Modena: Andrea De Carlo e Milena Gabanelli ai Giardini ducali

Modena: Andrea De Carlo e Milena Gabanelli ai Giardini ducali

MODENA - "Il mondo esiste per sfociare in un libro" scriveva a fine ‘800 Stéphane Mallarmé. Niente di più attuale, come racconteranno al pubblico gli autori ospiti nell'ultimo weekend di "Oltre i Giardini". Da giovedì 17 a domenica 20 luglio presso i Giardini Ducali di Modena animeranno il fine settimana 15 eventi e prenderanno la parola ben 11 personaggi legati al modo della letteratura. Anche i più piccoli verranno coinvolti sullo stesso argomento, con appuntamenti dedicati appositamente a loro.

Giovedì 17 luglio
Come tutti i giovedì della rassegna anche quello conclusivo è dedicato alla settima arte, il cinema: alle 19.30 Grazia Paganelli presenta il suo libro "Segni di vita: Werner Herzog e il cinema" (Il Castoro). All'incontro partecipano anche Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema di Torino e Alberto Morsiani, critico e saggista, direttore artistico dell'Associazione Circuito Cinema di Modena. Il libro della Paganelli indaga, attraverso una lunga intervista, i temi salienti nel cinema del regista tedesco Werner Herzog, analizzando i singoli film ma anche seguendo le linee guida che collegano tra loro le varie opere. Questa conversazione inedita è stata realizzata dopo le riprese del suo ultimo documentario e affronta argomenti come la natura, il viaggio e il paesaggio, ma anche concetti di messa in scena, come il realismo, l'utilizzo della musica, il linguaggio espressivo della macchina da presa. A partire dalle 21.30 viene proiettato il documentario di Herzog "Grizzly Man", una toccante riflessione per immagini che ripercorre le tredici estati (dal 1990 al 2003) trascorse in Alaska dall'americano Timothy Treadwell, ecologista animato dall'ossessione di proteggere dai bracconieri una comunità di orsi grizzly, fino alla sua morte causata da uno degli animali. Una drammatica parabola esistenziale sull'utopico sogno dell'Uomo di poter dominare una Natura spietata e violenta, in cui Herzog ribadisce la sua pessimistica visione del mondo, restituendoci però l'innocenza e la spontaneità di uno spirito umano ingenuo e vitale.

Venerdì 18 luglio
La serata di venerdì si apre con una riflessione sull'amore, il più classico dei temi letterari. per chi ha voglia di una storia d'amore, per chi come Proust crede che ''siamo destinati ad amare solo gli esseri di fuga'', il libro consigliato è 'La zona cieca' di Chiara Gamberale (Bompiani). Con questo romanzo la Gamberale è stata selezionata all'interno della cinquina dei finalisti che si contendono il Premio Campiello. Il vincitore assoluto del Premio sarà scelto da una giuria di 300 lettori e proclamato il 30 agosto nel corso di una cerimonia al Teatro La Fenice di Venezia. Il pubblico può incontrare l'autrice a partire dalle 19.30 e conoscere i retroscena del suo ultimo romanzo. Romana, trent'anni e già tre romanzi alle spalle, autrice e conduttrice televisiva, Chiara Gamberale è tutte le mattine in onda su Radio 24 con una rubrica per cuori infranti o ancora da spezzare. La zona cieca del titolo è tutto quello che gli altri colgono di noi ma che a noi sfugge: è questa la premessa di una storia d'amore dai ritmi serrati, fatta di bugie e di tradimenti.
Si prosegue alle 20.30 con Marco Baliani, attore di teatro, di cinema e scrittore, che presenta il suo libro "La metà di Sophia" (Rizzoli). Si tratta di una raccolta di racconti edita da Rizzoli, che prende il titolo da un'enorme statua di Sophia Loren costruita da uno scultore polacco sull'Isola Sacra, vicino a Fiumicino, di cui si è conservata solo la parte inferiore. La parte superiore è oggetto di culto da parte di un gruppo di albanesi. Baliani racconta di questa e di altre storie bizzarre e un po' inquietanti, ma con parti profondamente vere.
Alle 21.30 è ancora Marco Baliani a intrattenere il pubblico con lo spettacolo teatrale "Kohlhaas" tratto dal romanzo "Michael Kohlhaas" di Heinrich von Kleist. "Tanti anni fa in terra di Germania viveva un uomo a nome Michele Kohlhaas. Era allevatore di cavalli e come lui lo erano stati il padre e il nonno...". Comincia così l'affascinante racconto di Baliani, solo sulla scena, seduto in una sedia, vestito di nero. Per circa 90 minuti, incanta un pubblico di ogni età, narrando la storia realmente accaduta, nella Germania del 1500, di un mercante di cavalli, vittima della corruzione dominante della giustizia statale. La spirale di violenza generata dal sopruso subito dal protagonista offre lo spunto per una riflessione sulla questione della giustizia e sulle conseguenze morali che la reazione dell'individuo all'ingiustizia può comportare.

