Modena: una casa al Policlinico per le famiglie dei pazienti

Modena: una casa al Policlinico per le famiglie dei pazienti

MODENA - "Mobilità sanitaria" per le statistiche, "viaggi della speranza" per chi è alla ricerca delle cure migliori per i propri cari. E' ormai assodato che per cercare la migliore assistenza possibile le famiglie siano disposte a lasciare la propria regione e, a volte, il proprio paese d'origine. Per far fronte a questo fenomeno in costante aumento il Comune di Modena e l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, sottoscrivendo un'apposita intesa, hanno dato il via alla creazione di una struttura di accoglienza per i parenti e i pazienti non residenti a Modena. Il progetto, che ha un costo di 820 mila euro, sarà realizzato con un finanziamento dell'amministrazione comunale di € 330.000 e il contributo di € 490.000 della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
"Sosteniamo la realizzazione della casa di accoglienza nella convinzione che questa nuova struttura si inserisca in un sistema di supporto per le famiglie già molto valido, rendendo ancora più qualificato il servizio sanitario del nostro territorio - commenta il vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena Massimo Giusti - "questo progetto dimostra che è possibile rafforzare il sistema del welfare ricercando nuove forme di organizzazione e modalità di intervento".


La qualità della vita del paziente diventa uno dei punti cruciali per migliorare anche le sue condizioni di salute. Partendo da questo presupposto, la casa di accoglienza renderà più confortevole non solo il ricovero del malato, ma anche l'assistenza da parte dei suoi familiari che potranno trovare alloggio in una struttura vicina a dove è avvenuto il ricovero. I ricoveri registrati dall'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena nell'ultimo anno sono stati circa 47.000, 25% dei quali proviene da fuori della provincia di Modena. Scendendo più nel dettaglio, di questi il 60% proviene da fuori regione.
Il progetto della casa di accoglienza si integra con quanto riportato nel Piano Sanitario Nazionale che richiama l'importanza di integrare le reti assistenziali regionali e nazionali predisponendo per i familiari un supporto psicologico e di aiuto concreto in un momento così delicato della loro vita. La nuova struttura sarà rivolta prioritariamente a famigliari di pazienti ricoverati nei reparti di pediatria, oncologia, chirurgia della mano e pazienti in attesa di trapianto, individuati in base al fabbisogno indicato dal Policlinico. Sarà possibile ospitare anche gli stessi pazienti che devono prepararsi ad un intervento con modalità day hospital o le persone dimesse che devono rimanere in città per successivi controlli.


I tempi di realizzazione sono stimati in diciotto mesi. La casa di accoglienza sorgerà nella struttura situata nel parco del Policlinico che attualmente è adibita a circolo ricreativo per i dipendenti. Gli uffici amministrativi e gli spogliatoi saranno spostati in strutture adiacenti alla casa e in prossimità dei campi da tennis. L'idea progettuale è di creare una serie di spazi "amichevoli", in cui i famigliari possano uscire dall'atmosfera del luogo di cura e malattia e riappropriarsi di spazi quotidiani e casalinghi. Al piano terra ci sarà il punto di accoglienza e il soggiorno e due alloggi con un piccolo spazio per la cucina e l'angolo giorno per leggere e guardare la televisione.

 

Al primo piano trovano spazio altri quattro alloggi. Gli otto alloggi avranno una disponibilità di 13 posti letto fino a un massimo di 15. Saranno presenti tre ambienti dotati di servizio per i portatori di handicap e uno esclusivamente dedicato ad un portatore di handicap con gli spazi adeguatamente dimensionati. L'ospitalità non sarà erogata a titolo gratuito, ma verrà richiesta una tariffa giornaliera minima per consentire la sostenibilità dei costi di gestione, grazie anche all' impegno dell'azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena di sostenere i costi di gestione e manutenzione ordinaria della casa.Un gruppo di lavoro congiunto, appena costituitosi tra Comune e Policlinico definirà i criteri e i requisiti per l'individuazione dell'ente gestore.


"Il progetto su cui si è impegnata l'amministrazione comunale ruota attorno all'idea di una città ospitale e di una Sanità di comunità che focalizza l'attenzione sulla qualità di vita del paziente come elemento in grado di incidere positivamente sulle condizioni di salute"- sottolinea Simona Arletti, assessore alle politiche per la Salute del Comune di Modena - "la realizzazione della casa di accoglienza è un servizio in più che, qualifica e migliora ulteriormente il nostro sistema locale sanitario e socio-sanitario. Desidero, inoltre, ringraziare la presidente del circolo ricreativo Usl 16, i soci e l'Arci senza la cui disponibilità il progetto non sarebbe stato possibile".

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"I raggiunti livelli di eccellenza del Policlinico di Modena che vede molte delle sue strutture tra le migliori in Italia fa sì che in questi anni sia progressivamente cresciuto il numero e la richiesta dei ricoveri da fuori Regione" - spiega il dottor Stefano Cencetti, direttore generale dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena - "Questa constatazione che dal punto di vista professionale non può che riempirci di orgoglio, ha come contraltare la consapevolezza che questi pazienti vengono a Modena soprattutto per patologie gravi, che richiedono più lunghi periodi di degenza pre e post intervento, che li strappa spesso dal conforto e dalla vicinanza dei propri cari. L'iniziativa di questa casa accoglienza vuole cogliere due fondamentali obiettivi: da un lato umanizzare le prestazioni sanitarie, come suggerisce la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, e dall'altra concorrere ad alleviare il disagio sopportato da malati e famigliari".

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