nella quale in media si staccano più biglietti per spettacoli teatrali". "Potremo uniformare in un solo edificio la proposta culturale del centro musica, di educazione all'ascolto, all'uso di strumenti musicali, offerta di sale per prove e concerti", ha aggiunto l'assessore alle Politiche giovanili Elisa Romagnoli.


"Non condivido l'idea di rendere la zona pedonale, la città di Modena manca di attraversamenti che consentano di arrivare rapidamente in automobile verso il centro", ha annunciato Sergio Celloni dell'Udc: "e inoltre, sebbene la cultura sia senz'altro importante come dice l'assessore, forse si sarebbero potute prevedere altre cose che nel centro di Modena mancano, come un centro ricreativo o una palestra". "Per fare qualche cosa di nuovo nelle città bisogna anche essere coraggiosi, basta citare la ristrutturazione della Scala a Milano, il centro Barilla a Parma, o anche il centro Pompidou a Parigi": ha ricordato l'indipendente Achille Caropreso, "e pur condividendo le perplessità sulla torre di 13 piani il resto del progetto mi sembra positivo e utile per la città, sia nella creazione di opportunità residenziali a ridosso del centro, sia per il piccolo centro commerciale che aiuta a dare vitalità all'area". Il consigliere Ds Ercole Toni ha ricordato la storia dell'area, che nel periodo di funzionamento dell'azienda municipalizzata "ospitava anche una mutua per assistenza sanitaria, un negozio di alimentari, e altre strutture finanziate dai dipendenti stessi. Ritengo che sia un buon progetto, con una cittadella della cultura che non trascura i servizi e i posti auto", ha concluso. "Il mix di funzioni è importante per garantire il presidio del territorio in diversi orari", ha affermato Ubaldo Fraulini, Ds, "ma in quest'area una torre di 13 piani e anche la struttura che dovrebbe ospitare 56 alloggi su 7 piani non sono adeguate. Inoltre, nessun parere è stato chiesto alla Circoscrizione Centro storico". "Non entro nel merito del progetto, ma come consiglieri non abbiamo avuto una tempestiva documentazione rispetto al modo in cui è stato modificato, pertanto vorremmo una sospensione: ne siamo venuti a conoscenza casualmente e occasionalmente, in una fase troppo prossima alla votazione, per poter esprimere un giudizio sensato", ha detto Giuseppe Campana, Ds: "inoltre, visto che varie volte avevo chiesto pubblicamente notizie di questo progetto, ora non mi resta che cominciare a chiedere tempestive informazioni riguardo alla manifattura tabacchi".


"Nella proposta che ci è stata presentata la proporzione fra parte culturale e commerciale è cambiata rispetto al progetto originario. Ci possono essere problemi legati allo spostamento di automobili e di persone, e alla compatibilità tra gli orari dei residenti e quelli delle attività culturali", ha ricordato Giancarlo Montorsi di Rifondazione, prendendo però in considerazione anche l'ipotesi di un ritiro della delibera per apportare modifiche migliorative. "Conosco bene questo progetto", ha esordito Olga Vecchi di Forza Italia: "un tempo chiamavamo ‘delibere virtuali' questi progetti irrealizzabili, che avevano sempre problematicità e ostacoli. Anche ora ci sono tante perplessità tra i consiglieri. Ad esempio: via Sigonio reggerà alla frequentazione e al traffico portati questa cittadella della cultura?". "Una palestra avrebbe dovuto essere prevista", ha ribadito Ferdinando Tripi dei Ds, "perché moltissime scuole del centro storico non ne hanno una di pertinenza e perdono 30 delle 60 ore di ginnastica negli spostamenti. È un'esigenza sollevata da tempo anche nella zona di Saragozza". Sergio Rusticali dello Sdi ha puntualizzato che "chi si interroga sul ritiro della delibera dovrebbe considerarne anche le conseguenze. Non bisogna dimenticare che stiamo parlando di un atto che viene adottato, ma sul quale poi ci possono e devono essere una serie di altri passaggi: l'approvazione, il concorso di idee, eccetera". Di tutt'altro avviso Eugenia Rossi, Ds: "dopo 10 anni dal primo concorso di idee, oggi dobbiamo votare una variante che peggiora delle cose e non risolve alcuni problemi. Una decina di giorni fa il Comune ha accettato di ricordare l'architetto Vinicio Vecchi, mentre oggi dobbiamo votare un piano che prevede l'abbattimento di due delle sue costruzioni, la palazzina Amcm e il cinema all'aperto, per i quali invece si poteva pensare a un riuso. A Modena abbiamo già perso troppe testimonianze del passato, come il Consorzio agrario e le officine Rizzi". "Non ho altre critiche da aggiungere a quelle già numerosissime che provengono dalla maggioranza", ha detto Andrea Galli di An: "questa giunta dovrebbe dimostrare che dietro le parole ‘bilancio partecipativo' c'è anche un po' di sostanza, invece procede in modo pasticciato, improvvisato e occasionale su scelte che sono decisive per la città". "Per le ex Fonderie si sono adottati meccanismi partecipativi costosissimi", ha aggiunto Michele Barcaiuolo di An, "mentre qui si affrontano frettolosamente delle scelte complesse. Inoltre, è contraddittorio creare un supermercato e poi investire sugli esercenti in Pomposa: la giunta non può continuare a cercare consensi a pioggia tentando di accontentare un po' tutti, senza un piano organico di interventi". "Le perplessità, legittime, potranno trovare risposte nei progetti esecutivi che saranno da valutare nel giro di qualche mese", ha affermato invece Enrico Artioli della Margherita, "ma questo è un importantissimo progetto di recupero di una zona chiave della città". "Nemmeno io voglio entrare nel merito del progetto", ha sostenuto Isabella Massamba, Ds, "ma avrei preferito avere più tempo per valutare questo piano particolareggiato". "In quell'area", ha detto Mauro Manfredini della Lega Nord, "non ha senso creare un complesso così ricco di attività: la viabilità è completamente inadeguata".


