'Ndrangheta, le cosche contro le mosse del Procura generale

'Ndrangheta, le cosche contro le mosse del Procura generale

'Ndrangheta, le cosche contro le mosse del Procura generale

REGGIO CALABRIA - Contrasti interni all'ufficio. Sarebbe questo il movente compiuto lo scorso 3 gennaio scorso a Reggio Calabria contro la sede della Procura generale. Secondo quanto accertato dai magistrati di Catanzaro, l'attentato sarebbe da ricondurre ad una reazione della cosca Serraino dopo che il procuratore generale Salvatore Di Landro, poco dopo il suo insediamento, avvenuto lo scorso novembre, aveva deciso di revocare alcuni fascicoli processuali al sostituto Francesco Neri.

A quattro degli indagati arrestati nell'operazione di giovedì contro la cosca della 'ndrangheta (in tutto le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono 22) i carabinieri hanno notificato un'informazione di garanzia perché indagati nell'attentato. Nel provvedimento viene contestato il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso finalizzata all'estorsione aggravata, danneggiamento e minaccia aggravata, porto e detenzione abusiva di armi, intestazione fittizia di beni ed oltraggio.

 

La Dda ha anche disposto il sequestro di beni mobili, immobili e attività commerciali per un valore di 1milione e mezzo di euro che erano nella disponibilità della cosca Serraino. Nell'operazione sono stati impegnati centinaia di carabinieri.

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