Morto dopo l'arresto, i familiari diffondono le foto choc

Morto dopo l'arresto, i familiari diffondono le foto choc

ROMA - Invocano la verità i familiari di Stefano Cucchi, il detenuto romano di 31 anni deceduto giovedì scorso nel reparto detentivo dell'ospedale Sandro Pertini dopo esser stato arrestato il 16 ottobre perché trovato in possesso di 20 grammi di stupefacenti presso il parco degli Acquedotti. Per sollecitare l'opinione pubblica, il padre Giovanni e la sorella Ilaria hanno distribuito le foto del corpo di Stefano scattate dall'agenzia funebre dopo l'autopsia.

 

Si vede un corpo estremamente esile (dai 43 chili del fermo è passato ai 37), con il volto deturpato, l'occhio destro rientrato nell'orbita, l'arcata sopraccigliare sinistra gonfia e la mascella destra con un solco verticale, segno di una frattura. Al momento è stata aperta un'inchiesta d'ufficio. Il legale della famiglia, Fabio Anselmo, ha spiegato che "l'atto di morte è stato acquisito dal pm, per cui non abbiamo in mano nulla se non queste foto e un appunto del nostro medico legale".

 

Dal quale si evince che "sul corpo non sono stati riscontrati traumi lesivi che possano aver causato la morte, ma escoriazioni, ecchimosi e presenza di sangue nella vescica. Aspettiamo gli esiti dell'esame istologico". L'avvocato, poi, ha precisato che "noi non accusiamo nessuno. Stefano è uscito di casa in perfette condizioni di salute e non è più tornato".

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