MODENA - Leoni (GdL): ''Troppi irregolari, quante le richieste di regolarizzazione?''

MODENA - Leoni (GdL): ''Troppi irregolari, quante le richieste di regolarizzazione?''

MODENA - Il "decreto flussi per l'anno 2007 prevede un numero massimo di regolarizzazioni pari a 170.000". A fronte di questo dato le richieste pervenute sarebbero 703.206, che "nella quasi totalità" risulterebbero provenire da immigrati clandestini già presenti nel Paese. Lo afferma il consigliere regionale Andrea Leoni (gdl) in un'interrogazione, dove evidenzia che tre delle quindici province italiane con il numero maggiore di domande farebbero parte dell'Emilia-Romagna (la provincia di Modena con 19.227 richieste, quella di Bologna con 21.434 e quella di Reggio Emilia con 13.927) e che il numero di richieste di regolarizzazione sarebbe "elevato anche nelle altre province della regione".


Leoni ritiene inoltre "particolarmente preoccupante" l'entità di lavoratori extracomunitari irregolari presenti sul territorio emiliano-romagnolo, con i conseguenti "gravi problemi sul piano sociale, economico e di ordine pubblico", ed evidenzia che il mancato accoglimento di "buona parte delle richieste di regolarizzazione" comporterà il "permanere sul territorio regionale di migliaia di lavoratori clandestini", fatto che considera "assolutamente inaccettabile". Il consigliere chiede quindi alla Giunta regionale a quanto ammonti il numero di richieste di regolarizzazione presentate in Emilia-Romagna in relazione al decreto flussi 2007, quale sia il numero delle regolarizzazioni previste e quante risulteranno di conseguenza in esubero, quali siano le ragioni alla base di un numero così alto di richieste presentate, quali siano i settori produttivi e di impiego emiliano-romagnoli per cui è maggiore la richiesta di regolarizzazioni e quante richieste di regolarizzazione riguardano soggetti già presenti sul territorio regionale.


Leoni vuole inoltre sapere se la Giunta concordi nel ritenere che l'elevato tasso di lavoratori extracomunitari irregolari "costituisca un grave danno di carattere sociale, economico e di ordine pubblico" e nel considerare "preoccupante" il fatto che, a fronte delle richieste non accolte, migliaia di lavoratori clandestini permarranno nel territorio emiliano-romagnolo in condizioni di "assoluta irregolarità". Di qui la richiesta di attivare azioni, anche nei confronti del Governo nazionale, per ridurre il numero di clandestini in Emilia-Romagna.

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