MUSICA - Da Faenza riparte ''Strade blu'', viaggio nel mondo del folk contemporaneo

MUSICA - Da Faenza riparte ''Strade blu'', viaggio nel mondo del folk contemporaneo

FAENZA - Sesta edizione per "Strade blu", la rassegna musicale, presentata oggi a Faenza, che percorre un viaggio nel folk contemporaneo e che dal 2002 ad oggi è passata da due concerti a trenta, con il coinvolgimento di 15 comuni delle province di Forlì e Ravenna.
Passo dopo passo Strade Blu, è diventato infatti uno dei cartelloni più ampi della Romagna e uno dei punti di riferimento imprescindibili per chi segue percorsi del folk, del blues, del cantautorato contemporaneo e della ricerca, in tutta Europa.
Strade Blu da qualche anno è anche una rete. Una rete aperta, dove ad ogni tappa del percorso si incrociano gli sforzi e le visioni di tante altre grandi e piccole realtà romagnole che operano in ambito musicale.

Accanto agli amici storici come Masini Estate ed Accademia Perduta, in queste stagioni si sono aggiunti alla rete: Openstudio, Emilia Romagna Festival, Lugo Contemporanea, Itinerario Festival a Cesena, Hana-Bi e Boca Barranca al mare, River a Rocca San Casciano, le rassegne di San Mauro e Forlì e altri.
Il risultato è un cartellone unico, di grande musica, spesso in luoghi inusuali e quasi sempre gratis.

"Si tratta di una delle due iniziative (l'altra è Ferrara sotto le stelle) nell'ambito della musica rock convenzionata con la Regione ", ha detto l'assessore regionale alla cultura Alberto Ronchi . "Questo avviene - ha aggiunto - non solo grazie ad una programmazione di qualità ma anche per la capacità degli organizzatori di costruire collaborazioni con i soggetti musicali che operano localmente e allo stesso tempo con le istituzioni, creando una dimensione territoriale a cui la Regione tiene molto". Ronchi ha anche ricordato la qualità della spesa nei confronti della programmazione, una capacità diffusa sul nostro territorio, dettata anche dalla grande passione degli operatori e che fa dell'Emilia-Romagna un modello da esportare a livello nazionale.

L'Assessore regionale ha inoltre sottolineato positivamente il metodo innovativo di lavoro della città di Faenza. "I concerti all'interno del Museo internazionale della ceramica - ha citato ad esempio - possono infatti costituire un volano per la maggiore fruizione del museo stesso".

"Si tratta - come ha evidenziato Antonio Gramentieri direttore artistico di Strade Blu - di un festival che cambia, matura, cresce. Con nuovi amici, nuovi partner, nuovi palcoscenici. Ma con la stessa identica passione: il coraggio di mettere le radici in gioco, respirare il senso del proprio contemporaneo e riprendere il cammino".

Il sindaco di Faenza Claudio Casadio ha invece evidenziato due aspetti della rassegna, la qualità della programmazione che attira persone anche dall'estero, con gruppi che sono inseriti in cartelloni a livello europeo e l'importanza di essere all'interno di una rete che consente ai comuni più piccoli una buona visibilità.

Strade blu ha regalato al Teatro Masini di Faenza esperienze internazionali straordinarie con vere anteprime - ha detto Ruggero Sintoni, direttore artistico di Accademia perduta/ Romagna Teatri - . "Il nostro obiettivo - ha aggiunto - è quello di prestare particolare attenzione al contemporaneo e di confrontarci con l'esperienza europea con programmi di qualità".

IL PROGRAMMA

Gramentieri ha poi illustrato il programma. Si tratta di un cartellone di novità e di ritorni, di residenze d'artista e di piccole sfide che si rinnovano. Quest'anno sui palchi di Strade Blu ritornano i Matmos, arrivano Jon Spencer, Joe Ely e persino John Paul Jones con Robyn Hitchcock. Tornano Howe Gelb e Hugo Race, arrivano Friends of Dean Martinez, Joel Guzman, Danny and Dusty, Ardecore. Vecchi amici di Strade Blu come John Parish e Steve Wynn tornano con progetti e ospiti speciali, studiati apposta per il festival. Poi il blues, il cantautorato, le cose più "roots" e quelle più strane.
Per tutti questi artisti Strade Blu è un festival diverso, un laboratorio dove poter sperimentare e trovare sempre un pubblico attento e interessato.

Per la Regione Emilia Romagna Strade Blu è uno dei pochissimi festival con cui convenzionarsi, e a cui legare il nome della Regione.
Per il pubblico che lo segue era e resta una delle esperienze più internazionali che si possano trovare in Italia.
Per noi che lo abbiamo inventato Strade Blu è ancora un labour of love, prima di qualsiasi altra cosa.
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