Naufragio della "Costa Concordia", le vittime salgono a sei

Salgono a sei le vittime del naufragio della “Costa Concordia”, la nave da crociera che si è incagliata venerdì sera davanti all'isola del Giglio. Il cadavere è stato trovato con il il giubbotto salvagente addosso nel secondo ponte

Il naufragio della "Costa Concordia" © TM News Infophoto

Salgono a sei le vittime del naufragio della “Costa Concordia”, la nave da crociera che si è incagliata venerdì sera davanti all'isola del Giglio. Il cadavere è stato trovato con il il giubbotto salvagente addosso nel secondo ponte, in una parte non invasa dall'acqua. Nel frattempo sono stati identificati i due corpi rinvenuto domenica pomeriggio. Si tratta di Giovanni Masia, nato nel 1926, e Gual Guillermo, nato nel 1943. Anche loro avevano il giubbotto di salvataggio addosso.

I cadaveri sono stati rinvenuti nei pressi di uno dei punti di raccolta. Le due vittime si aggiungono alle tre già accertate sabato, e cioè due turisti francesi, Francis Serve e Jean-Pierre Micheaud, e un marinaio peruviano, Thomas Alberto Costiglia. Nel frattempo si continua a lavorare per individuare i dispersi. A mancare all'appello sono 11 passeggeri e 6 membri dell'equipaggio. Tra i dispersi figurano due riminesi, due donne siciliane, di 50 e 49 anni. Quest'ultime sarebbero salite su una scialuppa, ma non sono più state contattate. Il timore è che possano essere cadute in acqua.

La Procura di Grosseto ha confermato le gravi accuse per il comandante Francesco Schettino, che dovrà rispondere di omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono della nave. La "scatola nera" sta fornendo indicazioni utili. Le indagini proseguono. Si vuole chiarire se il comandante abbia voluto seguire la prassi marinara del cosiddetto “inchino”, che consiste nel far passare una nave vicino un porto e salutare con la sirena le persone a terra.

Il procuratore della Repubblica di Grosseto Francesco Verusio,titolare dell'inchiesta sul naufragio, ha spiegato che l'allarme “è stato lanciato dalla nave intorno alle 22,42 e alle 22,43 mentre l'impatto si era verificato circa un'ora prima”. "La nave - ha chiarito anche il procuratore - era a soli 150 metri dalla riva. Una distanza incredibilmente vicina”.

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