Modena: "In via Negrelli solo controlli, nessuna irregolarità"

Modena: "In via Negrelli solo controlli, nessuna irregolarità"

MODENA - "Dal punto di vista urbanistico sulle attività svolte nei capannoni di via Negrelli non c'è alcuna irregolarità. Anche dal punto di vista edilizio non sono emersi abusi, ma si sono riscontrate problematiche relative alla sicurezza degli impianti di riscaldamento ed elettronico, che abbiamo segnalato agli organi competenti per i relativi provvedimenti, e un problema relativo alla copertura in eternit contenente amianto. Anche per ciò che riguarda l'inquinamento acustico le verifiche sono in corso". Così ha risposto l'assessore all'Urbanistica Daniele Sitta in Consiglio comunale alle interrogazioni del consigliere Mauro Manfredini della Lega Nord "Denuncia situazione di grave pericolo in via Negrelli 15/A e 15/B", e Sergio Rusticali del Ps "Disagio dei cittadini di via Negrelli". Entrambe denunciavano la mancata regolarità dei capannoni e la situazione di disagio segnalata da diversi residenti della zona a causa di schiamazzi e rumori, fino a notte inoltrata, che negli ultimi tempi sarebbe sfociata in una manifesta tensione in continuo aumento.


"Le due associazioni che svolgono attività nei fabbricati sono regolarmente iscritte, come circolo Acli, presso il registro nazionale delle associazioni di promozione sociale" ha proseguito Sitta. "E in base alla legge regionale 34/2002 tali associazioni e i locali dove si svolgono le attività sono compatibili con tutta una serie di destinazioni d'uso, tra le quali quella produttiva". L'assessore ha poi spiegato che sulle irregolarità relative alla copertura è stato avviato un procedimento per individuare le modalità di rimozione o bonifica, e che la proprietà ha chiesto una proroga fino a fine luglio per comunicare le modalità di intervento. "Per quanto riguarda l'inquinamento acustico non c'è dubbio che l'associazione che si è aggiunta nel 2008 ha prodotto un aumento delle funzioni religiose e una maggior frequentazione della zona" ha proseguito Sitta.

 

"Il sopralluogo dei vigili ha contato circa 200 persone in un edificio e 50 nell'altro. Il settore Ambiente del Comune ha chiesto l'intervento di Arpa per effettuare misure di rumore e anche alle due associazioni religiose sono state inviate le richieste di autocontrollo per le verifiche dei livelli sonori. I due pastori hanno dato piena disponibilità a incontrare i residenti per concordare le modalità di svolgimento delle funzioni, in modo da limitare il più possibile eventuali disagi". In quest'area, ha aggiunto l'assessore, "è previsto un insediamento Peep attualmente bloccato dai proprietari di questo immobile industriale, l'unico che non ha ancora aderito alla proposta di accordo del Comune. Spero in un rapido ripensamento ed è ovvio che, qualora si andasse ad una trasformazione della destinazione, anche tali attività dovrebbero trovare altra collocazione".


Quest'ultimo aspetto ha suscitato l'interesse del consigliere Rusticali: "sono soluzioni non definibili nell'immediato, ma quella è la strada" ha affermato. "Se i privati accettassero quanto previsto dal Peep la soluzione dell'abbattimento porterebbe a un problema di ricollocazione, ma allo stesso tempo a una soluzione per i residenti. Rimane però un problema nel presente: sta aumentando la tensione tra gli abitanti e chi frequenta questi capannoni, le promesse fatte dai due sacerdoti, pur in buona fede, non sono segnali sufficienti. In quell'area va prevista una forma di sorveglianza e di controllo perché le norme di necessario rispetto vadano osservate".

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Anche il consigliere Manfredini ha affermati di apprendere "con piacere che in via Negrelli i due capannoni facciano parte del Peep". "Non voglio darle un consiglio - ha aggiunto - ma quando le cose si vogliono fare ci sono gli strumenti per farle. Se è il proprietario che ostacola un insediamento Peep ci sono tante strade per arrivare in fondo, ad esempio dire che c'è pericolo, come è stato rilevato. Se scoppia un incendio per difetto di impianti i problemi sorgeranno. Ci sono tutte le condizioni per cui è possibile cacciarli fuori, non si devono dare ulteriori proroghe".

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