Modena: inaugura la rotatoria di via Emilia Est

Modena: inaugura la rotatoria di via Emilia Est

MODENA - Viene inaugurata la rotatoria di via Emilia Est dedicata all'Ara di Vetilia. Domenica 19 aprile, alle 12, sarà scoperta la copia dell'Ara di Vetilia posizionata al centro della rotatoria tra la storica via e la tangenziale Pasternak, realizzata su commissione dell'Amministrazione comunale per accogliere coloro che giungono a Modena da Bologna. Il punto di incontro sarà nel lato di via Emilia Est oltre la rotatoria in direzione Bologna.


Vetilia sarà poi la protagonista dell'intera giornata: dalle 15 prende il via ‘Around Vetilia', una serie di iniziative, con musica e percorsi archeologici lungo la via Emilia. In particolare alle 15 alle 16 e alle 17 avranno luogo, presso il Lapidario Romano di Palazzo dei Musei di via Sant'Agostino, ‘Ludi Scaenici', concerti con riproduzioni di strumenti di età romana. Dalle 15.30 alle 18.30 saranno realizzati dei ‘Vetilia tour', visite guidate gratuite con servizio di navetta, che percorreranno il tratto da largo S.Agostino alla rotatoria di Vetilia e ritorno, alla scoperta dell'archeologia della via Emilia.


L'Ara di Vetilia è stata scelta per rappresentare simbolicamente il passato della città. La posa al centro della rotatoria di via Emilia Est è un esplicito richiamo ai monumenti che fiancheggiavano la grande strada consolare romana, il cui antico tracciato è stato documentato da scavi archeologici proprio al di sotto della rotatoria. A fianco dell'Ara una lunga lastra di acciaio reca incisi i nomi che la città ha avuto nei secoli: il nome etrusco Muthna, il nome romano Mutina, e l'attuale Modena. L'intervento è inserito in un contesto che richiama gli antichi giardini romani.


La copia dell'Ara è stata realizzata con procedure all'avanguardia. Con una scansione a triangolazione laser si è ottenuto un modello tridimensionale, che ha fornito le informazioni per riprodurre, a partire dal blocco di marmo, i diversi elementi e le decorazioni che compongono il monumento, rifinito poi con l'intervento manuale di uno scalpellino. L'analisi del monumento ha portato all'identificazione di tre diversi tipi di materiali lapidei. Gli elementi della base sono in arenarie delle prealpi veronesi e vicentine, la parte superiore è invece in marmo proconnesio, proveniente da una piccola isola nel Mar di Marmara, le cui cave sul mare, facilmente accessibili, furono sfruttate molto dai Romani nel corso dell'età imperiale. La copia è assolutamente conforme all'originale nella forma e nei materiali, non presenta però i segni del tempo lasciati da quasi 2000 anni di seppellimento nel sottosuolo.

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