Montefiore Conca: dialetto d'autore al Teatro Malatesta

Montefiore Conca: dialetto d'autore al Teatro Malatesta

MONTEFIORE CONCA - Prosegue Dialetto d'Autore, progetto sul dialetto romagnolo, che si sviluppa grazie alla collaborazione fra Città Teatro (associazione delle compagnie teatrali Serraglio, Maan, Attimatti) e il Premio Riccione per il Teatro e che si snoda in diversi teatri della Provincia di Rimini (Teatro del Mare di Riccione, Teatro Cor.Te di Coriano, Teatro Malatesta di Montefiore) con il sostegno del Comune di Riccione, della Provincia di Rimini e della Regione Emilia Romagna.

 

Domenica 31 gennaio ore 17.00 al Teatro Malatesta di Montefiore Conca nell'ambito della rassegna Ammazziamo la Domenica, Loris Pellegrini, coadiuvato dalle voci di Francesca Airaudo, Giorgia Penzo e Mirco Gennari, presenterà la conferenza-spettacolo LE LINGUE DI FEDERICO, conducendo il pubblico in un viaggio sonoro nell'universo linguistico di Federico Fellini, tra lingua colta e dialetti popolari, tra modi di dire divenuti proverbiali e icone parlanti dei suoi film più noti.

 

"L'idea è nata da una conferenza su Fellini e Rimini da me tenuta a Barcellona qualche anno fa -spiega Pellegrini - . Mentro ero lì che tentavo di spiegare alcuni passaggi, alcune battute in dialetto romagnolo di 8 e 1/2, mi sono accorto che non solo non capivano niente gli spagnoli, e va bene, ma nemmeno gli italiani presenti! Del resto, chi - tranne i romagnoli, e non tutti... - ha mai veramente capito cosa urla la suorina allo zio Teo per farlo scendere dall'albero, in Amarcord, o cosa sussurrano le donne che pedalano all'inizio di Roma? Così mi sono incuriosito, ho investigato ed ho scoperto che Fellini usa spesso il dialetto, e non solo quello romagnolo, in molti dei suoi film, e quasi sempre con intenti più emotivi che razionali, più intesi a evocare che spiegare. Il veneziano in Casanova, ad esempio, il "romanesco" in Roma, e perfino linguaggi sconosciuti o dimenticati, come nel Satyricon. E come qualche anno fa, quando si usavano le "interviste impossibili" a personaggi scomparsi che non potevano concedere un'intervista "vera", ho pensato di farne una "finta" al Maestro, chiedendogli spiegazioni su queste lingue "altre" e chiamando in causa anche alcuni dei suoi personaggi. Conoscendo il suo gusto per la beffa e l'inganno, sono certo che l'idea gli sarebbe piaciuta. "Sono un gran bugiardo", diceva..."

 

L' ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili (per motivi scenici la capienza sarà limitata)

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