Modigliana: inaugurano le "uova d'artista"

Modigliana: inaugurano le "uova d'artista"

MODIGLIANA - L'inaugurazione della quarta edizione della rassegna "Uova d'Artista" a cura di Riccardo Avenali e Sponge ArteContemporanea, si terrà Domenica 12 Aprile alle ore 10,30 presso il Palazzo Comunale di Tredozio (FC). L'idea è quella di creare una collezione di uova, in previsione del futuro Museo delle Uova d'Artista; un museo che non sia semplicemente una raccolta di uova decorate, infatti, la rassegna prevede che l'artista sia libero di poter realizzare un'opera avendo, come input iniziale, un uovo in cotto alto 30 cm. L'uovo, in tal senso, potrà essere utilizzato come supporto pittorico, essere sostituito con altri materiali o addirittura diventare protagonista di una performance. L'idea di creare questo curioso Museo, proprio a Tredozio, nasce dalla volontà di valorizzazione l'antica usanza della battitura delle uova sode che si svolgeva in paese nel giorno di Pasqua e che dal 1964 è rievocata con la Sagra dell'uovo. Nell'edizione 2006 è stato presentato un uovo del maestro Bruno d'Arcevia nella seconda edizione, gli artisti coinvolti furono Giacomo Carnesecchi, Giovanni Gaggia e Davide Dall'Osso mentre l'edizione 2008 ha visto protagonisti Gesine Arps, Luca Caimmi, Veronica Chessa ed Elena Rapa per quest'anno gli artisti selezionati sono Laura Baldini, Domenico Buzzetti e Leeza Hooper

 

"Easter Time!!" l'opera di Laura Baldini, strettamente autobiografica, rivela un recente periodo cupo della sua vita. L'artista sdrammatizza dipingendo l'intera superficie dell'uovo di figure dai colori sgargianti e da un'ironica fisiognomica. L'artista crocifissa, sveglia e sofferente è assistita da conigli mannari, evidente citazione cinematografica. Girando attorno all'uovo vediamo comparire una cartomante che mostra all'artista la carta della morte, la scena è realmente accaduta, nell'ultima seduta di cartomanzia, infatti,  l'artista si è vista mostrare "l'allegra carta".

 

L'uovo è la nascita, l'inizio. E' tutto quello che c'era all'inizio. "Quando ero bambino..." di Domenico Buzzetti è un simulacro di paure e incubi infantili, quegli eventi dell'infanzia che contraddistinguono ciò che saremo da adulti. L'artista ha chiesto ad alcuni amici artisti di confessargli una loro paura o incubo o un evento che ha lasciato un segno nell'infanzia. Ha trasformato le loro confessioni in immagini.

L'uovo è rivestito di un involucro di stoffa nera e immagini cucite insieme. Sotto l'uovo una piccola cassa acustica; l'uovo è trasformato in una cassa di risonanza di terracotta dal particolare riverbero con un'uscita dal foro superiore. Quello che l'uovo suona è un mix di strumenti giocattolo, campioni sonori e sintetizzatori. Le confessioni rimangono tra gli artisti, l'autore e l'uovo. Lo spettatore viene a conoscenza delle paure che Buzzetti ha rappresentato, senza dettagli ne nomi.

 

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Leeza Hooper ricopre il suo uovo di uno strato di silicone ridipinto di nero. Sulla  sommità una scritta, anch'essa nera (ME, NOW, HERE), Non ci sono significati strettamte legati alla simbologia dell'uovo, è un tentativo di sintesi tra arte povera, cultura dello slogan e street art. "La ricerca artistica di Leeza Hooper - scrive Davide W. Pairone nel testo critico di POINT OF VIEW - è un enigma ostico e spesso difficile da digerire. Questo perché non si tratta di una ricerca puramente formale sui mezzi espressivi ma è una riflessione che investe il subconscio della cultura contemporanea..."

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