Nasce 'Forlì città solare', la nuova società pubblica per la green economy

Nasce 'Forlì città solare', la nuova società pubblica per la green economy

Nasce 'Forlì città solare', la nuova società pubblica per la green economy

FORLI' - L'obiettivo è quello di portare Forlì all'autosufficienza energetica, attraverso il potenziamento delle fonti rinnovabili e la creazione di nuove filiere economiche legate all'energia pulita. Un obiettivo ambizioso e importante sul quale il PD lavora da tempo, varando ora un nuovo strumento operativo che, nelle mani del Comune, farà crescere la green economy partendo dagli edifici pubblici. Si tratta di "Forlì Città Solare", società strumentale per l'energia che nascerà dalla trasformazione della società SME, al 100% di proprietà del Comune di Forlì.

 

Scopo della nuova società sarà quello di produrre energia da fonti rinnovabili, assieme alla riqualificazione energetica di edifici e terreni di proprietà comunale. Il progetto complessivo, che verrà discusso e votato lunedì 25 ottobre in Consiglio comunale, è stato anticipato da un incontro con la stampa venerdì da Marco Di Maio (Segretario territoriale Pd forlivese e consigliere comunale) Marcello Rosetti (Capogruppo Pd - Consiglio comunale Forlì) e Alberto Bellini (Assessore comunale all'Ambiente), affiancati dai consiglieri regionali del PD Thomas Casadei e Tiziano Alessandrini.

 

«Si tratta - sottolinea il segretario dell'Unione territoriale forlivese PD, Marco Di Maio - del primo strumento operativo messo nelle mani del Comune per far crescere la green economy, a partire dagli edifici pubblici». La Società SME ha un capitale sociale di 5 milioni di euro e un patrimonio, costituito dalla proprietà della palazzina SME del quartiere fieristico forlivese, valutato tra i 15 ed i 17 milioni di euro. Gestita da un amministrazione unico, Girolamo Giorgio Rubini, ha al suo attivo un flusso di cassa annuo di circa 320 mila euro con un utile di 50 mila euro, ricavato dai canoni di affitto dei locali della palazzina di via Punta di Ferro.

 

Andata via via scemadosi negli anni la sua finalità espositiva e commerciale, oggi la società SME è una società ormai priva di scopo e si avvia verso una nuova vita, più consona alle necessità del mondo contemporaneo. «Questo progetto - continua Di Maio - si inserisce nella linea politica del PD, che prevede una centralità dell'Ambiente a tutti i livelli. In questo caso anche come fattore di sviluppo industriale, da innestare all'interno del mondo produttivo locale. L'obiettivo è quello di portare Forlì all'autosufficienza energetica, partendo da oggi e da una nuova e autentica filiera produttiva, che produca non solo energia e risparmi ma anche reddito e posti di lavoro realizzando da noi tecnologie e impianti».

 

«È importante - prosegue Marcello Rosetti - prevenire la crisi che deriverà dalla riduzione dei combustibili fossili incrementando la quota di autoproduzione di energia e riducendo i consumi finali aumentando l'efficienza energetica. L'indipendenza energetica può diventare un importante fattore di competitività, mentre oggi il nostro territorio copre meno del 5% del suo fabbisogno».

 

«La costituzione di "Forlì Città Solare" - gli fa eco l'assessore comunale all'Ambiente Alberto Bellini - rappresenta il compimento di uno dei punti qualificanti dell'amministrazione Balzani e la concreta realizzazione del modello di sviluppo pensato per la nostra comunità, orientato alla tutela del nostro territorio. La produzione di energia da fonti rinnovabili e la riqualificazione energetica degli edifici promuovono l'utilizzo responsabile delle risorse energetiche, la riduzione di emissioni di climalteranti e la riduzione dei costi per l'importazione di combustibili. Prevediamo - prosegue Bellini - la realizzazione di almeno quattro interventi significativi: copertura con pannelli fotovoltaici del palazzo SME di via Punta di Ferro, realizzazione di pensiline fotovoltaiche in uno dei parcheggi comunali, copertura con pannelli fotovoltaici di alcune scuole (ex GIL, Carpinello, etc), un impianto fotovoltaico di media taglia a terra in un area comunale di basso pregio agricolo. A questi interventi corrisponde una riduzione di emissione di CO2 in atmosfera pari a mille tonnellate di CO2 all'anno».

