Niente commissione d'inchiesta sulla sanità. Il PdL insorge, il Pd: "Proposta strumentale"

Niente commissione d'inchiesta sulla sanità. Il PdL insorge, il Pd: "Proposta strumentale"

Niente commissione d'inchiesta sulla sanità. Il PdL insorge, il Pd: "Proposta strumentale"

FORLI' - Non ci sarà alcuna commissione d'inchiesta sulla sanità emiliano-romagnola. La proposta è stata bocciata dal Consiglio regionale. Va all'attacco Luca Bartolini, consigliere Pdl forlivese: "Una giornata triste quella di oggi in Consiglio Regionale dove la maggioranza ha negato in modo "omertoso" la richiesta del PDL di istituzione di una Commissione assembleare d'inchiesta sulla gestione delle Asl alla luce del grave deficit riscontrato a Forlì, delle inchieste della magistratura sugli appalti di area vasta, sui tanti concorsi sospetti".

 

E ancora Bartolini: "Anche oggi ho approfittato dell'occasione per difendere, ancora una volta, le eccellenze della sanità forlivese lamentando una gestione troppo ravennacentrica dell'area vasta che ha portato a situazioni paradossali dove tutti i giorni registriamo l'Ausl di una Provincia (quella di Ravenna) ha la pretesa di poter dettare legge sull'intera sanità romagnola creando tensioni ed imbarazzi come la recente vicenda Petropulacos dimostra (vedi dichiarazioni odierne alla stampa del Sindaco di Forlì che ha confermato di esser stato tenuto all'oscuro di tutto)".

 

Ben diversa la visione dei due consiglieri regionali Pd Tiziano Alessandrini e Thomas Casadei: "La Sanità Forlivese non si difende con le commissioni d'inchiesta, proposta strumentale finalizzata a fare polveroni d'ogni genere. A Forlì dobbiamo dar seguito al piano di rientro, senza penalizzare i cittadini. Dobbiamo essere coesi - maggioranza e opposizioni di ogni genere - parlando lo stesso linguaggio. Dobbiamo sapere che la Sanità di Area Vasta romagnola è un'opportunità per diminuire i costi (ci sono già dati illuminanti) e per qualificare i servizi e le prestazioni".

 

Ed infine Alessandrini e Thomas Casadei: "Dobbiamo fare squadra nel ribadire che la Regione deve fare da arbitro, che occorre fissare un sistema di regole definite e condivise, e che le quattro Ausl devono collaborare in piena armonia, sapendo che non si possono suddividere loro e i loro direttori in gruppi di serie A e di serie B".

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