Modena: frodi alimentari, 1160 controlli nel 2008

Modena: frodi alimentari, 1160 controlli nel 2008

Nell'anno 2008, i controlli della Polizia Municipale sulla vendita, la produzione e la somministrazione di alimenti, elevando 279 sanzioni con 7 sequestri amministrativi e 2 sequestri penali. Di questi 1160 controlli, 138 sono su attività di vendita, produzione, somministrazione alimenti gestite da stranieri. In tutto, in città, ci sono oggi 278 imprese intestate a stranieri che trattano merci alimentari per la somministrazione, la produzione o la vendita. In particolare, nelle attività gestite da persone di origine straniera, su 31 controlli in pubblici esercizi sono state riscontrate 15 violazioni, su 9 attività artigianali controllate le violazioni sono state 6, su 86 negozi le violazioni sono state 30 e su 12 bancarelle si sono avute 11 violazioni e 7 sequestri amministrativi. Nel complesso, il tasso di irregolarità riscontrato nei controlli è circa del 44% nei cosiddetti negozi etnici".

 

Lo ha detto l'assessore alle Politiche economiche del Comune di Modena Stefano Prampolini, rispondendo in Consiglio comunale all'interrogazione presentata dal capogruppo di Forza Italia - Pdl Andrea Leoni, dal tema "boom di frodi alimentari nei negozi etnici".

Andrea Leoni ha citato i dati di un'indagine della Col diretti "sull'elenco delle sentenze penali passate in giudicato a carico di produttori alimentari, dalle quali emerge che nel 2008 un reato su quattro per frode e sofisticazione alimentare è stato commesso in bar e ristoranti gestiti da stranieri, nonostante questi rappresentino una esigua minoranza in Italia". Ha chiesto dunque di poter conoscere i dati dei controlli effettuati in città.

 

L'assessore ha precisato che "nel 2008 il servizio igiene alimenti della Ausl ha accertato n. 14 violazioni sulle attività di produzione, somministrazione, vendita alimenti in genere, ma non abbiamo un dato riferito solamente agli stranieri" e ha inoltre ricordato il ruolo di controllo di Nas, Guardia di Finanza e Carabinieri.


"Le attività di controllo e sanzione non sono l'unico rimedio che si può utilizzare per arginare il problema della sofisticazione degli alimenti", ha aggiunto l'assessore: "a queste attività, che pure sono state intraprese, si aggiunga che il Comune di Modena ha recentemente svolto una campagna informativa preventiva rivolta a tutti gli operatori e in particolare agli operatori stranieri, mediante la presentazione e diffusione di un opuscolo illustrativo dove sono indicati in modo semplice e chiaro gli adempimenti in materia di commercio, nel quale si espongono anche i principi in materia di igiene nel caso di vendita o manipolazione di prodotti alimentari e in materia di etichettatura dei prodotti".


L'assessore ha infine precisato che la normativa non differenzia il negozio etnico dal negozio autoctono: i negozi di alimentari e i pubblici esercizi sono chiaramente soggetti alle medesime norme e ai medesimi controlli sia che si tratti di esercizi gestiti da italiani sia che si tratti di esercizi gestiti da imprenditori stranieri.

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Andrea Leoni, Forza Italia, ha replicato: "ai controlli che ha elencato l'assessore vanno aggiunti anche tutti quelli dei Nas e delle altre Forze dello stato. Questo significa che il problema esiste ed è oggettivo L'indagine di Coldiretti lo dice, basandosi su sentenze passate in giudicato. La risposta dell'assessore è la risposta omnibus: la guida multilingue, che si mette in campo in ogni settore e in ogni ambito. Secondo noi questa risposta non serve: ci sono già le leggi italiane, e chi viene nel nostro paese per lavorare deve imparare la lingua in cui le regole sono scritte, per poterle rispettare. Quindi la guida multilingue è una pessima politica, che non integra ma ghettizza. I cittadini italiani e stranieri devono essere in condizione di mangiare cibi sani, con controlli straordinari proprio perché nei momenti di crisi i rischi sono ancora più presenti".

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