'Ndrangheta in Emilia Romagna, 22 arresti per traffico di droga

'Ndrangheta in Emilia Romagna, 22 arresti per traffico di droga

'Ndrangheta in Emilia Romagna, 22 arresti per traffico di droga

BOLOGNA - I tentacoli dell'ndrangheta in Emilia Romagna. I Carabinieri di Bologna, supportati dai colleghi dei Comandi Provinciali di Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Ravenna, Forlì, Rovigo e Reggio Calabria hanno eseguito 25 ordinanze di custodia cautelare, e 59 perquisizioni domiciliari, richieste dal procuratore aggiunto Massimiliano Serpi e firmate dal gip Pasquale Gianniti nei confronti di appartenenti alle cosce "Nirta-Strangio" per traffico di stupefacenti.

 

Al'operazione hanno preso parte 250 militari del Comando Provinciale di Bologna e di altri Comandi dell'Emilia Romagna, del Veneto e della Calabria, supportate da 2 unità cinofile e da un elicottero del 13° Nucleo Elicotteri di Forlì. Per tre arrestati l'accusa è di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, sui i restanti grava quella di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 

I provvedimenti sono stati eseguiti nelle province di Bologna, Reggio Calabria, Rovigo e Ferrara. L'operazione, denominata "MARTE" dal cognome di uno dei promotori, ha preso le mosse da una mirata attività di analisi di possibili infiltrazioni mafiose calabresi nel tessuto economico - produttivo del comprensorio bolognese.

 

Gli investigatori del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Bologna hanno avviato le attività d'indagine nel novembre 2008, focalizzando l'attenzione attraverso servizi di osservazione, pedinamento e videoripresa, su Antonio Marte e Saverio Salvatore Pizzata, soprattutto in occasione dei loro spostamenti da San Luca, a Bologna.

 

Il sodalizio calabrese incentrava il proprio disegno sull'approvvigionamento in Calabria (area di San Luca) di consistenti partite di cocaina, trasportata in Bologna e quindi distribuita ad acquirenti stabili che, a loro volta, ne curavano lo smercio al dettaglio: Marte si occupava del reclutamento dei corrieri per i viaggi dalla Calabria e del recupero dei crediti presso gli abituali acquirenti (tra cui spiccano Simone Di Carlo, Michele Lauro Ciaccio, Alessandra Barretta e Giuseppe D'Uva) si occupavano, secondo l'accusa, di gestire direttamente i "carichi" di cocaina provenienti dalla Calabria tramite corriere dallo stesso incaricato, prima della immissione sul mercato bolognese.

 

Nel corso dell'attività d'indagine, che si è avvalsa anche del supporto fornito dal Reparto Indagini Tecniche del ROS, venivano recuperati oltre 6 kg di cocaina, arrestate 11 persone in flagranza di reato di spaccio ed identificati oltre 300 assuntori di droga, segnalati alla Prefettura di Bologna. Tra gli acquirenti di droga risultano molti professionisti (avvocati, commercialisti, medici, infermieri, attori, commercianti).

 

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I riscontri investigativi che i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bologna hanno acquisito sono stati attentamente vagliati dal Procuratore Aggiunto Serpi, che ha costantemente coordinato le attività d'indagine, pervenendo alla definizione di un robusto quadro accusatorio a carico degli appartenenti al sodalizio criminale.

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