Monaca di clausura a 52 anni: la storia di Maria Giovanna

Monaca di clausura a 52 anni: la storia di Maria Giovanna

 

FORLI' - Farsi monaca a 52 anni suonati. La forlivese suor Maria Giovanna coronerà la sua adesione totale al Signore alle 15.30 del primo maggio 2008, nella chiesa di San Biagio, nel corso della liturgia eucaristica celebrata dal vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi. La religiosa farà la professione solenne, attorniata e sostenuta, nel passo più importante della sua vita, dalle altre otto religiose che attualmente costituiscono la comunità monastica delle Sorelle Povere di Santa Chiara.

 

Fra queste anche suor Roberta Bruschi, l'ultima clarissa ad aver abbracciato la clausura prima di lei in quel di Forlì. Suor Maria Giovanna, al secolo Giovanna Cereti, cresciuta nella parrocchia francescana di via Ravegnana, è entrata in monastero nell'anno di grazia Duemila, dando un calcio alla sua attività di psicologa proprio al culmine di una carriera inimitabile. "Il bello - dichiara testualmente al telefono - è che non mi mancava assolutamente nulla, né ho mai pensato di aver sbagliato vita. Persino il lavoro che svolgevo mi piaceva immensamente. Semplicemente, mi sono accorta di dover seguire e servire il Signore in maniera completamente diversa".

 

Il rito della consacrazione definitiva, rodato da una prassi che si perde nella storia della cristianità, prevede che la professa pronunci il fatidico sì alla vita monastica inginocchiata davanti alla madre badessa suor Mariafiamma Faberi e mettendo le proprie mani nelle sue. La vigilia della professione sarà identica alle altre giornate di vita scandite dalla Regola di Santa Chiara: preghiera, servizio, lavoro, e ancora preghiera. Il consolidamento della vocazione di suor Giovanna è solo l'ultimo tassello di un mosaico di fede che ha più di 800 anni. Alla fine del XIX secolo le Clarisse si stabiliscono definitivamente nell'attuale sede, contigua alla ricostruita chiesa di San Biagio.

 

Le Sorelle Povere vivono in fraternità la vocazione contemplativa, compiendo a tempo pieno un servizio di lode e di intercessione a favore dell'umanità. Che suor Maria Giovanna e C., fedeli al nome, non siano particolarmente abbienti è fuori di dubbio: fino al 1998, anno di costituzione del comitato cittadino "Amici del Monastero", vivevano in condizioni igienico-ambientali a dir poco indescrivibili. La loro casa presenta tuttora danni e dissesti risalenti all'ultimo conflitto mondiale, quando andò perduta l'attigua chiesa quattrocentesca di San Biagio Vecchia con la favolosa Cappella Feo affrescata dal Melozzo. Poi è partito il miracolo, con l'avvenuta ristrutturazione della foresteria e di buona parte dei tetti.

 

E' notizia di questi giorni l'approvazione, da parte del Consiglio Comunale, della variante urbanistica di ampliamento del monastero: l'auspicio è che sia il preludio al definitivo risanamento del malandato convento. Le prime testimonianze scritte della presenza delle Clarisse a Forlì risalgono al 1256, anno in cui ancora viveva la loro fondatrice Santa Chiara. Dopo vicende alterne, fra cui anche la soppressione napoleonica del 1797, le Sorelle Povere di Santa Chiara hanno trovato stabile dimora presso l'ex convento di San Girolamo, già sede dei Frati Minori Osservanti e oggi detto di San Biagio.

 

Gravemente lesionato dal bombardamento aereo del 10 dicembre 1944, l'edificio è soggetto da alcuni anni ad una ristrutturazione graduale ed estenuante, condizionata dalla cronica carenza di finanziamenti. Le monache sognano anche la costruzione di una piccola chiesa interna, così da rendere accessibile al pubblico la vita di preghiera della comunità, che prevede lodi alle 6.45, santa messa alle 7.15, l'ora sesta alle 12.05, l'ora nona alle 15.20 e il vespro alle 17.30.

 

Le religiose, "fermento dall'interno, segni visibili della presenza misericordiosa di Dio nel mondo", sono inoltre disponibili ad incontrare, individualmente o in gruppo, quanti si avvicinano chiedendo preghiera e sostegno, o desiderano conoscere meglio la spiritualità francescana e clariana.

 

Piero Ghetti

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