Modena: alloggi pubblici, per Leoni (PdL) "troppo vantaggi agli extracomunitari"

Modena: alloggi pubblici, per Leoni (PdL) "troppo vantaggi agli extracomunitari"

MODENA - "Casa popolare solo a chi risiede e lavora da almeno 5 anni nel Comune nel quale si intende presentare domanda. E' questa la prima misura per evitare che nell'accesso agli alloggi pubblici siano privilegiati gli extracomunitari appena arrivati rispetto ai cittadini in difficoltà, stranieri compresi, che da anni risiedono, lavorano e pagano le tasse contribuendo legalmente allo sviluppo e alla crescita della nostra società. I dati che abbiamo raccolto ci confermano che a Modena la maggioranza, più del 53% degli alloggi pubblici concessi dal Comune di Modena, sono affidati a cittadini stranieri, mentre la percentuale degli alloggi privati assegnati dal Comune a stranieri è del 65,7% del totale degli alloggi a disposizione".

 

Lo ha affermato il Consigliere regionale del PDL Andrea Leoni nel corso della conferenza stampa di presentazione di un apposito Progetto di Legge regionale.

 

"Scopo del Progetto di Legge - ha spiegato Leoni - è porre rimedio alle palesi iniquità della legge regionale vigente che favorisce, di fatto, gli immigrati extracomunitari rispetto ai cittadini italiani in difficoltà che sistematicamente vengono superati in graduatoria dagli immigrati appena arrivati nel nostro Paese. Noi vogliamo eliminare queste corsie preferenziali che favoriscono solo gli immigrati dell'ultima ora rispetto agli altri cittadini, italiani o stranieri, che da anni vivono e lavorano sul nostro territorio.

 

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La nostra Proposta di Legge - ha sottolineato il Consigliere Leoni - intende introdurre il criterio della residenza prolungata per garantire reali condizioni di parità di accesso agli alloggi pubblici. Oggi i meno tutelati, come ad esempio gli anziani, sono proprio coloro che hanno contribuito negli anni alla crescita dell'edilizia pubblica, attraverso le ritenute sugli stipendi durante la vita lavorativa per costruire case per i meno abbienti. Si tratta quindi di una proposta di buon senso per riequilibrare una situazione che è sfuggita di mano agli amministratori di sinistra e che serve per superare le carenze di una legge demagogica che in realtà nega i diritti creando disagio sociale. Dobbiamo prendere atto che la nostra società sta cambiando. Abbiamo perciò il dovere di rimuovere le cause delle nuove ingiustizie. Agire sul criterio degli anni di residenza per garantire un diverso e più equo sistema di accesso agli alloggi pubblici è un valido strumento di giustizia sociale. C'è da augurarsi che la sinistra non si dimostri nuovamente sorda alle esigenze dei nostri concittadini."

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