Modena: brutti ma buoni, siglata convenzione per la solidarietà

Modena: brutti ma buoni, siglata convenzione per la solidarietà

MODENA - Ammonta a più di 1 milione 200 mila euro il valore dei beni donati dai Punti vendita di Modena di Coop Estense nel corso del 2007 con l'iniziativa ‘Brutti ma buoni', per un totale di 180 tonnellate di merce alimentare. Di questi, beni per quasi 716 mila euro sono andati a 145 enti residenti nel Comune di Modena, con una preferenza per le associazioni assistenziali, a cui ne è andato il 57%, e per le parrocchie, che hanno avuto a disposizione il 30% della merce.
Per migliorare ulteriormente questo progetto, che ha come obiettivo la lotta allo spreco, la riduzione della produzione di rifiuti, e soprattutto la realizzazione di forme di solidarietà sociale, il Comune di Modena e Coop Estense, rappresentati dall'assessore alle Politiche Sociali Francesca Maletti e dal direttore Soci e Consumatori Coop Estense Isa Sala, hanno firmato questa mattina un protocollo d'intesa che rafforza la collaborazione.


"Già da anni il progetto di Coop Estense è stato inserito tra i servizi del Piano sociale di Zona di Modena, a favore dei cittadini in disagio economico e in povertà" commenta l'assessore Maletti. "Questo accordo implementa il rapporto tra i due soggetti e, in previsione del Piano triennale del Benessere e della Salute della città di Modena, permette di far entrare questa opportunità per i cittadini ancora più in rete". Secondo l'assessore "si tratta di una somma rilevante messa a disposizione delle famiglie modenesi. Se non ci fosse questa possibilità, la risposta a questi bisogni graverebbe sulla fiscalità comunale".

Con la convenzione, in particolare, Coop Estense e il Comune di Modena si impegnano a incontrarsi periodicamente (indicativamente nel mese di novembre di ogni anno) per effettuare un esame congiunto dei risultati del progetto Brutti ma Buoni, e saranno verificati ed aggiornati gli elenchi degli enti e soggetti beneficiari nel territorio modenese, raccogliendo informazioni su nuove situazioni di bisogno, secondo le informazioni e i suggerimenti dell'Amministrazione relative alla rete dei servizi sociali e socio-sanitari della città. In questo modo sarà possibile l'integrazione del contributo di Brutti ma Buoni con la rete dei servizi pubblici locali. L'amministrazione, inoltre, si impegna a valorizzare l'iniziativa con i propri strumenti di comunicazione e si fa carico di coinvolgere l'Ausl competente nel caso fossero necessari chiarimenti normativi in merito ai processi gestionali del progetto.


"La convenzione sottoscritta con il Comune di Modena è per Coop Estense motivo di grande soddisfazione - spiega Isa Sala, direttore Soci e Consumatori Coop Estense - poiché viene riconosciuta e valorizzata un'importante attività di solidarietà e lotta allo spreco che la cooperativa porta avanti con grande impegno da diversi anni. Auspichiamo che tale collaborazione possa sollecitare anche altri soggetti della distribuzione a seguire pratiche virtuose nella gestione dei beni ritirati dalla vendita, accanto ad una rendicontazione pubblica del contributo concreto di ognuno al sostegno di associazioni, enti no profit, scuole e parrocchie del territorio comunale".

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Il meccanismo che porta avanti l'iniziativa Brutti ma Buoni è semplice: la merce che, pur essendo ancora perfettamente integra nella funzione d'uso, nei requisiti igienico sanitari, e rispondente a tutti i parametri previsti per legge, viene ritirata dalla vendita per motivi estetici o per garantire standard di qualità e adeguati tempi di impiego a soci e consumatori prima della scadenza, viene donata ad associazioni e soggetti che li ridistribuiscono a chi ne ha più bisogno. Sono centinaia le associazioni di volontariato che, attualmente, vengono coinvolte in questo progetto: scuole, circoli ricreativi, polisportive, ma soprattutto enti che gestiscono mense, case famiglia con ospiti, case di accoglienza e parrocchie che distribuiscono pacchetti alimentari. Attraverso queste strutture migliaia di persone ricevono sostegno grazie ai prodotti alimentari e di igiene e cura della persona, ma anche a prodotti di arredo, casalinghi e di abbigliamento.

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