Muraglione, il presidente di Asaps Biserni: ''La strada non ha nulla a che vedere con la pista''

Muraglione, il presidente di Asaps Biserni: ''La strada non ha nulla a che vedere con la pista''

Muraglione, il presidente di Asaps Biserni: ''La strada non ha nulla a che vedere con la pista''

FORLI' - "Il caso Muraglione faccia riflettere gli appassionati di motociclismo e le autorità". E' l'appello che Giordano Biserni, Presidente Asaps, l'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale, lancia attraverso RomagnaOggi.it dopo la striscia di sangue su quell'asfalto noto anche come il ‘tempio dei motociclisti' con due vittime in meno di 24 ore. "Il numero complessivo delle vittime sui veicoli a due ruote è impressionante", ha affermato Biserni.

 

>SONDAGGIO: MURAGLIONE, COSA FARE?

 

"Oltre 14.000 morti e 860.000 feriti negli ultimi 10 anni, sono numeri drammatici - ha chiosato -. Lasciatemi dire che neppure le truppe americane in Iraq e Afganistan hanno contato in questo decennio tante vittime e feriti. Ormai è più pericoloso per un motociclista viaggiare lungo i passi del Muraglione, Cisa, Calla, Futa che per un soldato americano girare in divisa per Bagdad".


Fino ad aprile l'Osservatorio il Centauro-Asaps aveva registrato un calo della mortalità dei motociclisti, nei fine settimana, del 30% rispetto lo scorso anno. "Ma noi sapevamo che non c'era molto da stare tranquilli - ha chiarito il presidente di Asaps - perché il merito era stato dell'inverno molto lungo e dei fine settimana sempre con pioggia. E' bastato un mezzo weekend col sole (la scorsa domenica è piovuto, ndr) per ribaltare la situazione con ben 13 morti fra i motociclisti. Si può continuare in questo modo?".

 

"E' possibile che la SS67, magari per colpa di pochi, diventi una statale ansiogena per le persone tranquille, per gli abitanti di Dovadola, Rocca San Casciano, Portico e San Benedetto? E ora che ci poniamo molte domande sullo stato delle nostre strade ormai veramente ai limiti, con buche, vie d'uscita occupate da segnali, guard rail taglienti come rasoi", ha evidenziato Biserni.

 

Dito puntato anche contro le moto, sempre più con potenze da pista: "In prima fanno i 130 km/h, da 0 a 100 vanno in meno di 4 secondi, raggiungono velocità anche di 300 km/h - ha affermato il presidente di Asaps -. Ogni anno i modelli in vendita hanno un cilindrata in più e un chilogrammo in meno di peso. Ma alla guida non c'è Valentino Rossi, spesso ci sono dei semplici e comuni signori Rossi, appassionati di moto, ma con l'accettazione di una soglia del rischio troppo elevata. Poi la strada non ha nulla a che vedere con la pista, paradossalmente il posto più sicuro al mondo per i conducenti".


Per Biserni, citando i dati dell'inchiesta ‘Mal di Moto', "il problema è globale e generale. Una generazione intera sta pagando costi incredibili con vite perdute e invalidità permanenti che determinano costi sbalorditivi per la sanità. Che paghiamo poi tutti". Per metter fine alla mattanza, si potrebbe rafforzare la sicurezza sulle strade. Questa l'opinione di Biserni: "Dobbiamo pretendere che le autorità adottino iniziative adeguate per la messa in sicurezza della SS 67".


"Già oggi l'indebolimento, al limite dell'esistenza, del Distaccamento Polizia Stradale di Rocca San Casciano, fa pagare un ticket notevole alla sinistrosità grave di questa nostra importante strada. Non si devono attendere altre tragedie - ha aggiunto -. Si deve intervenire subito per la messa in sicurezza del nostro corridoio toscano-romagnolo. Si deve pretendere la rimessa in organico della Stradale di Rocca San Casciano, si deve procedere alla installazione di sistemi di controllo elettronico della velocità, autovelox, telelaser col supporto delle varie forze di polizia statale e locale del territorio".

 

Per il presidente di Asaps occorre "un intervento immediato per la sistemazione dei punti critici e pericolosi della statale leopoldina. Si può continuare all'infinito con il ritornello: agenti non ce ne sono, soldi per sistemare le strade non ce ne sono e intanto conteggiare numeri da mattanza con costi sociali da manovra finanziaria?".


Biserni chiude il suo intervento con un appello: "Ora anche le famiglie dicano la loro, anche gli amici dei motociclisti "caduti" sulle nostre statali devono, tutti insieme, contribuire ad esigere un modello diverso di educazione stradale e formazione. Con comportamenti maturi. No, non basta uno schieramento di motociclisti fuori della Chiesa, che salutano un amico deceduto con  una accelerazione, un rombo di cordoglio e ricordo. No non può bastare. Il rombo non potrà mai coprire le responsabilità che sono di tanti".

