Morti sulle due ruote, è polemica. L'Asaps accusata di sensazionalismo

Morti sulle due ruote, è polemica. L'Asaps accusata di sensazionalismo

Morti sulle due ruote, è polemica. L'Asaps accusata di sensazionalismo

FORLI' - I dati Asaps sulla mortalità fra i motociclisti e i ciclomotoristi diffusi nei giorni scorsi hanno colto nel segno. Una lettera di un concessionario di una nota casa motociclistica giapponese, che ha accusato l'Asaps di 'sensazionalismo', ha scatenato la reazione di Giordano Biserni. "Questa persona - dice Biserni - dimostra un certo coraggio nell'avventurarsi su un terreno per lui infido, criticando un'associazione che non deve vendere niente e difende l'unico interesse della sicurezza stradale".

 

"Prendersela con l'Asaps - dice - che fornisce dati sui quali si deve riflettere è come prendersela col calendario che tiene la conta dei giorni che passano".

 

"Allora vediamo da dove nasce l'accusa di sensazionalismo che ci viene mossa. Noi abbiamo fatto - come dire - una botta di conti e abbiamo accertato che in 10 anni dal 1998 al 2008 sulle strade italiane hanno perso la vita 14.293 motociclisti e ciclomotoristi, mentre 860.520 sono rimasti feriti. Alcune decine di migliaia in modo irreversibile con amputazioni e paraplegie. I risultati di una guerra. Paradossalmente con un significativo danno anche per i produttori e rivenditori di moto, oltre che per gli stessi motociclisti (e le loro famiglie)".

 

"Abbiamo scritto che nel 2000 le vittime fra i dueruotisti erano il 21%, nel 2008 sfiorano il 30% del totale. Con l'attuale trend che vede fortunatamente un calo generale delle vittime della strada, la percentuale dei morti fra i motociclisti e ciclomotoristi entro il 2020 potrebbe toccare e superare il 50% delle vittime. Eppure il parco delle due ruote si ferma poco sopra al 20% del parco totale veicoli, le percorrenze medie sono infinitesime rispetto ai km totali percorsi dal resto dei veicoli, auto, pullman e camion. Secondo gli esperti in Europa non si va oltre il 3% dei km complessivi percorsi. Il concessionario non ha scalfito uno solo di questi elementi valutativi".

 

"La scorsa primavera avevamo finalmente visto un calo delle vittime fra i dueruotisti negli incidenti del fine settimana. Fino alla fine di aprile eravamo a -25%. Ma noi dell'Asaps, che seguiamo il fenomeno con attenzione, sapevamo che tutto il merito - si fa per dire - era del maltempo che aveva imperversato e che aveva ridotto le escursioni. Appena è arrivato giugno abbiamo contato numeri da brivido con 27 e 21 motociclisti morti in due fine settimana. E il segno meno è subito sparito. Ad ottobre siamo a pareggio".

 

"La nostra stessa provincia - continua Biserni - paga un prezzo elevatissimo di vittime fra i dueruotisti. Dall'inizio dell'anno abbiamo contato 35 morti della strada fra i quali 14 motociclisti, 6 pedoni, 7 ciclisti, 8 conducenti o trasportati in auto. Addirittura nei mesi di luglio e agosto su 12 vittime, i motociclisti sono stati 7. Certo è ovvio che le colpe non sono sempre e solo dei motociclisti, la responsabilità degli automobilisti spesso quantomeno concorre. Vero. E allora? Non ci consola più di tanto sapere di chi è la colpa. I conducenti delle auto spesso sono anziani (un aspetto destinato a incidere nel futuro), poco reattivi, un motivo in più per essere prudenti".

 

"Anche le strade, lo abbiamo detto, non perdonano - dice ancora il presidente dell'Asaps di Forlì - rimangono sempre le stesse, anzi peggiorano. Buche, avvallamenti, guard rail micidiali come affettatrici, vie di fuga occupate da cartelli stradali. Insomma un costante contributo a farsi molto male. E i motociclisti sono le prime vittime designate in queste condizioni. Però visto che il concessionario scansa l'argomento (ovvio, lui vende moto prestazionali) perché non parliamo della potenza di questi veicoli che ogni anno vedono aggiungere cavalli ed eliminare chili? Che in prima marcia (sic!) fanno i 130, che da 0 a 100 vanno in 4 secondi, che raggiungono e superano i 300 km/h. Ma non sempre sono guidate da dei Valentino Rossi, bensì da normali amanti della moto? E' un argomento che scotta, che dà fastidio, però noi vogliamo parlare anche di questo. Non si può permettere che alcune statali appenniniche diventino simulacri di piste e che la gente dei paesi il sabato e la domenica debba tenere i bambini in casa per la paura o che gli automobilisti evitino le loro gite per l'angoscia di uno scontro micidiale".

