Nelle banche della Romagna ci sono due miliardi di euro collegati a San Marino

Nelle banche della Romagna ci sono due miliardi di euro collegati a San Marino

Nelle banche della Romagna ci sono due miliardi di euro collegati a San Marino

FORLI' - I capitali collegati a San Marino presenti nel sistema bancario della provincia di Forlì-Cesena ammontano ad una percentuale compresa tra l' 11 e il 21% del totale dei depositi bancari del territorio. In termini assoluti si tratta di una cifra che arriva ai 1,7 miliardi di euro. A Rimini il conto ammonta a 280 milioni di euro. Il dato enorme emerge dalle pieghe del rapporto sull'andamento congiunturale 2009 dell'economia della provincia di Forlì-Cesena.

 

Il calcolo lo si deduce da un'anomalia alla voce ‘credito' per la provincia di Forlì-Cesena: quest'anno, secondo i dati della Camera di commercio, si è rilevato un crollo formale dell'11,2% dei depositi bancari tra il giugno 2008 e giugno 2009, a fronte di una crescita, nello stesso periodo, del 10,2% dei depositi dell'Emilia-Romagna e del 12,6% dei depositi bancari in Italia. Un risultato di controtendenza allarmante, che significherebbe che il territorio ha "bruciato" in un anno un decimo dei suoi capitali.

 

Ma precisano dalla Camera di commercio: "Il dato si spiega con l'effetto di ricalcolo, effettuato dalla Banca d'Italia, di diversi depositi presenti in provincia, che prima venivano considerati appartenenti a residenti e che dallo scorso dicembre sono stati rubricati come riconducibili a ‘non residenti' " ha illustrato il dato il presidente della Camera di commercio Tiziano Alessandrini. Si tratta, in sostanza, di denaro di romagnoli che hanno residenza, più o meno formale, a San Marino.

 

I dati parlano chiaro: i depositi nel novembre 2008 erano di circa 8,2 miliardi di euro in provincia di Forlì-Cesena, mentre il mese dopo scesero drasticamente a 6,5 miliardi per effetto del riconteggio (-21%). Flussi di denaro che, in qualche modo, arrivavano ad alterare perfino le statistiche, per quanto erano ingenti. Con l'effetto dello stesso ricalcolo, la provincia di Rimini ha visto scendere i suo depositi bancari di 280 milioni di euro, mentre la provincia di Ravenna non ne ha risentito.

 

Assai anomalo, infine, erano i dati in valore assoluto prima della riorganizzazione statistica della Banca d'Italia: nel novembre del 2008, una spia che qualcosa non andava era visibile per il fatto che Forlì-Cesena risultava avere un valore di depositi bancari esorbitanti (8,2 miliardi) rispetto alle vicine Rimini (5 miliardi di euro) e Ravenna (5,6 miliardi), pur a parità sostanziale di popolazione e quadro economico.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -