Modena: "Oltre i giardini", week-end con i grandi nomi

Modena: "Oltre i giardini", week-end con i grandi nomi

MODENA - Non esiste storia senza memoria e l'assenza di memoria porta a valutazioni incomplete, improvvisazione, replica continua degli errori, carenza di identità.
Per questo sarà la storia la protagonista del terzo weekend della rassegna culturale modenese "Oltre i giardini". Da giovedì 10 a domenica 13 luglio i Giardini Ducali di Modena ospiteranno 20 eventi e altrettanti personaggi legati dal filo rosso della memoria.
Non mancheranno, sempre sullo stesso tema, appuntamenti dedicati ai più piccoli.

Giovedì 10 luglio

Giovedì si comincia alle 18.50 nel segno della musica, con il concerto della coloratissima banda turca Bursa Meheter Takim per la prima volta a Modena. L'esibizione avviene in collaborazione con il Festival internazionale delle Bande Militari. Il resto della serata, come tutti i giovedì della rassegna, è dedicato al cinema: Roy Menarini, professore di Storia e critica del cinema presso il Dams di Gorizia e redattore di "Segnocinema", presenta alle 19.30 il suo volume "Nanni Moretti. Bianca" (Edizioni Lindau) che rappresenta un ulteriore tassello nella bibliografia critica sul regista romano, e in particolare su uno dei suoi film più noti. Partecipano all'incontro anche Giovanna Grignaffini, docente di Cinema presso il Dams di Bologna e Alberto Morsiani, critico e saggista, direttore artistico dell'Associazione Circuito Cinema di Modena. Si prosegue alle 21.30 con un omaggio al documentarista Werner Herzog, con la proiezione del suo "L'ignoto spazio profondo" (The Wild Blue Yonder): i documentari di Herzog sono costruiti su immagini di una natura impressionante e incombente, ricercata nei luoghi più remoti del mondo. In particolare questo filmato affronta il tema del superamento dei limiti: a narrare la storia è un alieno, arrivato sul nostro pianeta secoli fa, che ha osservato la nostra civiltà da vicino tentando anche di creare nuove forme sociali, ma senza successo. La sua vicenda è narrata in parallelo con quella di una missione spaziale che, dalla Terra, cerca di raggiungere altri sistemi solari. Un cocktail avventuroso, accompagnato dalle sonorità primordiali delle musiche sarde.

Venerdì 11 luglio

"La giustizia non può funzionare se il rapporto tra i cittadini e le regole è malato, sofferto, segnato dall'incomunicabilità. La giustizia non può funzionare se i cittadini non comprendono il perché delle regole". E' questo, in sintesi, il messaggio di "Sulle regole" (Feltrinelli), l'ultimo libro di Gherardo Colombo. Sarà proprio lui a presentarlo ai modenesi venerdì alle 19.30: dopo più di trent'anni in magistratura e con all'attivo decine di inchieste giudiziarie che hanno segnato la storia italiana recente, Colombo consegna a questo volume la sua riflessione sulla cultura della giustizia e sul senso profondo delle regole. La serata prosegue all'insegna della storia in compagnia di altri due autori: alle 20.30 Marco Belpoliti presenta "La foto di Moro" (Nottetempo) e Miguel Gotor "Lettere dalla prigionia" (Einaudi).
Alle 21.30 viene proiettato il documetario "La forza del ricordo" di Davide Masi e Graziano Cernoia, realizzato dalla Fondazione ex Campo Fossoli nell'ambito del progetto "Un treno per Auschwitz". Intervengono Silvia Mantovani, responsabile del progetto, Paolo Nori, studenti e insegnanti che hanno partecipato al viaggio.


Alle 21.30 si termina con lo spettacolo teatrale di Moni Ovadia "Rabinovic & Popov". Rabinovich e Popov sono i due nomi più tipici dell'ebreo russo e del russo ortodosso che al tempo dell'Unione Sovietica furono il compagno Popov e il compagno Rabinovich. Il loro rapporto fu sempre di natura passionale, segnato da sentimenti contrastanti: ammirazione, diffidenza, odio, solidarietà, amore, rabbia ma soprattutto attrazione fatale. Vladimir Nicolaevich Denissenkov e Moni Ovadia, ciascuno a modo suo, rappresentano due personaggi che, su una piccola scena, con musiche, canzoni e racconti, tracciano schizzi della storia ormai passata dell'U.R.S.S.

Sabato 12 luglio

La serata del sabato prende il via alle 19.15 con una lezione dello storico Marco Revelli dal titolo: "Il '68, la grande contestazione". Il Sessantotto è la prima, esplosiva manifestazione della globalizzazione e l'inedita dimensione mondiale della protesta giovanile. Revelli riflette su cosa rimane oggi, di quei valori e di quella generazione e quanto del nostro presente ne porta i segni. Si prosegue alle 20.15 con la presentazione del libro "Chi ha paura muore ogni giorno" di Giuseppe Ayala (Mondadori) che approfondisce una delle pagine più dolorose della storia italiana. Sono passati quindici anni dalla terribile estate che, con i due attentati di Punta Raisi e di via d'Amelio, segnò il momento più drammatico della lotta contro la mafia in Sicilia.

