MODENA - I bambini modenesi sono troppo sedentari

MODENA - I bambini modenesi sono troppo sedentari

MODENA - Scelte alimentari sbagliate fin dai primi anni di vita, oltre ad una vita sedentaria, sono tra le prime cause del sovrappeso dei nostri ragazzi. Lo conferma l'indagine condotta lo scorso anno nel corso della campagna contro l'obesità infantile "Chi l'ha sana la vince!" - promossa dall'assessorato alle Politiche per la Salute del Comune di Modena in collaborazione con la Circoscrizione 1, il Consorzio Mercato Albinelli e il 6° Circolo didattico - tra gli alunni dei quattro poli scolastici del Centro storico (De Amicis, Ceccherelli, Pascoli, Cittadella): 467 i bambini che hanno risposto, tra loro 141 stranieri.
La campagna, che quest'anno torna nelle scuole del centro storico con ulteriori partner e nuove iniziative per incoraggiare il consumo di frutta e l'attività motoria tra i bambini, è una delle iniziative promosse dal Comune di Modena per prevenire il sovrappeso nei giovani. Dal 2005, infatti, il Consiglio comunale ha deciso di inserire la lotta all'obesità tra le priorità di lavoro del Piano per la Salute e nuove iniziative si sono affiancate a quelle consolidate. Accanto al progetto Scuola sport, all'offerta formativa rivolta agli insegnanti dal settore Istruzione e al monitoraggio della qualità della refezione scolastica, è partito un più incisivo monitoraggio dell'incidenza del fenomeno sulla popolazione infantile, è stata intensificata la promozione dell'allattamento materno, sono stati avviati i bandi per le scuole che premiano i migliori progetti sul tema.


Per ritornare ai risultati dell'indagine, è interessante notare come per il break a scuola bimbi e famiglie prediligono di gran lunga le merendine confezionate, che nel questionario a risposta multipla - distribuito in classe ma compilato insieme ai genitori -si aggiudicano il 51% delle preferenze, e i succhi di frutta (41% delle preferenze). Solo un quinto delle scelte va nella direzione di una merenda semplice e sana indicando un frutto di stagione (22% delle preferenze).


Una quota di bambini, anche se minore, opta pure per cibi ipercalorici come patatine (9% delle scelte) e bibite gassate (2,8%). Ma la tendenza verso un'alimentazione scorretta non sembra semplicemente condizionata dai tempi della scuola, infatti la situazione non migliora se si guarda al consumo di frutta e verdura tra le pareti domestiche. Solo il 43% dei bimbi interessati dall'indagine dice di mangiare frutta due o più volte al giorno, il 36% ne consuma una volta al giorno e circa il 16% ogni 3-4 giorni o mai. La percentuale di bambini che mangia verdura ogni 3-4 giorni o mai sale addirittura al 32%. Nemmeno i giochi e le attività all'aria aperta, come passeggiate e giri in bicicletta, sono all'ordine del giorno per tutti bambini interpellati: il 35% risponde di dedicarvicisi solo a volte e il 10% mai. D'altra parte, circa la meta dei bimbi abita a meno di un chilometro dalla scuola, ma di questi il 25% viene comunque sempre accompagnato dai genitori in automobile. Il 37% non pratica sport regolarmente, mentre l'attività motoria all'aria aperta conquista un numero di preferenze (57%) pressoché pari al guardare la tv a casa (56%). Vale a dire che chi guarda più televisione svolge anche meno attività all'aria aperta. I risultati dell'indagine saranno restituiti quest'anno agli alunni e alle loro famiglie da Vitaman, il testimonial della campagna di comunicazione che ritornerà nelle scuole del centro.

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Oltre ad iniziative e progetti finalizzati alla prevenzione del sovrappeso e dell'obesità infantile, esistono sul territorio servizi sanitari che si occupano del fenomeno. A Modena, l'ambulatorio di Auxologia, all'interno della struttura complessa di Pediatria del Policlinico, si occupa dello studio dei problemi della crescita, e svolge una funzione di consulenza per quanto riguarda l'obesità dei bambini in età pediatrica. Ogni anno accedono al servizio un centinaio di bambini affetti da obesità grave, cioè con un eccesso ponderale superiore del 60% rispetto al peso ideale. In questi soggetti, inviati dal pediatra o dal medico di famiglia, i medici cercano di verificare la presenza delle segnali che riconducono alla sindrome metabolica (obesità, iperglicemia, dislipidemia, ipertensione). A seconda della familiarità e dell'anamnesi di ogni paziente si valuta poi se fare un approfondimento diagnostico riguardo alla possibilità di sviluppare malattie come, nei casi più gravi, la cirrosi epatica. Lo scopo del controllo è soprattutto di escludere la possibilità di alterazioni metaboliche o di origine endocrine. I bambini esaminati vengono poi rimandati al pediatra o al medico di famiglia con le indicazioni sulla dieta alimentare e sulle abitudini di vita da tenere.


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