MODENA - Il dibattito in consiglio comunale sulla sanità modenese

MODENA - Il dibattito in consiglio comunale sulla sanità modenese

MODENA - "Nella nostra provincia la carenza di personale infermieristico, problema diffuso in tutti i paesi europei, si accompagna a un consistente invecchiamento della popolazione. Le Aziende sanitarie, insieme al Tavolo sulla carenza di figure professionali infermieristiche attivato dal 2006 esiste presso la Provincia di Modena, hanno però predisposto diverse misure per affrontare le necessità degli ospedali del territorio". Così l'assessore alla Salute del Comune di Modena Simona Arletti ha risposto in Consiglio comunale all'interrogazione presentata da Sergio Rusticali dello Sdi e Rosa Maria Fino della Società civile sulla situazione degli ospedali modenesi.


"Tra i problemi degli ospedali modenesi spicca in particolare la questione degli infermieri", ha detto Rusticali nel presentare la sua interrogazione. "È un problema non nuovo, che si presenta quasi ogni anno, ma oggi alla carenza di personale si aggiunge per gli infermieri in servizio la difficoltà ad usufruire di ferie e turni di riposo, con carichi di lavoro al di sopra del normale. Anche il senatore modenese Giuliano Barbolini ha avuto occasione di dichiarare che l'afflusso di pazienti è superiore alle previsioni".


L'assessore ha proseguito illustrando alcuni dati: "nell'Azienda Usl di Modena l'organico è di 2740 infermieri nel 2007, sostanzialmente stabile rispetto al 2006. Le analisi mostrano però anche un consistente aumento dei servizi erogati: ad esempio, al Policlinico si è avuto nei primi sei mesi del 2007 un aumento del 20% dei ricoveri internistici rispetto all'anno precedente. In cifra assoluta sono 550 ricoveri in più, il 72% dei quali di persone sopra i 75 anni. La necessità è dunque quella di lavorare per aggiornare il profilo di salute provinciale e distrettuale, analizzando i nuovi bisogni legati a una popolazione che invecchia e cambia.


Si deve inoltre lavorare con gruppi interaziendali, peraltro già attivati, su alcuni temi come gli accessi al Pronto soccorso e l'appropriatezza dei ricoveri. Un altro problema", ha proseguito l'assessore, "è dovuto alla scarsa forza di attrazione della professione infermieristica, alla quale si sta cercando di ovviare con borse di studio e forme di sostegno economico per i dipendenti dell'Ausl che decidono di fare domanda d'iscrizione al Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche. Inoltre, il reparto di week hospital internistico, con 16 posti letto normalmente dedicati all'attività programmata per 5 giorni alla settimana, è stato trasformato in un reparto ordinario, aperto 365 giorni all'anno, e utilizzando altri locali adiacenti è stato portato a 26 posti letto. Altri 40 posti letto internistici si creeranno al Nuovo ospedale civile di Baggiovara per cercare di rispondere in maniera efficace e adeguata ai bisogni assistenziali dei cittadini. Analoghe misure di riorganizzazione sono state prese in altre strutture ospedaliere della rete provinciale".


Nel dibattito, Baldo Flori di Modena a colori ha chiesto all'assessore di "promuovere un consiglio tematico sull'intera materia sanitaria. Sulla stampa si è dibattuto molto del deficit dell'Ausl, ma ci sarebbe ancora da discutere anche del piano di sviluppo del policlinico e di carenze economiche di fondo della nostra sanità".


Mario Tamburi di Forza Italia ha ricordato che "spesso gli infermieri di origine meridionale, una volta diplomati, tornano a casa perché Modena è troppo cara per vivere con il loro stipendio. Anche il personale ausiliario è spesso molto sfruttato dalle cooperative. È molto importante il concetto dell'appropriatezza del numero e della durata dei ricoveri, e molti problemi si devono alla connessione tra ospedale, strutture intermedie e territorio, mentre l'invecchiamento della popolazione non è certo un fatto nuovo".


Rosa Maria Fino della Società civile ha osservato che "la coperta è troppo corta, non si può pensare di risolvere i problemi togliendo letti da chirurgia per darli a medicina interna. Gli anziani che non possono essere tenuti in casa sono un problema, le influenze e i virus invernali aggravano la situazione".
Mauro Manfredini della Lega nord ha citato l'episodio di "una signora mandata a Sassuolo per fare un esame per il quale a Modena non c'era posto", chiedendo all'assessore "come mai dove c'è il privato c'è una maggiore efficienza".
Rusticali ha replicato che "il problema generale è reggere e governare i costi. Poi ci sono i problemi organizzativi e la necessità di mettere in campo strumenti, non solo economici, per incentivare il personale. La sperimentazione della casa per i lavoratori in mobilità non ha retto e il problema è serio".


Simona Arletti ha concluso confermando che "solo una parte degli iscritti a Scienze infermieristiche sono modenesi e molti ovviamente sperano di rientrare nel luogo d'origine: sono scelte personali rispetto alle quali è difficile proporre alternative attraenti. Purtroppo per la soluzione delle criticità non si può pensare che ci siano sempre dei più, a volte da qualche parte bisogna togliere. Bisogna che tutte le strutture competenti si facciano carico di affrontare e risolvere i problemi con scelte sostenibili e appropriate".

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