MODENA - Incontro alla scoperta dell'architettura del futuro

MODENA - Incontro alla scoperta dell'architettura del futuro

MODENA - Si intitola "L'architettura nel nuovo millennio" la lezione dello storico dell'architettura Leonardo Benevolo in programma giovedì 29 novembre alle 21 nel Teatro della Fondazione San Carlo, in via San Carlo 5 a Modena.
E' il quarto e ultimo appuntamento del ciclo di lezioni "Architettura e città dall'ultimo Novecento al nuovo millennio", curate da Catia Mazzeri, responsabile dell'Ufficio comunale ricerche e documentazione sulla storia urbana, in collaborazione con Legacoop Modena (ingresso gratuito, informazioni ai numeri 059 2033876-75).


Laureato in architettura a Roma nel 1946, laureato in scienze tecniche honoris causa al Politecnico di Zurigo nel 1980 e honoris causa alla Sorbonne di Parigi nel 2004, Leonardo Benevolo è stato professore di architettura nelle Università di Roma, Firenze, Venezia e Palermo dal 1955 al 1977 e professore di Storia del territorio all'Accademia di Architettura dell'Università della Svizzera italiana dal 1996 al 2003, visiting lecturer nelle Università di Yale (New Haven) Columbia (New York), Caracas, Teheran, Rio de Janeiro e Hosei (Tokyo). Ha svolto attività di consulenza e ideazione nel campo della pianificazione urbanistica e della progettazione architettonica dalla fine degli anni ‘50 per molte città italiane. Fra i numerosi premi ricevuti, la Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte, Presidenza della Repubblica italiana.


"Il movimento nato nel 1919 e conosciuto come ‘architettura moderna' - spiega Benevolo - si è proposto di cambiare radicalmente la nozione di architettura, e di chiamarla moderna, proseguendo l'intenzione dei movimenti d'avanguardia dei precedenti sessant'anni, sospinti dalla parola ‘nouveau' che chiude, scritta in corsivo, la grande poesia ‘Le voyage' di Baudelaire del 1861. Gli avvenimenti degli ultimi vent'anni obbligano ormai a lasciar cadere questo aggettivo, reso problematico dalla lunga ricerca delle varianti programmatiche che va dal 1945 al 1990. Si pone ora per la cultura architettonica un compito diverso: smetter di riflettere su sé stessa e riflettere invece sullo scenario fisico mondiale realizzato dal 1919 in qua. In questo senso la storia dell'architettura moderna trova una corrispondenza col "secolo breve" di Hobsbawn (1919-1989), e anche un rapporto maturo con la vicenda successiva: che fare in un nuovo tempo che - per un tempestivo campanello d'allarme? - coincide addirittura con un nuovo secolo e un nuovo millennio. In parole semplici - conclude Benevolo - si può dire che il compito fondamentale è questo: occuparsi un po' meno del passato e un po' più del possibile avvenire".

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