MODENA - Il consiglio boccia il no di Forza Italia ed Alleanza Nazionale alle liberalizzazioni

MODENA - Il consiglio boccia il no di Forza Italia ed Alleanza Nazionale alle liberalizzazioni

MODENA - Le liberalizzazioni attuate dal Governo Prodi sono state al centro della seduta del Consiglio comunale di ieri pomeriggio. Dopo un partecipato dibattito il Consiglio ha respinto sia la mozione di Forza Italia che esprimeva "massimo sconcerto di fronte alle iniziative del decreto Bersani e auspicava che il Governo Prodi non proseguisse su questa strada", che l'ordine del giorno di Alleanza Nazionale che sottolineava le ricadute del decreto a livello di Enti locali giungendo alle stesse conclusioni. I consiglieri di maggioranza e il consigliere del gruppo Indipendente hanno votato no ad entrambi i documenti che hanno ottenuto il voto favorevole di Forza Italia. Modena a Colori si è astenuta in entrambe le votazioni, mentre i consiglieri di Alleanza Nazionale e Udc non erano presenti in aula al momento del voto.

Nel presentare la mozione di Forza Italia, il capogruppo Andrea Leoni insistite sul fatto che "il decreto Bersani non intacca i privilegi dei monopoli, dei sindacati, delle cooperative e di settori chiave, come quello delle municipalizzate, che detengono il potere nei campi più strategici e redditizi" e che si tratta quindi di provvedimenti "parziali e punitivi nei confronti di certe categorie". Concetti che sono stati ribaditi negli interventi di quasi tutti i consiglieri d'opposizione.

Andrea Galli, nell'illustrare la mozione di Alleanza Nazionale, sottolinea che i provvedimenti del decreto Bersani "delegano agli Enti locali numerosi compiti aggiuntivi con costi presumibilmente rilevanti" e cita come esempio "il trasferimento agli enti pubblici della possibilità di effettuare i passaggi di proprietà per l'alienazione dei beni mobili registrati".
La maggioranza è invece stata compatta nell'insistere sulla necessità di proseguire sulla strada delle liberalizzazioni e nell'interpretare il decreto Bersani come "il primo passo di un processo che il Governo avrà il coraggio e la forza di portare avanti".

Achille Caropreso (Indipendente) apre il dibattito: "Siamo sicuramente di fronte a un provvedimento non perfetto, ma che va nella direzione di aiutare le famiglie più deboli. Ritengo infatti che le liberalizzazioni di Bersani abbiano messo in moto un effetto di concorrenza che non può che fare bene, si veda ad esempio quanto è accaduto con la vendita dei farmaci da banco". Sui ribassi generalizzati del prezzo dei farmaci da banco che si sono registrati anche nelle farmacie, dopo l'apertura dei nuovi punti vendita per effetto delle liberalizzazioni, ha insistito anche il consigliere Ercole Toni (Ds).

Sergio Celloni (Udc) ha invece detto di essere d'accordo con gli ordini del giorno di Leoni e Galli, "perché penso che le liberalizzazioni straccione non facciano che peggiorare la condizione del paese, non portano a nulla se non ad una guerra tra poveri. In una situazione di crisi congenita, come quella in cui ci troviamo, intervenire contro chi fa impresa è dannoso per l'intero paese. Occorre, invece, dare la precedenza alle liberalizzazioni importanti, quelle delle multiutility dell'energia".

Per Fausto Cigni (Ds) "Bersani ha cominciato con il piede giusto: siamo solo all'inizio, mentre il governo precedente non ha fatto nulla in campo di liberalizzazioni". Secondo Mauro Manfredini: "I risultati concreti per il consumatore portati dalle tanto decantate liberalizzazioni erano imposti dalle raccomandazioni europee, non certo voluti dal governo Prodi capace solo di tartassare le categorie di artigiani più deboli".

Andrea Galli (An) aggiunge: "Sono d'accordo che il precedente Governo poteva fare di più, ma che dire di un Governo Prodi che parte con un decreto sulle liberalizzazioni di 250 pagine e poi si ferma ai provvedimenti marginali che riguardano parrucchieri e panettieri?".

Dall'altra parte William Garagnani (Ds) pensa che: "i provvedimenti vanno nella direzione giusta e difatti ottengono il plauso dei consumatori che sollecitano si vada avanti; ciononostante i grandi potentati esistono e vanno combattuti". Il consigliere evidenzia inolttre che "le liberalizzazioni si pongono il problema di aprire il tessuto economico ai giovani, favorendo nuove possibilità di lavoro" e porta un esempio: "i nuovi corner per la vendita dei farmaci hanno creato in Italia oltre 1000 posti di lavoro per farmacisti."

Sergio Rusticali (Sdi) è fiducioso che "il Governo avrà il coraggio di affrontare la seconda fase delle liberalizzazioni. Abbiamo introdotto un forte elemento di discontinuità rispetto al passato. Questo Governo vuole dare un segnale forte ai cittadini e al paese, introducendo i primi elementi della liberalizzazione che ci consentono di adeguare il paese alla normativa europea, creano nuove opportunità di lavoro e rappresentano un primo atto coraggioso nei confronti di alcuni poteri forti, come le banche, si pensi alle novità introdotte a livello di conto corrente, di assicurazioni".

