Morte tifoso, si era creata 'situazione critica'

Morte tifoso, si era creata 'situazione critica'

E’ rimasto investito perché si era creata “una situazione critica”. Prosegue il lavoro degli inquirenti per far luce sulla morte dell’ultras del Parma, Matteo Bagnaresi, deceduto domenica mattina nell'area di servizio Crocetta Nord dell’autostrada A21 Piacenza – Torino dopo esser stato travolto da un autobus di tifosi juventini. Per la morte del giovane è indagato l’autista del pullman, Siro Spoldi, con l’accusa di omicidio colposo. Tuttavia la sua posizione “potrebbe alleggerirsi” come ha dichiarato il pubblico ministero di Asti, Massimo Casucci.

Intanto è stato confermato che le forze dell’ordine non hanno sequestrato armi. L’unica traccia al momento che potrebbe ricondurre ad un’ipotetica aggressione dell’autobus dei tifosi juventini è rappresentata dai frammenti di una bottiglia di vetro che si trovava sull’asfalto. Secondo alcune testimonianze raccolte dagli inquirenti, l’autista del bus avrebbe messo in moto il mezzo per evitare che si venisse a creare una situazione di pericolo per i passeggeri.

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A dar man forte all’ipotesi di una situazione critica il fatto che alcuni tifosi bianconeri non erano ancora riusciti a salire sul pullman in quanto ancora nei bagni dell’area di servizio. Importanti risposte potrebbero arrivare dalle telecamere del circuito interno del bar e della stazione di servizio. Il pullman dei tifosi juventini, ora sotto sequestro, presenta diverse ammaccature sulla carrozzeria. Cocci di bottiglia sarebbero stati anche trovati sul predellino del pullman.

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