 

Giuseppe Ayala rappresentò in aula la pubblica accusa nel primo maxi-processo, sostenendo le tesi di Falcone e del pool antimafia di fronte ai boss e ai loro avvocati, interrogando i primi pentiti e ottenendo una strepitosa serie di condanne che faranno epoca. Nel volume Ayala racconta la sua verità su quegli anni, sulle vittorie e i fallimenti della lotta alla mafia. Il sabato si conclude alle 21.30 con un "Viaggio in Paradiso": David Riondino presenta un'ironica e onirica lettura di uno dei testi più importanti di Mark Twain, un recital di parole e musica con Lucio Morelli e Nicola Negrini.

Domenica 13 luglio

Giornalista e scrittore, da quasi vent'anni corrispondente dall'estero per il quotidiano "la Repubblica", è Ennio Franceschini ad aprire la serata di domenica sempre con una riflessione sul passato. Alle 19.30 presenta il suo libro "Avevo vent'anni" (Feltrinelli), ovvero il '77 oltre trent'anni dopo. Il volume racconta la storia di un "collettivo" di studenti, il collettivo di Giurisprudenza dell'Università di Bologna: la città che del '77 fu il cuore del "movimento" in Italia. Cinquanta membri di quel collettivo, ritrovati e interrogati dall'autore, riflettono su cosa è stata quell'esperienza, come li ha cambiati, cosa sono diventati oggi.


Alle 20.30 si prosegue con un'altra presentazione. Francesco Abate parla del suo libro "Così si dice" (Einaudi): uscito da un coma di 11 anni, il giornalista Rudy scopre che Angela, poliziotta e sua fidanzata, non è più né l'una né l'altra. Così comincia il romanzo che fotografa il lato oscuro della Sardegna di oggi.


Alle 21.30 è previsto un gran finale, con l'attesissimo spettacolo teatrale di Marco Paolini: "Miserabili. Io e Margareth Thatcher". "Miserabili" è un racconto in forma di ballata. Monologhi, canzoni e brevi narrazioni compongono dei quadri per raccontare la metamorfosi della società italiana a partire dagli anni '80. Margaret Thatcher è la protagonista di un dialogo immaginario con Nicola, il personaggio degli "Album di Marco Paolini", ed è il simbolo vivente della metamorfosi della nostra società non più ristretta da confini nazionali. Nello spettacolo la presenza della musica è molto forte, i Mercanti di Liquore hanno composto tutte le musiche e le eseguono dal vivo.

Dedicato ai più piccoli

Anche nel corso di questo weekend non mancano appuntamenti ad hoc per i bambini.
Si comincia giovedì 10 luglio alle 18.30 con "La strega Morgana", uno spettacolo di burattini della tradizione emiliana diretto e realizzato da Moreno Pigoni. La Strega Morgana  vuole a tutti i costi diventare una regina, ma il principe di Persia non è interessato a lei: il giovane principe diventa quindi la vittima di un perfido incantesimo. Sandrone e Fagiolino saranno chiamati  a risolvere l'enigma che ammanta il regno di Persia e tra equivoci, strafalcioni, scambi di persona e bastonate i nostri eroi  risolveranno la faccenda.


Venerdì 11 luglio alle 18.30 è la volta di un momento di riflessione profonda con "Storie di bambini nella Shoà: Adolf, Erika, Rosa Bianca e Daniel, racconti per non dimenticare", ovvero le narrazioni di Marica Morichetti del Museo Ebraico di Bologna. I bambini potranno ascoltare una carrellata di storie: da quella di un bimbo nato col ciuffo e i baffetti che, malgrado la somiglianza con Hitler è accolto da una vecchia signora reduce dai campi di concentramento, alla storia vera di Erika, scampata in fasce alla morte, alla vicenda di Rosa Bianca, una piccola tedesca che si trova senza il conforto di una spiegazione davanti agli orrori della guerra, fino alla storia di Daniel che vive con la mamma in un palazzo dove c'è una portinaia che sembra una strega cattiva, ma che alla fine li salverà dai tedeschi nascondendoli nella sua cantina. Bambini come testimoni, vittime o sopravvissuti alla Shoà.


Sabato 12 luglio alle 18.30 tocca a "Un sogno nel castello": Bon Bon e Gratta Gratta, artisti girovaghi e raccontastorie, sono i protagonisti dello spettacolo. Sul palcoscenico danno vita ad uno spettacolo divertente con gag, storielle e continui cambi di scene e personaggi: la sala del trono con il capriccioso Re Vanesio, o la torre con la Principessa Orchidea corteggiata da Birlingo il Drago Vichingo. Ogni scena permetterà al pubblico presente di interagire direttamente con i personaggi, dando vita ad una grande e coinvolgente festa.


Domanica 13 luglio il Teatro dell'Orsa porta in scena "Il bambino bisonte". I bambini sono invitati a entrare nel caldo tepore del tepee, una vera tenda degli indiani d'America, per un viaggio di iniziazione, di ascolto, nel tempo antico del racconto. La leggenda di Bambino Bisonte è la storia di crescita e di scoperta di un piccolo pellerossa prima dono d'amore per i suoi genitori e infine capo e guida per la propria tribù, attraverso un percorso che lo porterà ad affrontare e sconfiggere le paure, a superare prove e a conoscere il valore delle proprie tradizioni e cultura.

Tutti gli appuntamenti della rassegna sono gratuiti.
Infoline: Comune di Modena, tel. 059/2032793

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