 

"Serve una cultura del rispetto delle regole, valida per tutti, serve informazione seria, servono controlli puntuali su strada. Sono troppi i lenzuoli bianchi stesi sui motociclisti, qualcuno deve denunciarlo, deve dirlo con dati di fatto e incontrovertibili, altro che sensazionalismo! Allora qualcuno di fronte ai sacrosanti dati forniti dall'Asaps rifletta bene prima di parlare. 1.380 morti in un anno, 14.293 in 10 anni sono numeri da tragedia. L'esempio fatto dal concessionario di moto, del pericolo dei coltelli da cucina e gli incidenti ai cercatori di funghi se non fosse penoso sarebbe persino umoristico. Probabilmente il concessionario crede di cavarsela, come molti, solo con un applauso e con un coro di moto accelerate che salutano il feretro di un amico davanti a una chiesa durante il suo funerale. No non basta. Non basta alle famiglie di questi ragazzi, non basta all'opinione pubblica. Se ne faccia una ragione"

Commenti (7)

  • Avatar anonimo di alessandro spada
    alessandro spada

    Concordo totalmente con quanto scritto dal dott. Minelli e lo ringrazio convintamente per il suo preziosissimo contributo d'analisi. Grazie davvero, è importante far riflettere chi da troppi anni straparla senza essersi mai tolto i paraocchi. Alessandro Spada cons. com. Pdl Forlì

  • Avatar anonimo di Regione Emilia-Romagna
    Regione Emilia-Romagna

    Altrochè sensazionalismo, in realtà i dati ASAPS sono persino sottostimati. Noi che siamo l'unica fonte ufficiale (filiera dati Istat) abbiamo in genere numeri doppi rispetto a quelli di Asaps, in quanto loro raccolgono solo gli incidenti rilevati dalla Polstrada e parte di quelli dei Carabinieri. Purtroppo alcuni commenti dimostrano quanto poco diffusa sia la consapevolezza circa le reali dimensioni del fenomeno incidentale in italia. Tutti hanno paura ad uscire di casa la sera per pochi delitti all'anno, mentre nessuno si preoccupa a fronte di centinaia di migliaia di feriti all'anno sulle strade.

  • Avatar anonimo di LorenzoB
    LorenzoB

    @Mar.Sol. A parte che l'Asaps ha scritto per prima le inchieste sui guardrail, fin dal 1999... Quali sarebbero le fonti che alimentano le tue convinzioni? No, perché così ci fai capire a tutti qual'è la fame che uccide noi motociclisti in Italia e, del resto, in gran parte del mondo... Andate a leggerle le statistiche, dai...

  • Avatar anonimo di Mar.Sol.
    Mar.Sol.

    I dati snocciolati dall'ASAPS sono come dire in Africa: - "ogni anno muoiono migliaia di bambini e di persone perchè non mangiano, ma senza spiegare perchè ciò accade, quasi facendo apparire coloro che non si nutrono lo facciano per disinteresse e mancanza di voglia di procurarselo, e non evidenziando il fatto che il cibo per costoro non c'è, non esiste!!!" Allo stesso modo l'ASAPS dice che i motociclisti muoiono solo ed esclusivamente per colpa propria, e quando accade per altri motivi quali incuria delle strade e vittime di incidenti subiti e non creati, non ha interesse, è colpa propria!! Peccato che la percentuale in cui i motociclisti vittime di altri e della incuranza della manutenzione stradale siano la percentuale assolutamente ed indiscutibilmente maggiore, molto oltre i 2/3 son vittime che subiscono!!!

  • Avatar anonimo di LorenzoB
    LorenzoB

    bandito!!! Si vede che sei uno intelligente te! le chiacchiere le fai tu, campate in aria! Ti sembra sensazionalistico parlare di14.293 morti in dieci anni? Ma vai su per il Muraglione, ogni curva c'è una croce e vergonati! Il solito grigio oblio è per tutti quei ragazzi morti, sterminati da velocità, infrastrutture da terzo mondo e dall'indifferenza di quelli come te. Ma da uno che si firma bandito, che ti vuoi aspettare...

  • Avatar anonimo di Teolo
    Teolo

    Io sono uno di quelli che vanno pazzi per ( muraglione campigna e compagnia bella ) ... Ma non vado per sfidare nessuno ... vado perchè mi piace pennellare le curve cercanco di divertirmi in totale sicurezza ... certo è che per colpa di certa gente ci finiamo in mezzo tutti ... Tantissime volte ti vedi arrivare contro mano il deficente di turno con il ginocchio a terra a velocità folli ... e poi se lo mandi a quel paese ti rincorre per darti del codardo ... Ci vogliono più controlli è semplicissimo, non serve a niente la pattuglia in paese e poi nei tratti più pericolosi e giudati non c'è mai nessuno!! CONTROLLI A TAPPETO!!! cosa serve fermare le moto per controllare lo scarico e i documenti?? solo a fare multe e fare odiare le FDO , meno multe per cose futili ma più controlli e multe SALATISSIME per chi corre come un folle e scambia i tornati di montagna per una pista.

  • Avatar anonimo di Davide3
    Davide3

    L'asaps snocciola dati incontrovertibili che lasciano senza parole venditori e motociclisti pazzi. 1380 morti in 1 anno, 14.293 in 10 anni... neanche la guerra in iraq fa questi numeri! eppure niente, a noi va bene, anzi le vittime in oggetto addirittura si scagliano contro i dati e l'associazione. Difronte ai dati, che non possono essere smentiti, non avendo ragioni si riducono a balbettare le solite cavolate perdendo di vista l'obbietivo. A certo motociclisti interessa solo la moto, tutto il resto viene molto dopo, loro vogliono andare al massimo nel circuito di casa (muraglione e campigna) del resto non gliene frega nulla. I morti? beh si muore anche stando seduti in casa. Ovviamente si scagliano contro tutto ciò che non permetta loro di mantenere lo "stile di vita" sopra descritto, quindi contro gli autovelox, contro i poliziotti che gli rompono le scatole ecc.. ma che vadano a dare la caccia ai mafiosi! Con questo modo di pensare purtroppo continueranno a morirne molti e, purtroppo, anche coloro che ci si scontreranno. I numeri sono reali, nudi e crudi, incontrovertibili, per questo fanno male, bruciano, non si hanno argomenti e quindi le si tacciano come "senzazionalistiche".

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