Mondaino, al via l'attesissimo Palio de Lo Daino

Mondaino, al via l'attesissimo Palio de Lo Daino

Mondaino, al via l'attesissimo Palio de Lo Daino

MONDAINO - Per il Palio de lo Daino di Mondaino lo start risuonerà giovedì 20 agosto, a partire dalle 18,45 quando "il capitano del Castello di Mondaino accoglierà Sigismondo Malatesta, Signore di Rimini". Sì perché fino al 23 agosto il piccolo borgo malatestiano tornerà indietro di 500 anni, e precisamente al 1459, quando proprio a Mondaino si incontrarono i signori Sigismondo Malatesta e Federico da Montefeltro per sancire un lungo periodo di pace.

 

 Il Palio de lo Daino rappresenta questo momento di festa nel quale le contrade di Borgo, Castello, San Biagio e Montebello si sfidano nel gioco del palio per aggiudicarsi l'ambito titolo. Il gioco, in programma nella giornata di domenica, è diviso in due parti. La prima è la "corsa delle oche" a cui segue il torneo vero e proprio: una sorta di "quattro cantoni" in cui ogni volta viene escluso un giocatore.

 

 Ma non solo. Artigiani, gruppi di ricostruzioni storiche, artisti, sbandieratori, giullari, musici, predicatori, alchimisti, giocolieri, funamboli per le vie e le piazze del castello rapiranno gli intervenuti riportandoli alla gaiezza dei dì di festa. Anche quest'anno, inoltre, saranno diverse le novità in grado di stupire il pubblico, alcune delle quali vedranno protagoniste le figure femminili.

 

 A rappresentare il lato più oscuro del Rinascimento verrà ricreato un vero e proprio "Processo alle streghe". Dopo essere state inseguite e torturate, le malcapitate verranno sottoposte al tribunale dell'inquisizione. Al verdetto seguirà la condanna a morte e la sepoltura ad opera della Confraternita della Buona Morte. Uno spezzato di vita rinascimentale che recupera delle componenti fondamentali dell'epoca. Le confraternite erano delle associazioni parareligiose finanziate da benestanti, che prestavano vari servizi alla popolazione in difficoltà. La Confraternita della Buona Morte garantiva alle persone meno abbienti di avere una degna sepoltura.

 

 Anche nell'ospitale per la cura de li malati, oramai divenuto un classico della ricostruzione mondainese, si rappresenteranno nuovi metodi. I medici presenti daranno informazioni sui metodi contraccettivi dell'epoca, passando per rimedi esoterici del tutto infondati e inutili, che spesso si rivelavano delle vere e proprie torture per le donne, a soluzioni meccaniche più sensate ed efficaci... Il solo metodo contraccettivo corretto, all'epoca, era basato su tamponi di cotone o lana da inserire fino all'imboccatura dell'utero, una sorta di "spugna anticoncezionale". In altri casi invece i rimedi erano un po' più fantasiosi: si passava dall'uso dell'olio d'oliva all'accovacciarsi dopo il rapporto e starnutire, per espellere il seme. Per non parlare poi di veri e proprie superstizioni, come amuleti fabbricati con il cerume di mulo.

 

Ci sono dunque tante curiosità e tante cose da imparare al Palio, che conta oltre 350 tra figuranti, artigiani, artisti: tutti impegnati nella fedele ricostruzione di quei lontani anni del Rinascimento. Ad allietare i visitatori - che ogni anno affollano numerosi le vie del borgo - anche gli spettacoli che riproporranno il gusto che fu di far festa per le vie del castello. Sempre suggestivo il "Corteo de lo castello di Mondaino", con nobili, milizia e popolo che porgono gli onori a Sigismondo Malatesta.

 

Tornano inoltre in Piazza Maggiore i trampoli con il "Teatro del ramino", uno show visibile anche da lontano. La piazza mondainese, anfiteatro per eccellenza, accoglierà la compagnia del Teatro del Ramino di Ascoli Piceno che proporrà due spettacoli alternandoli per le quattro serate.  Nella serata di giovedì andrà in scena Virtus e Luxuria. Le rappresentazioni affondano le loro radici nelle saghe e nelle leggende narrate da generazioni e generazioni di vecchi saggi, riuscendo a trasmettere al pubblico le emozioni di avventure, lontane nel tempo e nello spazio. Il fuoco, le acrobazie sui trampoli, i giochi pirotecnici, le luci e le musiche, abilmente inserite nel canovaccio della storia raccontata: sono questi gli elementi evocativi che, insieme ad una scenografia particolarmente curata, caratterizzano le rappresentazioni del Teatro del Ramino.

 

E poi ancora, da non perdere il "Cacciar co li falconi et li levrieri", falconiere Gianluca Barone di Siena. Particolarmente impressionante "L'addestramento de la milizia de lo castello. Pugnale et Spada de Arimino et Città de lo Grifo de Arzignano": le associazioni, entrambe membri del C.E.R.S. (Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche) fanno rivivere contesti di vita quotidiana, civile e militare, di "compagnie di ventura" italiane virtualmente attive nella seconda metà del XV secolo.

 

Daranno dimostrazione di scherma rinascimentale e di combattimenti militari, mentre all'interno della Torre Portaia recentemente restaurata, l'Associazione storica Città del Grifo di Arzignano (Vi) ricreerà scene di vita e spiegherà agli intervenuti il funzionamento delle varie armi e l'attività della guardia al tempo dei Malatesta.  Non mancheranno li giullari (Stefano Corrina e Sandro Carpini), Messer meraviglia funambolo (Andrea Loreni), lo giullar cortese (Gianluca Foresi) e il maestro di cerimonia.

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