Morciano: sportine ecologiche per chi effettuerà compere nel 'Centro commerciale naturale' della Valconca

Morciano: sportine ecologiche per chi effettuerà compere nel 'Centro commerciale naturale' della Valconca

RIMINI - Il sindaco di Morciano, Claudio Battazza immagina una città vocata al commercio ed attenta all'ambiente; in occasione del prossimo incontro con le categorie economiche morcianesi proporrà l'introduzione nei negozi dei sacchetti ecologici al posto degli attuali shoppers in plastica.

 

L'intenzione del primo cittadino e del consigliere con delega all'Ambiente, Cesare Maria Cesarotti è quella di introdurre entro l'anno un'ordinanza che vieti agli esercizi commerciali stabili o itineranti l'utilizzo di sacchetti in polietilene per l'asporto delle merci. I sacchetti in plastica dovranno essere eliminati e progressivamente sostituiti con sacchetti biodegradabili che potranno essere in carta, cellulosa, mater-bi, canapa o comunque da materiali vegetali (con solo mezzo chilo di mais si possono produrre 100 bio shoppers).

 

Le buste in plastica se disperse in ambiente rischiano di essere seriamente pericolose per la vita di numerosissime specie di animali; una pericolosità che si protrae nel tempo, basti pensare che un sacchetto tradizionale impiega oltre 400 anni per distruggersi, mentre i bio shoppers solo alcuni mesi. Va inoltre considerato il grande impatto ambientale nella produzione stessa dei sacchetti, solo in Italia sono 300mila le tonnellate di buste in plastica tradizionale prodotte all'anno, l'equivalente di 430mila tonnellate di petrolio con l'emissione in atmosfera di circa 200mila tonnellate di CO2.

 

Il sacchetto di plastica secondo una direttiva della Comunità Europea sarebbe dovuto sparire dagli esercizi pubblici a partire dal 1 gennaio 2010. La norma europea EN 13432 "Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione", adottata anche in Italia con la "Finanziaria 2007", definisce le caratteristiche che un materiale deve possedere per poter essere definito "compostabile". Tuttavia, grazie al decreto 'milleproroghe' approvato dal consiglio dei ministri, questa data viene spostata al 1° gennaio del 2011.

 

La scelta di eliminare il sacchetto di plastica attualmente è lasciata alla coscienza ecologica delle singole amministrazioni locali. Nel mondo, nel frattempo sono già tanti gli stati o le singole città che si sono già mosse in direzione della tutela dell'ambiente, eliminando gli shoppers da negozi e catene commerciali. Si va dalla Cina, dove il divieto di usare i sacchetti di plastica esiste già da un anno ed il conto del risparmio energetico è davvero positivo: 1,6 milioni di tonnellate di petrolio risparmiate e 40 miliardi di sacchetti non utilizzati, all'Australia meridionale; dal Bangladesh che dal 2002 ha vietato l'utilizzo dei sacchetti in polietilene nella capitale Dhaka al Rwanda, dal Kenya alla Tanzania, passando per l'Irlanda, Francia o il Belgio, la Svizzera, la Danimarca e la Germania dove sono state introdotte mini-tasse sulle buste in plastica.

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