Sabato 19 luglio
E' soprattutto una riflessione sulla paternità, assente o presente, perduta o ritrovata l'ultimo romanzo di Eraldo Affinati "La città dei ragazzi" (Mondadori). L'autore alle 19.30 parla del suo libro e dei suoi protagonisti: Alì, Mohammed, Francisco, Ivan. Hanno quindici, sedici anni, vengono dal Maghreb, dal Bangladesh, da Capo Verde, dalla Nigeria, dalla Romania, dall'Afghanistan. Sono arrivati in Italia nei modi più strani, devono imparare a leggere, scrivere, trovare un lavoro e rendersi autonomi. Ma soprattutto avrebbero bisogno di crescere e diventare grandi. Eraldo Affinati vuole scoprire le ragioni profonde che spingono questi adolescenti a lasciare case, lingue, madri e padri per sfuggire a guerra, povertà, miseria. Così, dopo aver conosciuto Omar e Faris nella Città dei Ragazzi, la storica comunità alle porte di Roma fondata nel secondo dopoguerra da un sacerdote irlandese, li ha riaccompagnati in Marocco, al limitare del deserto, da dove erano partiti quasi bambini.
Alle 20.30 è la volta di Walter Siti, critico letterario, saggista e scrittore originario di Modena. Nel suo romanzo "Il contagio" (Mondadori), come spiega lui stesso nel corso della serata, parla della borghesia come metafora della contaminazione tra due mondi diversi, eppure, contigui: quello dei borghesi, con i loro agi e il loro lusso, e quello dei borgatari che vivono alle periferie delle città, i quali, pur sognando una vita migliore, ‘sguazzano' serenamente nella loro piccola realtà periferica. Nel suo racconto la borgata che si veste da protagonista è quella romana.
Alle 21.30 uno degli interventi più attesi: sul palco Andrea De Carlo nella duplice veste di narratore e musicista (al pianoforte e alla chitarra) presenta "Durante", il nuovo romanzo edito da Bompiani. In un caldo pomeriggio di maggio, uno sconosciuto che ha perso la strada si ferma alla casa di Pietro e Astrid, due tessitori artigianali che vivono sulle colline marchigiane. Lo sconosciuto dice di chiamarsi Durante, ha pochissimi bagagli e un passato misterioso. Comincia così il romanzo e De Carlo viene accompagnato nella lettura musicata di alcuni brani anche dal percussionista indiano Arup Kanti Das.

Domenica 20 luglio

E' Marco Lodoli ad aprire alle 19.30 la serata di domenica con la presentazione del suo libro "Sorella" (Einaudi). La protagonista del romanzo è Amaranta, una suora invecchiata «nel sospetto di stare dentro una storia bugiarda». Rifugiatasi nella vocazione come in una tana, si sente dolorosamente diversa dalle altre suore che sembrano sempre indaffarate e felici. Un giorno la madre superiora le ordina di dedicarsi alla cura dei bambini dell'asilo: qualcosa comincia a cambiare.
Si prosegue alle 20.30 con un incontro con Milena Gabanelli, l'autrice di "Report", uno dei più apprezzati programmi d'inchiesta fotogiornalistica. Ascoltare la Gabanelli è un'occasione per stare dentro i fatti, per riscoprire il coraggio di un giornalismo di inchiesta che è ormai merce rara o che viene "delegato" ai comici, agli assalti di iene e gabibbi. La giornalista ha cominciato a lavorare per la Rai nel 1982 con programmi di attualità ed è stata inviata di guerra in Cambogia, Vietnam, Birmania, Sudafrica, Somalia, Cecenia, ex Jugoslavia. Recentemente è stato pubblicato "Le inchieste di Report" un libro corredato di dvd con le inchieste più famose e a più forte impatto condotte negli ultimi anni.
E' la musica a chiudere la quarta edizione di "Oltre i Giardini": alle 21.30 si esibiscono per la prima volta in Italia i Rinneradio, raffinatissimo gruppo musicale finlandese che fonde sonorità tradizionali, elettroniche e jazz.

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