"È indispensabile ripulire e riqualificare questa zona", ha affermato Rosa Maria Fino, "e nonostante alcune perplessità preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno: la torre desta preoccupazioni, ma la cittadella della cultura invece convince". "L'adozione di oggi comporterà ancora qualche mese di attenzione, che consentirà di accogliere e prendere in considerazione gli elementi di criticità emersi. Comprendo le ragioni di alcuni consiglieri del mio gruppo e spero si possa tenere conto di quelle posizioni per migliorare il progetto", ha affermato il capogruppo Ds Michele Andreana, "senza dimenticare l'importanza di una sua sostenibilità economica". "Ancora prima di votare l'atto", ha replicato Paolo Ballestrazzi di Modena a Colori, "emergono proposte di varianti a una variante di una variante: in 35 anni di consiglio non era mai successo. In ogni caso, il progetto è pessimo e rivela la mancanza di un piano di intervento organico per la città". "Spesso mi lamento del fatto che la giunta partorisce dei topolini, dei progetti insignificanti", ha aggiunto Dante Mazzi di Forza Italia: "questo invece è un pachiderma che vanificherà tutte le iniziative messe in atto per rivitalizzare il centro storico, perché sposta molte funzioni fuori dal centro, senza nemmeno un adeguato sistema di trasporto pubblico". "L'amministrazione è sempre sorda e cieca di fronte al Consiglio e ora ne paga le conseguenze", ha affermato Andrea Leoni, Forza Italia: "mi chiedo se si andrà avanti a ogni costo e con una maggioranza squilibrata. Intanto, la torre che volete costruire la chiameremo ‘torre Pighi' e resterà a testimoniare ai modenesi l'arroganza della vostra giunta". L'assessore allo sport Antonino Marino ha ricordato l'importanza degli interventi realizzati e progettati per dotare le scuole del centro storico di strutture sportive, aggiungendo: "credo si sia parlato un po' troppo della torre, mentre il progetto deve essere valutato nella sua linearità, e anche nella sua parte culturale. Non essendo un tecnico, mi fido dei progettisti che lo hanno ideato e mi astengo da giudizi estetici che sono sempre soggettivi".


"In questo dibattito c'è stato un eccesso di emotività", ha replicato l'assessore all'Urbanistica Daniele Sitta: "questo è un progetto molto equilibrato, che assembla funzioni pubbliche con spazi residenziali e commerciali e, come abbiamo fatto in questi tre anni di lavoro con urbanisti prestigiosi e competenti, cerca di rendere più bella la nostra città. Questa sera stiamo bocciando o adottando un piano particolareggiato, che poi andrà precisato, con i progetti che parteciperanno al concorso, dunque stiamo parlando di edifici che ancora non esistono. Il carico aggiuntivo di traffico, poi, sarà di non oltre 200 automobili l'ora nei momenti di punta, e anche di parcheggi, tra sotterraneo e superficie, ci sarà una sovrabbondanza".


"Questo dibattito ha messo sotto tono il grande rilievo culturale di questa operazione, organica come lo sono tutti i nostri interventi sulla città", ha affermato il sindaco Giorgio Pighi: "è vero che con tempi di trattazione più prolungati molti degli elementi conflittuali potrebbero essere risolti, ma a parte qualche nota polemica, mi pare che questo progetto faccia parte di una serie di interventi strategici sulla città molto significativi".

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Nelle dichiarazioni di voto, Giancarlo Montorsi ha affermato: "di fronte a un impegno del sindaco a un ripensamento degli aspetti critici devo restituire un atto di fiducia"; Achille Caropreso ha annunciato il proprio voto favorevole, Antonio Maienza dell'Udeur ha aggiunto: "vigileremo sulle variazioni che saranno apportate a questo progetto, nell'ottica di miglioralo. È necessario assumersi delle responsabilità politiche e dunque voteremo a favore". Ubaldo Fraulini ha ribadito la propria delusione e il voto contrario, così come Eugenia Rossi, tra gli applausi dell'opposizione. Anche Giuseppe Campana ha ripetuto di non essere stato messo nelle condizioni di formulare un giudizio consapevole. Michele Andreana ha annunciato il voto a favore del gruppo Ds nonostante il voto difforme dei tre consiglieri, e Alberto Caldana della Margherita ha sottolineato: "siamo di fronte al rischio di non riuscire a cambiare mai niente, invece abbiamo bisogno di una città dinamica e al passo con i tempi". Andrea Leoni di Forza Italia ha invitato il sindaco a una verifica di maggioranza pubblica, mentre Paolo Ballestrazzi ha chiesto ironicamente all'assessore Sitta i dati sui carichi di traffico nella zona di via Carlo Sigonio. Infine sono intervenuti Sergio Rusticali, auspicando che "anche i compagni che stasera hanno votato contro possano poi lavorare nel merito del progetto" e Sergio Celloni, che ha affermato: "il nostro non è un no ostinato, ma vorremmo che l'opposizione fosse ascoltata di più perché da parte nostra c'è la volontà di costruire cose positive per la città". La seduta si è sciolta poco prima delle 23.

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