Mondaino: prima residenza creativa all'Arboreto

Mondaino: prima residenza creativa all'Arboreto

RIMINI - Prima residenza creativa all'Arboreto - Teatro Dimora di Mondaino per l'anno 2010. Dal 21 al 24 gennaio è in programma


L'arco senza corda, residenza creativa per la produzione del progetto di Simona Bertozzi, Giulia Bonaldi, Luciano Bosi, Carlo Cerri, Roberto De Lellis , in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Dimora - L'Arboreto di Mondaino, Fondazione Nazionale della Danza di Reggio Emilia.


"L'idea iniziale di questo spettacolo - spiega il produttore Roberto de Lellis - è nata, come spesso accade, da una "chimica dei sentimenti". Da tempo seguo l'attività di Luciano Bosi e la sua straordinaria collezione di strumenti a percussione. In tempi più recenti ho scoperto il lavoro di Simona Bertozzi, che ho amato immediatamente.   L'intuizione è stata quella di farli incontrare.


Entrambi, consapevolmente o inconsapevolmente, hanno strutturato un'approfondita ricerca su alcuni elementi originari della cultura umana. Per Luciano Bosi questo approdo era, per così dire, naturale: mettere assieme 2.600 strumenti a percussione, provenienti da ogni parte del mondo, lo ha portato a interrogarsi sulla genesi degli oggetti, il loro uso iniziale, la loro storia. Simona Bertozzi è arrivata alla maestria nell'uso del corpo attraverso un progressivo abbandono delle tecniche accademiche: un processo di sottrazione che l'avvicina sorprendentemente ad alcuni grandi interpreti grotowskiani più che ai danzatori contemporanei, e che le ha fatto raggiungere un'espressività primitiva e organica.
L'accostamento e l'incontro di queste due identità mi è sembrato dunque necessario, per loro e per me. Anche nel mio caso, infatti, questo progetto è un ritorno alle origini, un modo per riprendere il filo di un discorso mai interrotto con i maestri che mi hanno spinto a fare questo mestiere: Grotowski e Barba."

I primi incontri tra Luciano Bosi e Simona Bertozzi sono iniziati nel mese di marzo 2009. In questa fase si è proceduto a una lunga esplorazione degli strumenti che appartengono alla collezione di Bosi. Ci si è accorti subito che la "percussione" è un concetto assai più ampio di quello che abitualmente adoperiamo. Non si percuotono solo le pelli o i legni, ma anche l'acqua e l'aria e quasi tutti gli elementi naturali che osserviamo e manipoliamo. Gli strumenti a percussione sono gli unici che possiamo rintracciare in qualsiasi cultura e dunque sono "popolari"per antonomasia: tutti li conoscono, molti possono suonarli. Non è un caso che il primo approccio con la musica, nell'infanzia, sia con gli strumenti a percussione: questo li rende naturalmente "originari" e istintivi. La ricerca ritmica e coreografica è partita dall'ascolto di alcuni oggetti musicali, dalla scoperta della loro identità sonora, che ha evidenziato le pulsazioni arcaiche e a volte alchemiche di ciascuno di essi. In questo primo viaggio esplorativo si è approdati a una semplice ma trascurata rivelazione: esiste una ritualità espressiva e ritmica, musicale e gestuale che è assai più ampia dell'universale e omologante 4/4, imposto dal "brodo" sonoro e mediatico della "società dei consumatori".
Da questo punto e da questa convinzione è partito il lavoro fisico e coreografico di Simona Bertozzi. Nella ricerca espressiva si è evitato con cura di "mimare " il suono e il ritmo. Danza e movimento hanno aperto nuove prospettive sull'aspetto "invisibile" e nascosto delle origini del gesto, sulla forza e la delicatezza, sulla corporeità delle sensazioni.
In questo percorso d'indagine la pratica del contrappunto fra l'elemento coreografico e musicale non ha reso contraddittorio ma ha fatto coesistere il segno musicale e quello corporeo, nel tentativo di farne emergere i silenzi, i sintomi sottostanti, imprimendo lacerazioni ritmiche e organiche all'ossatura dell'evento scenico.


La residenza si conclude con la presentazione domenica 24 gennaio alle ore 16 (ingresso libero) della prova aperta dello spettacolo L'arco senza corda
ovvero il suono e la danza invisibili,
un progetto di
Simona Bertozzi, Giulia Bonaldi, Luciano Bosi, Carlo Cerri e Roberto De Lellis
in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione, L'Arboreto di Mondaino, Fondazione Nazionale della Danza di Reggio Emilia
, con Simona Bertozzi
 (coreografia e danza) e Luciano Bosi (composizione musicale e percussioni). Le scene ed i costumi sono di Giulia Bonaldi, le luci di Carlo Cerri
, il suono di Roberto Passuti
 e la produzione di Roberto De Lellis

Per informazioni ci si può rivolgere alla sede organizzativa di Rimini, in vicolo Gomma, 8 tel. e fax 0541/25777 - e-mail info@arboreto.org o visitare il sito www.arboreto.org

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