Modena, Coldiretti: "Aceto balsamico tra i più falsificati al mondo"

Modena, Coldiretti: "Aceto balsamico tra i più falsificati al mondo"

MODENA - Il sequestro a Modena di 161 mila litri di falso aceto balsamico Igp da parte dei Nas di Parma, conferma che questo prodotto è uno dei più falsificati al mondo. Fino ad oggi sono stati individuati, infatti, 25 casi di agropirateria di aceto balsamico che danneggiano fortemente i produttori agricoli e le industrie italiane. Nel ribadire la tolleranza zero verso tutte le falsificazioni, Coldiretti Emilia Romagna, ricorda che la produzione di "aceto balsamico di Modena" Igp ammonta a circa 70 milioni di litri, per un valore al consumo di 240 milioni di Euro, con l'80% del prodotto esportato in 70 Paesi di tutti i continenti, dove subisce la concorrenza di prodotto taroccato praticamente senza controllo. Solo due anni fa, all'Anuga di Colonia, la fiera dell'alimentazione più importante del mondo, vetrina di lancio per le novità alimentari, sono comparse produzioni di aceto balsamico generico, dove il termine "aceto"  viene sostituito con la traduzione inglese "vinegar" o quella spagnola "vinagre" abbinato a "balsamico". In commercio si trovano perciò "vinagre balsamico" e "vinagre balsamico de Rioja" spagnoli, il "Greek Balsamic Vinegar-Balsamon" greco, il "balsamic vinegar" cileno.

 

"Purtroppo la falsificazione di questo prodotto - commenta il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello - è agevolato anche da un disciplinare comunitario che ammette l'uso di mosti provenienti da tutto il mondo. E' una disposizione fortemente contestata da Coldiretti perché ignora il profondo legame di un prodotto tipico come l'aceto balsamico con il suo territorio d'origine in cui i tipi di vitigni e le condizioni pedoclimatiche sono fondamentali per conferire al balsamico le su caratteristiche tipiche". L'Unione europea - ricorda Coldiretti - ha ritenuto che limitare l'origine dei mosti alla regione Emilia Romagna avrebbe costituito un ostacolo non giustificato alla libera circolazione delle merci, ed ha imposto la libera provenienza del prodotto, con un forte danno per i produttori italiani di mosto, ma anche con una forte agevolazione per i falsificatori. "Per questo, insieme all'importante azione di controllo dei Nas, è necessario - conclude  Tonello - stringere le maglie della legislazione a livello internazionale, per impedire la commercializzazione di un prodotto realizzato a partire da uve e mosti di ogni parte del mondo che mette a rischio il profondo legame del vero aceto balsamico di Modena con il suo territorio d'origine".

 

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