Enrico Artioli (Margherita) ritiene che: "L'unica proposta che consente di avere minori costi per i cittadini e di stimolare l'innovazione in termini di efficacia ed economicità è la libera concorrenza con una serie di concreti interventi: quelli approvati e quelli che mi auguro lo saranno al più presto. Il governo Prodi con Bersani, Rutelli e Lanzillotta hanno fatto scelte nuove". Il consigliere insiste anche sull'importanza di iniziative prese a livello locale che vanno nella stessa direzione: "tutto ciò dimostra che il governo di centro sinistra sta facendo una scelta di coerenza."
Per Teodoro Vetrugno (Ds) "l'Italia ha bisogno di modernità e di disincrostare una serie di situazioni che legano questo paese: il coraggio dimostrato da Bersani e dell'intero governo danno la cifra di quanto questo governo sia intenzionato a rompere con il passato. Gli interventi contro i privilegi compresi nel decreto Bersani andranno nella direzione di favorire i consumatori e l'entrata nel mondo del lavoro delle giovani generazioni, anche se non sono sufficienti: ci saranno altre lenzuolate di provvedimenti. Anche Vetrugno torna sulla vendita dei farmaci da banco e ricorda come alla fine di ottobre 2006 "erano 600 i nuovi esercizi, di cui la maggior parte nei centri di vicinato e solo il 15% nei grandi centri commerciali. Un altro esempio: oggi l'85 % delle agenzie è in grado di fornire l'autentica nei passaggi di proprietà senza l'utilizzo di notai".

Secondo Baldo Flori (Modena a Colori) invece "il Governo si è limitato ad attaccare le categorie più deboli; mentre i grandi interessi - le multiutility, le banche, i colossi energetici - sono rimasti nell'ombra.

E per Michele Barcaiuolo (Alleanza Nazionale) "se qualcosa di positivo è stato fatto per quanto riguarda il costo delle ricariche dei telefoni cellulari, è merito di un giovane, Andrea Dandi, che porta avanti questa battaglia da tre anni. Mentre il consigliere invita a considerare che da una parte lo Stato abbatte i costi bancari ma dall'altro costringe i professionisti a servirsi dei conti correnti con lo specchietto delle allodole dell'evasione fiscale". In sostanza il consigliere pensa che ci sia ancora una volta la volontà di favorire i grandi gruppi bancari e industriali a scapito dei cittadini. "L'esempio più palese è l'iscrizione dei beni mobili registrati: di fatto un favore al notaio che percepiva dai 50 ai 100 euro per un passaggio di proprietà, pratica che ora ricade sui Comuni e che ai cittadini costa un'imposta di bollo del valore analogo, mentre non ci si è posti il problema di eliminare il registro dei beni mobili che esiste solo in Italia".

Anche Ivo Esposito (Forza Italia) ribadisce che: "I veri settori che fanno oligopolio - cioè banche, sindacati, assicurazioni - non sono stati toccati, lo dimostra la questione del TFR".

Alberto Caldana (Margherita), anch'egli convinto che il decreto Bersani e le proposte di Rutelli abbiano avviato un cammino che continuerà, "sarebbe più interessane vedere la ricaduta che potrebbe avere a livello locale il tema straordinariamente importante delle liberalizzazioni, che vuol dire meno costi per molti servizi e più possibilità per i giovani, vantaggi per i consumatori e maggior opportunità di sviluppo economico per il paese". E il consigliere lancia l'idea di proporre un ordine del giorno per approfondire tale aspetto".

"A livello locale - ribadisce Michele Andreana (Ds) abbiamo da tempo deciso di introdurre il tema delle liberalizzazioni: la scelta fatta attraverso diversi appalti di assegnare al pubblico la funzione di indirizzo e controllo e al privato quella di gestione va in questa direzione e, dopo che al settore trasporti potrà essere applicata a diversi altri settori. Da una parte si tratta di introdurre fattori concorrenziali dall'altra di non disperdere la funzione dell'amministrazione, la sfida per la maggioranza che governa la città e trovare un punto d'equilibrio tra questi aspetti. Ma anche l'opposizione potrà dare il suo contributo".

Dante Mazzi (Forza Italia) dice di voler accogliere l'invito e sollecita a "lavorare senza pregiudiziali" ma aggiunge: "Siamo contrari all'iter proposto dal Governo perché è partito dal gradino più basso, il sospetto fondato è che si è voluto fare un favore a determinati soggetti economici, non ai consumatori. Per esempio non sulle farmacie si doveva agire, ma sui produttori dei farmaci; non si può pensare di allargare il mercato senza agire sulle industrie farmaceutiche, la stessa cosa accade adesso con la benzina. Infine non esiste la volontà di allargare il mercato altrimenti non si darebbero vantaggi a chi già è forte sul mercato".

Andrea Leoni (Forza Italia) si dichiara soddisfatto per il dibattito suscitato e ha riassunto le posizioni in campo: "da una parte la maggioranza che rivendica orgogliosamente i vantaggi del decreto Bersani e dall'altro noi che riteniamo che il Decreto Prodi-Visco-Bersani sia stato spacciato come un momento di liberalizzazione economica mentre di fatto si tratta di micro-misure che vanno nella direzione di aumentare la concorrenza ma rischiano di ridurre il mercato senza reali benefici per i consumatori.

In sede di dichiarazione di voto Paolo Ballestrazzi (Modena a Colori) annuncia l'astensione dal voto poiché i testi si prestano a una lettura strumentale, pur individuando in entrambi gli ordini del giorno alcuni principi condivisibili. Adolfo Morandi (Forza Italia) motiva così il voto favorevole: "Entrambi gli odg dovevano essere intesi a vantaggio dei cittadini, poiché il decreto Bersani va a toccare solo alcuni settori quasi in modo punitivo, mentre non tocca i grandi privilegi che anzi ne escono rafforzati, come le banche e le case farmaceutiche. Le liberalizzazioni sono altre: quelle dei trasporti pubblici, delle multiutility, delle banche."
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