 

La trasformazione della società non prevede uscite dalle casse comunali. La creazione di "Forlì Città Solare" porta invece ad investimenti significativi, pari a circa 8,6 milioni di euro, che corrispondono a circa 2 MW di potenza installata, finanziati in parte da fondi della società stessa e in parte dall'accensione di mutui, il cui rientro è garantito dai finanziamenti statali del Conto Energia. Il ritorno di investimento di un intervento di questo tipo varia da 7 a 11 anni, mentre il contributo viene fornito per 20 anni, e la vita media dei componenti è pari a 25 anni.

 

La nuova società strumentale sarà destinata a progettare anche soluzioni innovative, come barriere acustiche per gli assi viari (attraverso l'utilizzo di pannelli fotovoltaici sulle barriere fonoassorbenti); condizionamento ambientale di grandi edifici pubblici (solar cooling); bonifiche ambientali (attraverso la promozione di coperture fotovoltaiche in sostituzione a coperture con amianto).

 

Un ruolo molto importante in questo ambito è svolto anche dalla Regione Emilia-Romagna, che mette a disposizione finanziamenti per la riqualificazione energetica del territorio. «La Regione Emilia Romagna - afferma il consigliere PD Thomas Casadei - ha un suo preciso piano energetico, cosa che invece lo Stato italiano ancora non ha. E l'obiettivo è di divenire, entro il 2013, la regione più fotovoltaica d'Italia». «Stiamo lavorando - conclude Tiziano Alessandrini - anche alla costituzione di una vera e propria filiera industriale sulle fonti rinnovabili, fondamentale per dar slancio all'economia locale».

Commenti (10)

  • Avatar anonimo di ReArtù
    ReArtù

    @miky Concordo nel non utilizzare aree fertili, anzi nessuna area a terra, ma che questa tecnologia non interessi i grossi gruppi ti sbagli. Enel sta proprio ora lanciando una offerta di acquisto di azioni per una società che si occuperà essenzialmente di energie pulite, compreso il fotovoltaico. Inoltre è in progetto la costruzione in Sicilia di una fabbrica a livello nazionale per la produzione di pannelli. Certamente, come tutte le innovazioni, occorrerà un certo rodaggio. Se i nostri governanti fossero un po' più attenti a queste cose invece di arrancare per trovare un modo di salvare il nostro premier, probabilmente saremmo già un po' più avanti. Per quanto riguarda lo smaltimento, non so quali materiali dovranno essere classificati speciali, comunque niente a che vedere con le scorie radioattive delle ventilate centrali nucleari. Io personalmente, preferisco avere dietro casa dei pannelli solari piuttosto che centrali nucleari o inceneritori di rifiuti giustificati, questi ultimi, per produzione di energia alternativa.

  • Avatar anonimo di P.Kc.
    P.Kc.

    Bene l'iniziativa del comune, ma non sul terreno agricolo è una schiocchezza, perche sprezate terrafertile quando si hanno enormi superfici cementificate?

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    1) Un Comune del nostro comprensorio ha fatto una gara per acquisire un terreno agricolo per la realizzazione di un impianto fotovoltaico. Zona: pianura a nord della Via Emilia (quindi terreni pianeggianti e fertili). L'area doveva essere in una zona ben delimitata da quattro strade, quindi già quasi individuata. Tempo concesso ai cittadini per fare l'offera: 10 giorni. E già questo è un episodio inquietante, per le modalità i tempi e il merito di scelta dell'area. 2) Una domanda semplice semplice, se il fotovoltaico è così conveniente, perchè la nostra azienda nazionale (ENEL) non investe direttamente in questo tipo di produzione di energia? 3) Tra venticinque anni, quando questi pannelli saranno arrivati alla fine della loro vita produttiva, dove li mettiamo? Siamo sicuri che non saranno un rifiuto speciale con costi di smaltimento elevatissimi? E infine: enche se non sembra, sono molto favorevole alla produzione di energia da fonti naturali (solare-eolico ecc.), quello che non sopporto è che i nostri politici, che già hanno dato dimostrazione di non saper gestire nulla con spitrito imprenditoriale, si avventurino in un'altra impresa, che coinvolge aree del territorio e che, se condotta in modo scellerato come SAPRO, ci porterà ad una nuova richiesta di ripianamento debiti con pubblico denaro. Se si limitassero ad adeguare gli edifici pubblici non ci sarebbe nulla di male, il problema viene quando i politici pensano di reperire aree, produrre, creare società; abbiamo già visto che questo diventa conveniente solo per quei dirigenti che quelle società andranno ad amministrare. E poi un'altra considerazione, in Italia non esistono aziende produttrici di pannelli fotovoltaici, solo importatori; a me sembra un pò assurdo che lo Stato finanzi un acquisto che incrementa le industrie di altri paesi.