Commenti (8)

  • Avatar anonimo di il vichingo
    il vichingo

    Mi rendo conto che sarebbe un controsenso, ma il problema si risoverebbe mettendo nelle zone piu pericolose dei dissuasori (i dossetti di gomma) ben segnalati in modo che la strada diventi quasi impossibile da "tirare". Non credo che pattuglie e autovelox servano a niente, se non a portare qualche soldo ai comuni anche perchè la strada è veramente lunga. Sono un motociclista anche io (chopper) e mi rendo conto che muraglione e colla sono diventati circuiti aperti. Un conto è farsi un giro, un altro è cronometrare quanto ci si mette a prendere un caffè sul muraglione....

  • Avatar anonimo di Piirpa
    Piirpa

    In moto il polso deve essere sempre collegato al cervello perchè quando vai in terra ai 50 all'ora come ai 100 l'asfalto è sempre duro uguale.... Se volete capire e quanti e quali sono i pericoli che si trovano per strada cominciate a girare in pista....io sono caduto sia in pista che in strada per fortuna mai senza grosse conseguenze....e da quando giro in pista sui passi più famosi non ci vado quasi più!!! Tutto il resto sono chiacchiere....provate a mettere il sedere per terra e, se po potrete racontare, vedrete che sarete molto più prudenti!!

  • Avatar anonimo di Ronnie
    Ronnie

    Finiamola lì. E' evidente (come da sondaggio) che la maggior parte delle responsabilità è dei motociclisti imprudenti. Le chiacchiere stanno a zero. Cosa c'entra chiamare in causa l'ASAPS sulla parte operativa? Qui l'unica cosa da fare è bastonare chi va a farsi un giro o più a settimana ... parlando bene e razzolando male...

  • Avatar anonimo di AC
    AC

    Dal politicamente corretto (ma falso) agli insulti. Per cosa? Per argomentazione perfettamente centrate da parte mia a questo punto. SEI NERVOSO? Leggo su tuoi altri commenti che ti fai il Muraglione in pausa pranzo 2-3 volte a settimana e vedo che ci tieni molto alla tua Suzuki Bandit .... appunto sei un Holingan su due ruote ... Vedi di non finire su mio cofano visto che io quella strada la devo fare per necesstità più volte al giorno....

  • Avatar anonimo di AC
    AC

    ... aggiungo, per non essere frainteso, che è giusto battersi per avere strade migliori e più sicure. Quello che non condivido assolutamente è che questa giusta causa sia patrocinata da chi (i motociclisti della domenica) porta in campo argomentazioni che sono infinitamente risibili rispetto all'enormità dei danni che comporta PRINCIPALMENTE non guidare con coscienza.

  • Avatar anonimo di AC
    AC

    Penso che l'intervento di Davide3 sia una sintesi perfetta. Chiedo scusa se il mio intervento è sembrato offensivo. Ma non è certo fuori luogo. Quali "incresciose situazioni". La buca? I guardrail? Allora se la mettiamo così ti dico "e il mio sportello e il mio cristallo posteriore?" Guarda non se ne può più di sti deficenti col casco. Se poi fra loro c'è qualcuno con anche la testa dentro al casco ebbene... si scagli contro i colleghi deficienti e non si aspetti che coi soldi pubblici la priorità sia sistemare il parco divertimenti dei motociclisti.

  • Avatar anonimo di Davide3
    Davide3

    @Bandito: forse non hai ben compreso il significato di "associazione". L'ASAPS non è il governo, non è il comune, non è la polizia... non devono rattoppare le buche, fare controlli ecc... è un'associazione, le associazioni sono fatte la maggiorparte delle volte da VOLONTARI quindi non DEVONO fare nulla ma POSSONO FARE. Possono sensibilizzare, promuovere ecc.. e direi che questo lo stanno facendo bene in quanto leggo spesso di questa associazione che fa studi, promuove dibattiti, fa sensibilizzazione ecc... Se poi ti aspetti di vedere uno di loro con la pala a rattoppare le buche allora non hai capito un gran che.... ma a rattoppare le buche non troverai manco i motociclisti che invece si riempiono bene la bocca di "come dovrebbero essere fatte le cose" ecc..

  • Avatar anonimo di AC
    AC

    Cosa intendi Bandito? L'ASAPS non fa chiacchiere. E' (e si è dimostrata in passato) una voce autorevole in materia fornendo sopratutto dati dai quale scaturiscono proposte. Dimmi piuttosto a parte le chiacchiere...non sarai di quelli che pongono l'attenzione sulla "buca" o sul "segnale" ed evitano di considerare la parte più sostanziosa del discorso? Cioè la testa di chi pretende di usare una strada pubblica come se fosse una pista. In fondo guarda, lo dico con franchezza, sono preoccupato per tutti meno che per i motociclisti...

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -