MODENA - In Consiglio si discute della variante al Piano Operativo Comunale

MODENA - In Consiglio si discute della variante al Piano Operativo Comunale

MODENA - Favorire un uso sempre più contenuto e rispettoso del territorio senza rinunciare a migliorare la qualità dell'abitare e a ridurre, nel limite del possibile, il costo della casa.
Questi, in sintesi, sono gli obiettivi della variante al Piano Operativo Comunale e al Regolamento Urbano Edilizio che oggi, dopo oltre un anno di lavoro e di consultazioni, approda in Consiglio per il voto finale. Obiettivi forti, discussi in decine di incontri, proposti ed ampiamente condivisi per rispondere nel migliore dei modi ai bisogni della città e alle mutate esigenze del mercato e dei cittadini.


Dalle nuove norme esce una edilizia che guarda al territorio come a un bene esauribile, più rispettosa dell'ambiente, ma soprattutto più rispondente ai bisogni di una famiglia dai numeri sempre più contenuti, a cominciare dai componenti ormai per il 64% compresi tra l'una e le due unità.


Molte le novità anche per il Centro storico: le norme adottate introducono nuovi importanti percorsi di salvaguardia e qualificazione di parti significative del cuore della città offrendo, nel contempo, nuove opportunità di insediamento che contribuiranno ad una sua ulteriore rivitalizzazione.


Un capitolo a parte è riservato al recupero ambientale e paesaggistico del territorio rurale, completando il recupero dei contenitori destinati ad uso abitativo e incentivando la dismissione delle attività produttive incongrue e la demolizione degli allevamenti zootecnici non più attivi.
Infine, sono state inserite nuove norme perequative che guideranno, in un quadro attrattivo sempre più leggibile e trasparente, gli accordi di pianificazione relativi a trasformazioni di destinazione d'uso o all'assegnazione di maggiori potenzialità edificatorie, se giudicate urbanisticamente corrette, che garantiranno alla collettività una parte del maggior valore che si viene a determinare al fine di destinarlo a opere necessarie per migliorare la qualità urbanistica, ambientale e sociale della zona interessata.


Molte le novità ma anche una importante conferma: i contenuti programmatori del Piano Strutturale Comunale dimensionati al 2020 con una previsione di 201.000 abitanti e una fabbisogno abitativo di 20.500 abitazioni a partire dal 2001, restano immutati confermandosi come unico asse di riferimento strategico per il prossimo futuro.


Nessun metro quadro di territorio agricolo, dunque, sarà oggetto di trasformazione così come non è prevista alcuna modificazione del dimensionamento residenziale e produttivo. Una scelta politica precisa, strategica e di indirizzo, tesa ad orientare prioritariamente gli interventi verso la trasformazione già comprese entro il perimetro del territorio urbanizzato e urbanizzabile, evitando di percorrere soluzioni espansive a scapito del territorio rurale.


Viene altresì confermata la scelta di intervenire nel mercato della casa con politiche pubbliche forti che si sostanziano nei piani Peep e nella edilizia convenzionata sia per la proprietà che per l'affitto. Con la variante sulle aree ad attrezzature generali si creeranno le condizioni per acquisire da parte del Comune le aree necessarie per dare avvio al prossimo "Piano casa", essendo ormai in esaurimento quello attuale, ormai noto come "Bandone".


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