  • Avatar anonimo di Samuele
    Samuele

    Lodevole iniziativa ma trattasi di ben poca cosa. 2 MW ? Dove andate con 2 MW !!! Purtroppo c'è bisogno di molto di più. Informatevi.

  • Avatar anonimo di P.Kc.
    P.Kc.

    Credo che la novità vada apprezzata, fino ad un paio fa nel PD queste coose erano roba da sognatori (o rompocoglioni) ecologisti catastristi, lo stesso piano energetico regionale si basa ancora essenzialmente sulle biomasse da bruciare

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Mi sembra una iniziativa assolutamente lodevole. Solo una cosa, se si può: evitate di fare impianti a terra (bruttissimi) e usate tetti di edifici fin dove possibile. Credo che ce ne siano ancora a iosa ...

  • Avatar anonimo di Davide3
    Davide3

    @miky: tu spargi disinformazione. Hai letto che le zone deputate ai pannelli solari sono tutte dei tetti di edifici o sostituzioni di pannelli fonoassorbenti? Dove hai letto che distruggeranno i campi per farci dei pannelli? da nessuna parte. eppure questo non basta, tu spargi paura, dubbi, disinformazione. Più andremo avanti e più ci saranno persone contro i pannelli solari, l'eolico, il geotermico ecc... per ignoranza, paura o per interesse andranno contro alle innovazioni (ebbene si, c'è pure qualcuno che è contro ai pannelli solari...). Quindi preparatevi e documentatevi bene, perchè c'è gente interessata e ben pagata (pensate a tutte le aziende che guadagnano nell'energia tradizionale, non mollerà l'osso), solo informandovi bene riuscirete a non cadere nei loro facili tranelli. L'emergenza del futuro non è solo l'energia o solo il cibo, è un mix di tutto quanto: fine dell'energia a costo irrisorio, scarsità d'acqua, sovrappopolazione. Per entrare nello specifico semmai i colpevoli non sono il bioetanolo quando questo è coltivato in quantità eccessive come in brasile dove distruggono i campi di "cibo" per farci delle stoppie da usare per il bioetanolo. Ma questa è un'altra storia, non centra con i pannelli.

  • Avatar anonimo di ReArtù
    ReArtù

    A be, allora non va mai bene niente. Mi sembra che, in coerenza con gli impegni presi in campagna elettorale, si vada nella direzione giusta. La direzione di un cambiamento radicale del modello di gestione della cosa pubblica. Non so se il tutto andrà a buon fine, sicuramente è obbligatorio tentare una svolta per vedere se riusciamo a lasciare qualcosa di questo pianeta alle generazioni future. Sono terrorizzato all'idea di lasciare alle prossime centinaia di generazioni la cura di depositi di scorie radioattive.

  • Avatar anonimo di isanti
    isanti

    forse il COmune farebbe bene a sistemare le altre public company in difficoltà prima di avventurarsi in altre imprese......

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    La regione Romagna ha un suo preciso piano energetico? E' per questo motivo che a Forlì tutti gli impianti fotovoltaici in fase di realizzazione da parte di privati, non riesono ad ottenere i permessi perchè tutte le pratiche sono bloccate in provincia ? Sicuramente i progetti di emanazione PD avranno una corsia preferenziale che non affosserà le aspettative di conseguire un risultato economico illustrate dai nostri amministratori. Bene, bene, visto che si sono dimostrati incapaci di gestire lo sviluppo delle aree industriali del territorio (SAPRO), adesso si cimentano nella riqualificazione energetica degli edifici e nella produzione di energia da impianti fotovoltaici. Troveranno dei terreni agricoli che LORO reputeranno esenti da vincoli paesaggistici e al posto del grano si coltiveranno pannelli solari. Peccato che tutte le previsioni ci dicano che l'emergenza de futuro sarà proprio la mancanza di cibo. Poco male, chi avrà fame potrà infilare due dita nella presa della corrente; è energia pulita e a basso costo e loro sanno già dove metterci le pile......

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -