Nella Favola di Ravenna Festival irrompe la ''Cinderella'' di Matthew Bourne

Nella Favola di Ravenna Festival irrompe la ''Cinderella'' di Matthew Bourne

Nella Favola di Ravenna Festival irrompe la ''Cinderella'' di Matthew Bourne

RAVENNA - Dopo gli indimenticabili successi di ‘Swan Lake' (presentato all'Alighieri nel 2007) e ‘Dorian Gray' (2009), il geniale coreografo e regista britannico Matthew Bourne torna a Ravenna per presentare, in prima italiana e in esclusiva per il Festival, il suo nuovo spettacolo ‘Matthew Bourne's Cinderella' che sulle musiche immortali di Sergej Prokof'ev concilia la tradizione del musical con quella della danza moderna.

 

Sipario mercoledì al Teatro Alighieri, alle 21 (repliche 9, 10, 11 e 12 giugno). Lo spettacolo è reso possibile grazie al prezioso contributo della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna. Il tema centrale, ‘Fabula in Festival' appunto, arriva con uno fra i testi e i temi più celebri del mondo, quello di Cenerentola. Questa fiaba antichissima, eredità culturale di molti popoli, più conosciuta nella versione di Charles Perrault e dei fratelli Grimm, viene trasferita, con una scenografia sontuosa, nella Londra ferita dai bombardamenti del settembre 1941.

 

Un ambiente che ricorda i film inglesi in bianco e nero di quegli anni con Vivien Leigh, Robert Taylor, David Niven, ma che riesce a richiamare, fin dall'affiche, anche Walt Disney. In una Londra così ricostruita, tutta la ‘famiglia allargata' di Cenerentola va alla festa: matrigna (un tipino alla Joan Crawford), sorellastre e fratellastri, di cui uno gay. Tutti, tranne lei, Cinderella, e il vecchio padre ufficiale, eroe di guerra, relegato su una sedia a rotelle. Una festa che non si tiene, naturalmente, in un castello, ma nel sotterraneo e frequentatissimo Café de Paris di Soho.

"Mi sono innamorato della musica di Prokof'ev - commenta Matthew Bourne, spiegando la scelta dell'ambientazione spazio-temporale - vedendo la versione di Frederick Ashton per il Royal Ballet. Pur se scritto come una favola, quel balletto porta il segno inconfondibile della personalità musicale tutta novecentesca di Prokof'ev. E' vero, presenta gran valzer, variazioni fiabesche, mazurche e danze ‘nazionali', proprio come in Cajkovskij, ma sotto la magia della fiaba batte un cuore più oscuro, capace di vere emozioni e desideri drammatici. Sono questi gli aspetti della musica di Prokof'ev che continuano a tornarti in mente, e che in qualche modo, si insinuano in te a ogni ascolto.

La ‘Cenerentola' di Prokof'ev debuttò al Bolshoi nel 1946, e la famosa versione di Ashton seguì nel 1948, ma ciò che mi ha colpito è stato sapere che Prokof'ev ne aveva composto la partitura durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo mi ha dato da pensare. Poteva forse lo spirito di quegli anni bui essere rimasto in qualche modo intrappolato nella musica? Sentivo di sì, e più scavavo nella storia di Cenerentola, più essa mi sembrava funzionare sullo sfondo della Guerra. Oscuramente romantica nei toni, Cenerentola narra di un periodo in cui il tempo era tutto, in cui l'amore si poteva incontrare e perdere all'improvviso, e in cui si ballava come se non ci sarebbe mai stato un domani".

L'autore coniuga la forma del balletto alla popolarissima tradizione inglese del musical, seguendo la propria inclinazione per il teatro ‘narrativo' rileggendo la trama, senza quindi arrivare a un finale ‘rassicurante'. Tutto si anima nel tempo sospeso della guerra. Le sorellastre e la matrigna, scarpe con le zeppe, pettinature d'epoca, abiti vintage, danzano i balli in voga in quei tempi (la musica di Prokof'ev si adatta benissimo) con militari in licenza. Ed è qui che Cenerentola, prima goffa e occhialuta ragazzina in grigio, poi con lunghi guanti di seta bianchi, vaporoso abito in tulle alla Ginger Rogers, portata in sidecar da un angelo (e non dalla fatina), incontra il suo bell'ufficiale della Raf (lo stesso pilota che lei ha soccorso nel Primo atto quando, ferito, aveva bussato alla sua porta). È amore a prima vista sulle rapinose note di Prokof'ev.

 

È amore di guerra, consumato in fretta in una camera d'albergo. Con un bellissimo passo a due discinto e languido dopo l'amore. È anche subito bombardamento e crolli al fatidico scoccare della mezzanotte. Quando tutto è finito e arrivano i primi soccorsi, vediamo Cenerentola portata via in barella, mentre il suo bel pilota trova soltanto una scarpetta fra le macerie e impazzisce. Vaga disperato nei luoghi più sordidi di Londra: lungo il Tamigi, nella metropolitana, tra malfattori, prostitute, l'esercito della salvezza e nottambuli. Lei intanto, sopravvissuta, è in ospedale e non ricorda più nulla. Neppure quando l'intera famiglia, matrigna in testa, viene a trovarla.

 

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Saranno le urla del vicino di stanza, sottoposto a elettrochoc per farlo tornare in sé, a richiamare la sua attenzione. Ma è lui, ovviamente. Timidi, occhialuti, ciascuno con la propria scarpetta in mano, si riabbracciano. Ma, appunto, non si tratta di un vero happy end: si sposano, ma il pilota deve partire e la coppia si lascia, come molte altre, a Waterloo Station. La prima versione della pièce ha debuttato nel West End londinese nel 1997, dopo l'enorme successo di ‘Swan Lake'. Matthew Bourne ha poi ripreso la produzione, nel settantesimo anniversario del London Blitz.

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